Quanto costa un sito Web?

(lunedì 3 ottobre)

 

Spesso mi è stata posta questa domanda. E la mia risposta è sempre stata “Dipende…“. Prima che l’interlocutore di turno abbia il tempo di replicare, formulo meglio la risposta “Dipende… da quale scopo vuoi raggiungere“. E, a questa nuova formulazione, il più delle volte, l’interlocutore “medio” (intendendo con ciò una persona di media cultura informatica) va in crisi.

La risposta “vera” alla domanda “quanto costa un sito?” infatti non è banale, come si potrebbe pensare; è influenzata da molti fattori e può risultare molto articolata a seconda del contesto che andiamo ad analizzare. Un sito Web infatti non è paragonabile ad un software qualsiasi: acquistato il pacchetto, si installa e si usa. Molti sono i fattori che entrano in gioco quando si decide di “mettere su un sito”.

Provo allora a riassumere qui di seguito alcuni dei concetti a mio avviso più significativi per rispondere in maniera corretta e professionale alla domanda di apertura, così che, d’ora in avanti, a chi mi porrà una domanda del genere potrò dargli l’indirizzo Internet di questa pagina in modo che possa leggerne il contenuto con suo comodo.

 

Le variabili in gioco

Per dare una risposta il più possibile corretta ad una persona che “non mastica” di nomi a dominioDNSHTMLCSS, ecc dobbiamo sicuramente imboccare una serie di strade che possono avere più diramazioni e portare a quindi più destinazioni. Per capire quale strada intraprendere è necessario l’aiuto del nostro interlocutore che dovrà fornirci lui stesso le risposte ad alcune nostre domande.

La prima domanda a cui il nostro interlocutore dovrebbe rispondere è: “cosa vuoi che faccia il tuo sito?“.

Per chiarire meglio questa prima domanda dobbiamo scinderla in due parti distinte:

1) vuoi solo una “vetrina” su Internet che illustri la tua attività?

2) oppure vuoi che dietro la vetrina ci sia anche un negozio vero e proprio?

Altra domanda fondamentale per capire il contesto che andiamo ad analizzare è la seguente:

3) pensi di aggiornare le informazioni contenute nel sito con una certa frequenza?

ed infine, la domanda fatidica:

4) vuoi che le persone che navigano sul Web ti trovino?

Le domande 1 e 3 sono collegate tra loro, nel senso che una risposta “si” ad entrambe comporta il ricorso ad un certo tipo di soluzione. Una risposta “no” alla domanda n. 3 ci può indicare una diversa strada da percorrere. Così come una risposta affermativa alla domanda 2 implica la scelta di determinate soluzioni di livello altamente professionale.

Ma è la domanda n. 4 quella cruciale. Di solito l’idea che l’utente medio ha di sito è: coloratissimo, pieno di effetti speciali e di immagini e che si trova sempre cercando su Google. E’ mia opinione personale che chi vi dice che tutto ciò è possibile sia davvero un “mago”! Ma si tratta di un mio personalissimo commento…

Andiamo allora per gradi e cerchiamo di fornire una prima risposta alla domanda n. 1 (vuoi solo una “vetrina” su Internet che illustri la tua attività?).

Prima diramazione. Il sito deve essere associato ad un nome specifico (www.[ilnomechevorrei].[qualchecosa]) oppure no?

Se la risposta è:
si
, voglio un sito che si raggiunga digitando www.[ilnomechevorrei].[qualchecosa], allora bisogna registrare il nome ([ilnomechevorrei]) associato ad un estensione (.[qualchecosa]).
Per farlo ci si deve rivolgere ad operatori specializzati e autorizzati dagli organismi internazionali che regolano il mondo di Internet (tecnicamente denominatiRegistrars). Questa operazione costa, di per se, pochissimo, nell’ordine diqualche decina di euro (anno) a seconda dell’estensione (.[qualchecosa]) che si sceglie (.it.com.eu, e cosi via).

Perchè ho messo tra parentesi il termine “anno”?
Perchè non basta pagare una volta per ottenere il possesso di un nome, occorre rinnovare la sottoscrizione ogni anno. Chi si pubblicizza con frasi del tipo “registra un nome oggi, il secondo te lo regaliamo”, in realtà vi regala solo il primo anno di registrazione, gli anni a venire dovrete pagare la sottoscrizione di entrambi i nomi che avete scelto.

