Albizzate chiude "i giochi" del PdO 2017

(domenica 15 ottobre)

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Stamane è andata di scena un’altro “clasico” dell’ottobre targato ‘PdO’ nonché tradizionale appuntamento del panorama podistico provinciale: la ‘Stracascine’ di Albizzate, giunta alla 24^ edizione.
Come sempre tanti gli amici che ritrovo e saluto: Marco Tiozzo, che oggi tenterà di rimanere aggrappo al PlayB per strappargli secondi preziosi ai fini della classifica ‘ToPdO’, il mitico Natalino Pertegato del CB e poi Franco Di Sario e Giovanna; gli amici del 7Laghi Runners Gianni e Katia fra tutti con Francesca impegnata a volantinare il prossimo ‘Winter Challenge’; Paio Andrea e soci dell’Arsaghese; il banco del direttivo del Piede d’Oro: Fiorella , Manuela, Renato e poi Angelo, Federico Mantovani e Giampiero Lamperti; Vincenzo Lo Presti dell’Arcisate; Andrea Marzio della WhirlPool; Rinaldo Francesca patron dei Runners Varese, Andrea Alfonsi, la rientrante Liliana Cimino e Francesca Vaccaro della banda PM; Omar della Cardatletica; il grande Simone Prina e Simone Zandri, e a fare gli onori di casa Giuseppe Bollini …
Gara di poco superiore agli 11 km, quest’anno epilogo della stagione 2017 della carovana del Piede d’Oro. Percorso apparentemente – così me lo ricordo in un primo momento, si vede che sto invecchiando !! -, tranquillo per la più parte ma che in realtà si rivela decisamente collinare e pertanto muscolare, con la salita finale della Ruzzella (2-300 metri al 7%, ndr), condita da un paio di assaggi collinari nei primi km, e a seguire gli ultimi 600 metri che non paiono finire mai, da percorrere “col-cuore-in-gola” (!!) per raggiungere l’agognato traguardo.
Mattina decisamente frizzante, con le prime nebbie a fare da compagnia per raggiungere il ritrovo di giornata. Partenza oggi posticipata alle 9.30. Detto all’arrivo alla location di un meteo non proprio ideale per i rnners, fortunatamente qualche decina di minuti prima della partenza, ecco il sole riesce a farsi spazio fra le grigie nuvole, e a farci compagnia poi per tutta la mattinata.
A guardarsi attorno sotto al gonfiabile poco prima della partenza, come da tradizione Albizzate si conferma da “sold-out”. Lentamente ci spostiamo aldilà del pallone per l’avvicinarsi della partenza: pur non tenendoci, mi ritrovo a ridosso delle prime fila, non riuscendo a scendere oltre e, con il Soxy a fare da torrione sugli astanti, si parteee ! .. Dopo pochi metri noto la Francesca schizzare fuori dalle retrovie lanciata all’inseguimento dei primi.
Affrontiamo così un primo tratto dapprima attraversando l’ampio parcheggio a disposizione per poi effettuare una sorta di periplo delle viuzze circostanti, roba da meno di un chilometro, con un primo breve assaggio di ascesa che ci proietta per un tratto in discesa-a-tutta il quale accompagna verso le cascine albizzatesi. Effettuiamo così il primissimo passaggio asfalto-prato, in prossimità del primo cascinale (cascina Bollino) che è mancato poco mi costasse seriamente: con l’erba prevedibilmente umida e pertanto un fondo poco stabile, sto per cadere vittima di un rocambolesco scivolone che mi viene evitato da non so quale santo (San Pietro l’avevo già scomodato in altra sede !!).
Si prosegue con un tratto in discesa abbastanza ripido, dentro-fuori su asfalto e quindi rientriamo nei boschi che ci faranno compagnia per buona parte dello sviluppo odierno. Un tratto in progressiva salita abbastanza impegnativo, a cui ne segue un altro inizialmente in discesa che nel giro di qualche centinaia di metri ci porta a toccare uno dei punti più alti del percorso.

Conduco i primi km in scioltezza, non nascondendo i omenti del “mi fermo !!? ..‘, ma reagisco dignitosamente alle primissime asperità per poi decidere di ‘mollare-la-spugna’ col ritorno su asfalto.Frattanto vengo però superato dall’amico Gianni (‘Burlone’) con passo spedito e poi da Michele con il quale non lesino un pò di sana ironia.

Costeggiamo poi la cascina Mirasole, grandiosa in tutta la sua estensione ! … Proseguiamo sempre sui sentieri boschivi prima di riguadagnare un tratto di provinciale, abbastanza lungo e in cui a fare la differenza è la capacità di mantenere il ritmo e gestire le energie, passate e future (qui soffro con Mariangela e Cinzia !).

Di nuovo ci buttiamo quasi a capofitto nei boschi limitrofi, lambendo le altre cascine della filiera (nell’ordine; Bertolina, Cartabrega, Ronchetti) …
Dopo aver seguito un lungo camminamento boschivo, eccoci su sterrato ed ecco l’Aldo e il Renato ad aspettarci all’EoloTime per il “cinque”. Arrivo qui trafelato ma ancor con “la fiammella” viva (!).
Si prosegue nuovamente nei boschi per poi ridiscendere abbondantemente sempre su sterrato, con un occhio a guardare avanti e uno a dove mettere i passi per evitare il peggio (.. e infatti … evitato per poco !).
Si arriva agli ultimi km di giornata con il tradizionale attraversamento “in doppio anello” del parco ‘La Fornace’ con annesso campo da calcio e poi, dopo un tratto in discesa, riguadagniamo la sede stradale per duecento metri prima di affrontare la temuta risalita di via Ruzzella, con le sue pendenze importanti fra l’8% e il 10% nella seconda parte, e infine affrontare le ultime centinaia di metri in piano arrivando dritti dritti al traguardo.

Un saluto a Roberto e all’amico ipovedente Mauro, compagni di viaggio nei km centrali sino al gran finale, e alla ragazza in maglia verde con cui tiro a vicenda di cui non so il nome.

Sull’onda della buona prestazione di venerdì scorso, “mi sento bene”, e infatti la gara odierna me ne da riscontro, pur dovendo talora fermarmi per riprendere fiato. Arrivo all’intertempo con un buon parziale considerata la tipologia del percorso, e proseguo alternando il piccolo passo alla corsa nei camminamenti successivi.

Molto bello il passaggio boschivo, vario ed impegnativo, con diversi passaggi con radici a vista ma ben segnalate. Sempre con a fianco Roberto-Mauro e un compagno sopraggiungiamo sul Parco e qui cerco di spingere e andare via in progressione, continuando così sul successivo tratto di asfalto fino ai piedi dell’ascesa che “col senno di prima” decido di affrontare senza strafare adottando l’azione di “zigo-zago” (redditizia ???); sul tratto più duro – 10-12% – devo però mollare un attimo per poi riallinearmi con i compagni di ventura. Si entra quindi per il rettilineo finale: qui verosimilmente per ‘chiudere in bellezza’ la stagione ma anche perché spronato da un indiavolato Mauro, decido di involarmi in un volatone come ai vecchi tempi ….
Così come affronto dignitosamente l’agognato passaggio nel parco prima di affrontare l’ascesa finale che, per pigrizia e poca determinazione – !! -, pago nella sua parte più insinuosa.

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