Evitiamo la cannibalizzazione delle keywords.

Ovvero come dare una priorità ai contenuti da pubblicare.

(giovedì 1 marzo)

Prima che i motori di ricerca conoscessero l’algoritmo Hummingbird era frequente realizzare articoli caratterizzati da determinate focus key, in cui ogni parola chiave – a prescindere dalla frequenza nel testo – andava a posizionare un suo contenuto. L’avvento della nuova versione afferma la ricerca semantica per cui ogni documento può essere posizionato tramite più keyword coesistenti tra di loro.

Nell’arte della SEO si può incorrere nell’effetto di cannibalizzazione, in base al quale, quando Google trova più contenuti (avallati da keyword similari) che dicono la stessa cosa in modo solo leggermente diverso se non identico, può avere difficoltà nel determinare quale di questi abbia maggior valore e meriti un buon posizionamento a dispetto degli altri.

Anche se normalmente Google riesce a determinare quale documento far prevalere tra tutti quelli simili, non sempre questo succede o peggio, può succedere danneggiando il documento su cui si puntava.

Nel campo dello sviluppo di siti web, è ricorrente trovarsi di fronte a dover dare priorità ad un articolo rispetto ad un altro nell’ambito della trattazione del medesimo contenuto.
Il rel canonical è stato introdotto proprio per affrontare situazioni di questo tipo. Solitamente i siti web più soggetti al fenomeno sono quelli di e-commerce, perché i prodotti potrebbero essere raggiunti utilizzando diverse logiche, diverse “sfumature” semantiche delle pagine.

Due possono essere le soluzioni al problema: o dare importanza alla sezione in cui l’articolo è inserito (predominanza di una sulle altre) oppure aggiungere un link con rel=”canonical” nella pagina non canonica indicante l’URL della versione canonica. Questo, tecnicamente, si traduce inserendo un opportuno frammento di codice che segue all’interno del tag <head> della pagina non canonica (supponendo che la versione canonica sia il primo URL dell’esempio).

<link rel=”canonical” href=”http://www.sito.com/nome-categoria/nome-prodotto/”>

Quello che accade è una sorta di “unione” delle pagine agli occhi del motore di ricerca.

L’URL canonico (canonical URL) rappresenta l’URL della versione “ufficiale” di un contenuto, ovvero l’unico riferimento di quel contenuto che deve essere indicizzato dai motori di ricerca.

Come però si realizza questo ‘puntamento’ al contenuto migliore ?

In presenza di articoli simili tra di loro per contenuto, per dare una certa priorità si ricorre all’utilizzo dell’attributo “rel=canonical” (“indirizzo canonico”) che etichetta l’articolo cui si riferisce come ” versione originale” per l’argomento trattato.

L’URL canonico (canonical URL) rappresenta l’URL della versione “ufficiale” di un contenuto, ovvero l’unico riferimento di quel contenuto che deve essere indicizzato dai motori di ricerca.

La questione fondamentale è: se si dispone di versioni dello stesso contenuto, è necessario scegliere quella “ufficiale” ed indicarla ai motori di ricerca. In questo modo si risolve il noto problema della duplicazione dei contenuti.

Supponiamo di avere due versioni della stessa pagina con contenuti identici al 100%, ma facenti parte di due sezioni diverse del sito web (quindi, ad esempio, potrebbero differire nella costruzione dell’URL) ed entrambe già linkate da siti esterni.
Quale versione dovrebbero considerare (e quindi proporre) i motori di ricerca?

Esempio pratico

http://www.sito.com/nome-categoria/nome-prodotto/
http://www.sito.com/prodotti-in-promozione/nome-prodotto/
Scegliere l’URL canonico

Per definire la pagina canonica in modo che sia comprensibile ai motori di ricerca occorre aggiungere un elemento <link> che contenga il rel=canonical e l’href dell’url da segnalare come primaria all’interno dei tag <head></head> della pagina web come segue:

<html xmlns=”http://www.w3.org/1999/xhtml” xml:lang=”en” lang=”en”>
<head profile=”http://purl.org/NET/erdf/profile”>
<title>….</title>
….
<link rel=”canonical” href=”http://www.example.com/elenco”/>
….
</head>
….

Conseguentemente, lo stesso canonical dovrà essere utilizzato per tutte quelle pagine che non sono altro che duplicati di questa proprio per fare ‘andare avanti’ quest’ultima.

 

A scanso di equivoci è opportuno però screditare questa leggenda; nella SEO non esiste un vero e proprio problema di cannibalizzazione. Premesso che ciò avviene quando più pagine si posizionano in SERP per una stessa keyword entrando così in competizione tra di loro; è viceversa attendibile che se il contenuto è buono ognuna di esse avrà un buon posizionamento sui motori di ricerca.
Per ovviare a questo fenomeno il buon operatore applicherà dunque la regola regina della SEO, vale a dire che ‘ogni pagina va ottimizzata per una determinata keyword‘. Va peraltro detto che una recente ricerca sul campo va in controtendenza affermando cioé che mediamente le singole pagine si posizionano per più parole chiave (cosiddetta longtail) e, giocoforza, se portano un buon contenuto, si possono posizionare più pagine per la stessa keyword.

Concludendo, un buon sito deve avere per ogni URL il suo canonical corretto per ridurre al minimo la possibilità di duplicazione e per preservare le risorse che produciamo.

“Specificare l’URL canonico in tutte le pagine, quindi, potrebbe essere considerata come una “tutela” contro gli errori e la negative SEO”.

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