 

 

Registrare il nome a dominio per il proprio sito web non basta, dobbiamo procurarci anche un contenitore dove collocare i contenuti (le pagine del sito).
Mi spiego meglio, registrare un nome ([ilnomechevorrei].[qualchecosa]ad esempio: marbaro.it) equivale a recarsi da un concessionario d’auto e chiedere di acquistare solo la targa dell’autovettura. La targa diventa di mia proprietà ma di che me ne faccio se non ho una macchina su cui attaccarla?

In alcuni casi, tuttavia, si tratta di un’operazione indispensabile. Pensate ad una grande azienda che voglia mettere sul mercato un nuovo prodotto che sia contraddistinto da un certo nome (che a titolo di esempio chiamerò “Il Grande Paperino”). Quell’azienda avrà tutto l’interesse a registrare su Internet il nome “www.ilgrandepaperino.it” (o “ilgrandepaperino.com” o “ilgrandepaperino.eu”, ecc) in modo che i suoi concorrenti non possano farlo a loro volta creando magari un danno all’immagine di quel prodotto. In questo caso per quell’azienda è davvero importante possedere anche solo la targa, all’auto ci penserà in seguito.

Eccoci arrivati al secondo bivio. La maggioranza dei Registrars permettono di registrare nomi a dominio (questa è la dicitura corretta per un nome tipo “marbaro.it” che d’ora in avanti userò), come quello a cui state pensando, offrendo anche lo spazio (il contenitore) su cui depositare le pagine web. In questo caso il costo può salire da qualche decina di euro (anno) a qualche centinaio di euro (anno), a seconda dei servizi correlati (il numero di caselle di posta elettronica, la quantità di spazio fornito, ecc). Diciamo che un servizio di questo tipo in formato “base”, o entry-level, può costare dai 20 ai 50 euro all’anno. Questo sito che state visitando mi costa circa 30 euro all’anno comprensivi di 5 caselle di posta elettronica e spazio web illimitato.

Bisogna però dire che ci sono anche fornitori che mettono a disposizione gratuitamente lo spazio per le pagine web. Di solito lo fanno in cambio di pubblicità all’interno delle nostre pagine. Oppure, non vi chiedono di inserire pubblicità, ma vi offrono una quantità di spazio predefinito (di solito qualche decina di Megabyte) e un’ampiezza di banda limitata (ritornerò su quest’ultimo punto in seguito). Per farvi alcuni esempi di questo genere di fornitori potete visitare il sito di AxSpace (www.axspace.com) o di FreeWebHosting (www.freewebhosting.com). Si tratta solo dei primi due nomi che i sono venuti in mente, se fate una ricerca su Google usando le parole chiave “free web hosting” (ossia “spazio web gratuito”) troverete decine di risultati.

In questo caso non avete neppure la necessità di registrare un nome a dominio, questi fornitori di solito vi forniscono un nome del tipo www.[ilnomechevorrei].[ilnomedelfornitore].com oppure www.[ilnomedelfornitore].com/[ilnomechevorrei].

Un esempio? marbaro.axspace.com
Si tratta di uno dei miei primi tentativi di crearmi un sito web.

Questo genere di servizio può andar bene per un sito personale o per una raccolta di foto o anche per una piccola o piccolissima azienda o per il negoziante che vuole mettere sui propri biglietti da visita un indirizzo Internet. Può anche rivelarsi utile nel caso che si voglia registrare solo il nome a dominio e poi farlo “puntare” ad uno di questi spazi Web (è possibile farlo). In questo caso il navigatore che digiterà l’indirizzo del vostro sito verrà automaticamente reindirizzato allo spazio che avete registrato gratuitamente.

