E’ di nuovo ‘Su e giò per i Runchitt’ a Brenta

(domenica 15 marzo)

Oggi il PdO va in scena con n’altra impegnativa prova: a Brenta, precisamente S. Quirico, per la 34^ edizione della ‘Su e giò per i Runchitt’, gara che io da anni amo etichettare come “cartina tornasole”, per una strana sensazione personale che sia la “chiave di volta” per l’intera stagione … staremo a vedere se sarà così !!
Benché quasi giochi in casa, ecco di buon’ora sono già sul ritrovo anche perché la location in sé con l’attiguo Santuario dedicato alla Madonna e un magniloquente panorama che si può ammirare da quassù … ha il suo fascino !

Ad accoglierci un’insolita arietta  … frizzante (anche troppo) a raffreddare gli animi (e a rispolverare guanti e scaldacollo) ma che di certo non aiuta a scaldare gli animi a quanto vedo in giro, ma tant’é !
Oramai consuetudine domenicale che corrisponde con il piacevole ritrovare   tanti amici con cui condivido la passione del running: il grande piccolo Lory Piratino accompagnato da mamma Sara, Danilo Giovannacci del 7Laghi, Andrea Marzio ‘Whirlpool’, il “redivivo” Costantino e Valentino (?) dei Runners Valbossa che mi farà poi il tifo sul percorso; Chiara Naso di ‘Attiva Salute’  e Stefano Gornati, Antonio, Aureliana, Michele e la rientrante (?) Francesca Vaccaro. Un saluto a chi ogni domenica si impegna per allestire il palcoscenico del Piede d’Oro: Angelo De Mieri, Gianfranco Riva e Fiorella “alla consolle”, il sior Gianni Lamperti, il Ferdy e gli altri ragazzi che si sono aggiunti o continuano in questa importante “opera”. Intravedo poi gli amici Gianni e Francesca del 7 Laghi Runners. Saluto Giandomenico che è venuto a trovarci, quindi ecco Franco e Ruggiero del CB, poi (ritardatari) Gianluigi, il press, Gianfelice e gli altri. Girovagando sul piazzale Massimo Fontana, Daniela e Paolo dell’Aermacchi, l’amico Luca Negrini, Riccardo Luccherini e il dirimpettaio Alessandro Giancane. Noto poi la presenza anche degli amici della Sacra Famiglia di Cocquio T. Assenti di giornata i Mezzanesi che in toto hanno optato per un’uscita fuoriporta (sportiva) a Venezia 1 e 2.

L’appuntamento di Brenta coincide anche con il rivedere un caro amico, mio ex-vicino di casa: e infatti, di lì a poco fra i banconi  ecco vedo Salvatore.

Gara dal profilo tosto che proprio per la sua tipologia “hors-de-catégorie” prevede uno sviluppo inferiore ai 10 km canonici, la quale può essere suddivisa in tre segmenti: il primo, con l’importante e muscolare ascesa  subito dopo la partenza dal piazzale antistante il santuario e che si sviluppa lungo 500 m ‘senza soluzione di continuità’ (…), a seguire la brusca discesa “a-rotta” che porta nella parte boschiva (i ‘Runchitt’) del paese fino a riguadagnare, seppur brevemente, l’asfalto per ridiscendere sulla provinciale che corre parallela all’arteria della Valcuvia.  Duecento metri e si risale per attraversare camminamenti e sentieri boschivi limitrofi che portano nella parte bassa della zona-partenza, dove è posta la deviazione fra percorso lungo e corto. Lungo stradine interne si raggiunge l’ultimo km non prima di affrontare in progressione un altro bello strappetto che pare non terminare mai il quale ci riporta in quota imboccare un ennesimo passaggio nei boschi ed eccoci proiettati verso le ultime centinaia di metri (qui veniamo osannati dal corteo della fanfara del paese … ma è un’altra storia forse) del percorso di 7,5 chilometri. 
Da alcuni anni la parte conclusiva presenta la “ciliegina della ciliegina – di giornata -“: imboccata l’erta finale si affronta con determinante impegno per gli astanti – cercando di tenere il passo lottando contro le leggi della gravità (e con l’acido lattico a  1000000…) due suggestivi tornantini ‘di non facile interpretazione’ ricavati sulla collinetta sulla quale si erge la chiesa di S. Quirico.

Che dire invece dell mia “prestazione” ? Anche oggi bella gara tosta (ma lo si sapeva !) dopo Gazzada. Il percorso odierno suggeriva una particolare attenzione “anonsgassare” soprattutto nella prima parte fino al termine dell’ascesa, almeno per il sottoscritto (fatto: passo tranquillo in considerazione dello strappo subito all’inizio, con il freno a mano tirato sulla successiva discesa … anche troppo: mi autosanziono per poca grinta ! .. Ma così è !!). Provato dall’inizio ‘probante’, una volta scollinati potevo osare di più nel tratto boschivo seguente ma tra una allacciatura delle scarpe non sicura e la tentazione a riprendere fiato … morale a furia dei saliscendi ho preferito non strafare. Tornati sull’asfalto e sul susseguente strappo che riportava nella parte boschiva ho capito che anche oggi … niente da fare ! Non che sia andato male ma … “interprova” incolore, che mi lascia un gusto dolceamaro.

L’ultimo km, sconfinando verso il comune di Cittiglio prima di tornare verso Brenta, con la temibile ascesa di via Oberdan, è stato paradossalmente il più duro e forse sfiancante per riuscire a dare continuità al gesto dei precedenti.

Mi riparmio per affrontare nel miglior modo possibile l’erta: sì non male ma .. vedi sopra insomma !!  
Concludo soffermandomi un attimo al ristoro, a chiacchierare un pò con gli amici (tra gli altri Fabio Casa e la moglie Diana Ceriani, la quale mi svela la ‘leggenda’ che sta dietro al titolo della prossima prova che, se mi ricordo, svelerò nel prossimo resoconto) e con il sig. Pregnolato dell’organizzazione, assistendo alle prime premiazioni … poi anche alle seconde: le donzelle (10 premiate) e i maschietti (5) e … solo in questo frangente riconosco il PlayBeppe oggi primo mi dicono … iiuuuuuuu 🙂

               

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