Un esempio concreto e reale di questo meccanismo?
Visitate questi 2 siti: www.marcobarontini.it ewww.den.unipi.it/marco.barontini/.
Vi sembrano la stessa cosa? Infatti lo sono!

www.den.unipi.it/marco.barontini/ è il mio sito web personale creato sul server della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa (dove lavoravo). Siccome, prima di un riassetto generalizzato degli indirizzi web, il sito rispondeva all’indirizzo www2.ing.unipi.it/~p7255 ed era troppo complicato da scrivere (sulle tastiere “italiane” il simbolo ~ , che si chiama tilde, non c’è…) registrai (per poco meno di 20 euro all’anno) il solo nome a dominio www.marcobarontini.it(senza chiedere il contenitore per le pagine web) e feci in modo che utilizzasse le pagine che risiedono fisicamente sul server di Ingegneria.

 

Cosa significa “banda limitata”?

Significa che (sempre per fare un esempio pratico) al sito che vi ho citato in precedenza marbaro.axspace.com è concessa una banda mensile di 2 Gigabyte (2.000.000.000 byte), che tradotto in quantità giornaliera fa 66Megabyte (2.000.000.000 byte / 30 giorni = 66.666.666 byte/giorno ossia 66MegaByte al giorno). Ora, per ipotesi, se quel sito fosse costituito da una sola pagina di dimensioni pari ad 1 Megabyte, quella pagina potrebbe ricevere, in una giornata, al massimo 66 visite! Il 67esimo visitatore non vedrebbe nulla o al più un messaggio di avviso che lo informa che quel sito ha superato il limite di banda consentito giornalmente e pertanto non è più raggiungibile fino all’indomani.

Ora di norma una pagina web “normale” non pesa mai così tanto (tutte le pagine, le immagini e i file scaricabili contenuti in questo sito “pesano” complessivamente meno di 10Megabyte). Considerando che la media delle pagine visualizzate da ogni visitatore di questo sito è pari a 2,5 (che tradotto in “peso” equivale a circa 300 Kilobyte scaricati da ogni visitatore), capite bene che il numero di visitatori “possibili” nell’arco di una giornata cresce abbastanza. Pur tuttavia moltiplicando la media dei visitatori al giorno di questo sito (300) per la media della quantità di dati scaricati ad ogni visita si ottiene: 300 * 300.000 byte = 90.000.000 byte, cioè 90 MegaByte! Ciò significa che la soluzione gratuita offerta da axspace.com avrebbe permesso a questo sito di ricevere non più di circa 200 visitatori al giorno. Gli altri non lo avrebbero potuto raggiungere.

A questo punto mi devo scusare di avervi tediato con tutte queste cifre ma mi erano d’obbligo per cercare di farvi capire meglio alcuni dei tecnicismi che ci sono dietro le quinte di un sito web e per farvi comprendere meglio il valore della spesa che andrete ad affrontare.

Bene, riprendiamo il discorso. Siamo arrivati al punto che, euro + euro -, abbiamo capito che ci occorrono almeno 30 all’anno per avere: il nome del dominio per il nostro sito Web, uno spazio a disposizione dove collocare le nostre pagine e un certo numero di caselle di posta elettronica. Questo è il costo minimo (annuo) che dobbiamo affrontare per avere una presenza sul Web che inizi a considerarsi “professionale”.

Perchè ho parlato di “costo minimo annuo”?
Semplicemente perchè se ripensate alle domande che ci siamo posti all’inizio, questa affermazione risponde solo alla domanda n. 1. Se vogliamo che il nostro sito sia anche aggiornabile in maniera frequente o debba svolgere anche un ruolo di commercio elettronico (e-commerce) la soluzione “base” sicuramente non è sufficiente. E allora si deve ricorrere ad altri tipi di servizi (che normalmente tutti i fornitori di servizi Internet mettono a disposizione) che hanno costi molto più elevati. Diciamo che si può andare anche dai 10-20 euro/mese aggiuntivi in su (e badate bene ho parlato di “mese”).

Per ritornare all’esempio del concessionario di auto: adesso abbiamo la targa e il telaio della nostra autovettura. Manca però il “motore” cioè le pagine web che ci facciano “funzionare” il nostro sito e la carrozzeria, ossia tutto quell’insieme di colori e grafica che ci contraddistiguerà. Abbiamo 2 possibilità:

1) soluzione “fai da te”

2) affidarsi ad un professionista

 

 

 

Ciò che abbiamo esaminato finora riguarda l’aspetto burocratico della nostra presenza sul Web. Registrato il nome del nostro sito e ottenuto “il via libera” dobbiamo concretizzare la nostra presenza sul Web creando le pagine che ci rappresenteranno e che ci faranno conoscere al pubblico dei navigatori della Rete.

Creare la nostra prima pagina Web

Alcuni fornitori di servizi internet offrono ai propri clienti alcuni semplici strumenti per crearsi da soli le prime pagine web. In alcuni casi il servizio è gratuito, in altri viene richiesta una piccola cifra annua. Sono strumenti che assomigliano molto al vostro programma per la scrittura di testi, sono abbastanza facili da usare ma non permettono certo di produrre documenti “accattivanti”.

Rappresentano sicuramente una soluzione pratica e ideale per chi vuole iniziare da solo e per chi, all’inizio, decidere di investire un budget limitato in questa operazione in attesa di capire quali risultati può comportare.

In alternativa, se “masticate” un po’ di HTML (il linguaggio usato per creare le pagine Web), potete ricorrere a dei modelli di pagina (template) già predisposti e pronti all’uso in cui dovrete solo inserire i testi e le immagini che intendete usare. Alcuni modelli simili potete scaricarli anche da questo sito visitando questa pagina.

Se invece pensate di rivolgervi ad un professionista, sappiate che state per mettervi in contatto con un “libero professionista” e che quindi avrà tariffe (spesso orarie) da “libero professionista”. Non voglio parlare di cifre, mi pare scorretto nei confronti di tante persone serie che svolgono il loro lavoro professionalmente, ma ricordatevi che la posta in gioco può variare (e di molto) a seconda di alcuni fattori:

avete già in mente i testi e le foto da inserire nel sito / non avete la più pallida idea di cosa scrivere ne di quale foto metterci

avete già un’immagine aziendale che volete riproporre sul vostro sito /non avete alcuna immagine aziendale e lasciate fare al professionista

(nota: con immagine aziendale intendo quell’insieme di loghi-colori-disegni con cui la vostra azienda già si caratterizza, pensate ad esempio al corriere UPS i cui furgoni sono tutti dello stesso colore, marrone, con lo stesso marchio e i cui addetti indossano tutti la stessa tenuta, mi sembrerebbe alquanto strano che il suo sito sia caratterizzato da un colore verde… infatti non è così: www.ups.com)

Quello che posso suggerirvi io è questo: se vi affidate ad un professionista per la registrazione del nome a dominio e per la creazione del sito, pretendete sempre che la registrazione avvenga a vostro nome e che vi consegni il nome utente e la password e tutte le informazioni necessarie per l’accesso al “pannello di gestione” del sito.

Nel momento in cui il professionista in questione decidesse, dalla mattina alla sera, di partire per l’America perchè è stato assunto dalla multinazionale del software più famosa di questa terra, voi potreste non avere più accesso al vostro sito.

Come scegliere allora un buon professionista?

E’ una domanda molto insidiosa a cui per correttezza non mi sento di rispondere, provo solo a fornivi alcuni consigli basati su come ragionerei io per fare questa scelta.

1) da quanti anni è in attività

2) lavora da solo o in team?

3) quali e quante sono le sue realizzazioni

Perchè la domanda n. 1?
Perchè un minimo di esperienza ci vuole, è pur vero che, oggi come oggi, ragazzini di 16 anni sono già in grado di mettersi su un sito da soli, ma ci sono delle “malizie” che si apprendono solo con l’esperienza.

Perchè la domanda 2?
Perchè se lavora da solo potrebbero nascere problemi il giorno in cui lui sarà indisponibile per i motivi più svariati, ma validi, e voi volete/dovete assolutamente aggiornare una foto/un testo sul vostro sito.

Perchè la domanda n. 3?
Perchè osservando i lavori che ha già prodotto potrete farvi un’idea della sua esperienza e di quale stile prediliga, e se questo è in linea con la vostra idea di sito.

 

 

Quali sono i tempi richiesti per la creazione di un sito Web?

Anche in questo caso la risposta più appropriata è “Dipende…“!
Dipende da quanto e da quale materiale volete inserire nel vostro sito Web.

Considerate che un buon professionista deve entrare “in sintonia” con voi per capire al meglio le vostre esigenze e ciò comporta una serie di incontri tra voi e lui in modo da dettagliare tutti gli aspetti che vi interessano.

La realizzazione di una homepage (la pagina principale o “porta di accesso” del vostro sito) può richiedere da poche ore di lavoro ad alcune giornate. Ricordatevi che la prima impressione è quella che conta! Una homepage ben costruita, dall’aspetto gradevole e contenente informazioni chiare ed esaustive sulla vostra attività può fare la differenza: tra colui che si fermerà ad osservare se quello che sta cercando può trovarlo sul vostro sito e il navigatore che dopo una rapida occhiata lascerà il vostro sito in cerca d’altro.

Per il mio modo di lavorare, di solito mi occorrono: almeno un paio di incontri di qualche ora per redigere una prima bozza cartacea delle funzionalità del sito, dai 2 ai 4 giorni (a volte anche di più) per creare alcune bozze grafiche del sito (molto dipende se “ho carta bianca” o se mi devo attenere a degli schemi già esistenti emersi durante gli incontri), ancora un paio di incontri per stabilire quale bozza sia la più funzionale e di gradimento del committente, 1 o 2 giorni per creare una prima “ossatura” del sito. A questo punto si tratta di inserire tutti i documenti e le immagini che il committente vuole pubblicare sul suo sito e diciamo che, a grandi linee, possono essere necessari dai 2 ai 4 giorni di lavoro per creare un sito di una decina di pagine (non si tratta di un semplice copia&incolla come molti pensano, le foto vanno dimensionate in maniera corretta e spesso “cozzano” con l’impaginazione del testo per cui diventa necessario rivedere quest’ultimo se non addirittura l’intera architettura della pagina). Saranno poi necessari altri incontri per i controlli e le ultime “rifiniture” per un totale quindi di almeno 2/3 settimane di lavoro.

Naturalmente, tutto questo può variare in funzione del fatto che ci possono essere più persone al lavoro sullo stesso progetto (un grafico che cura i colori e l’aspetto delle vostre pagine web, un editor che pensa ai contenuti, uno sviluppatore che si occupa della scrittura del codice necessario all’impaginazione dei contenuti).

Ultimo (ma non per importanza) argomento: Google e i motori di ricerca.

Credo che sia superfluo dire che Google è il motore di ricerca più usato dai navigatori del Web. Basti pensare che le visite a questo sito provengono per il 90% da motori di ricerca. Di questo 90%, i 9/10 sono visite provenienti da ricerche fatte tramite Google.

Non basta essere presenti sul web, bisogna anche farsi trovare. E per farsi trovare bisogna essere presenti su Google in particolar modo.

Mi direte: ma se Google è un motore di ricerca, sarà lui a girare per il web in cerca di nuovi siti e, prima o poi, troverà anche il mio sito e lo metterà nella sua memoria e lo mostrerà ai suoi utenti.

Osservazione legittima e pertinente, tuttavia dovete tenere conto che Google indicizza (questo è il termine corretto) milioni di siti e se volete “uscire” al posto giusto (cioè nelle prime pagine di ricerche pertinenti alla vostra attività) non basta avere delle belle pagine web, bisogna che queste siano anche fatte con determinati accorgimenti che facciano si che Google (e i motori di ricerca in generale) capiscano di cosa state trattando.

Ma questo è un argomento complesso che tratterò in un articolo a parte.

In questo contesto mi preme sottolineare il fatto che se il vostro obiettivo è anche quello di farvi trovare a maggior ragione dovete affidarvi ad un professionista serio e competente (tutto quello che ho detto finora non deve essere inteso come pubblicità indiretta a me stesso, io non sono un libero professionista ma soltanto una persona che lavora da anni in questo settore, e, modestamente, credo di farlo anche con coscienza e professionalità). Sappiate che errori di valutazione in questo senso possono portare alla completa scomparsa del vostro sito dai motori di ricerca.

Spero di essere stato utile (ma sopratutto comprensibile) con questo mio modo di affrontare l’argomento e di non aver urtato la suscettibilità di alcuno. Se lo avessi fatto, potete inviarmi una email all’indirizzo: info@marbaro.it. Ne terrò sicuramente di conto.

 

(tratto da www.marbaro.it, di Marco Barontini)

 

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