Alex Schwazer vince il Mondiale sui 50 km di Roma e l’Italia stravince la classifica a squadre!

(domenica 8 maggio)

Alex Schwazer dopo il fiume di polemiche ASchwazerW50K_2016 Romadella vigilia,  vince il mondiale a squadre della 50 km sul circuito di Caracalla e stacca il biglietto per le olimpiadi di Rio con il tempo di 3h39’00″. L’Italia stravince la classifica a squadre grazie al quarto posto con il record personale di Marco De Luca in 3h44’47″ e il quinto sempre con la migliore prestazione della vita per Teodorico Caporaso con 3h48’29″. In mezzo agli azzurri soltanto il campione olimpico in carica, l’australiano Jared Tallent in 3h42’36″, che aveva pilotato la gara nelle prime battute, e l’ucraino Glavan.

L’allungo di Schwazer è avvenuto poco prima di metà gara. Da quel momento l’altoatesino reduce dalla squalifica per doping è diventato anche stilisticamente più convincente. Sul traguardo ad aspettare il campione olimpico di Pechino i genitori e la nuova fidanzata Katia. Esulta anche il presidente del Coni: “Questa è una grande storia. Complimenti a tutta la squadra italiana. Ci sono le premesse per fare a Rio cose importanti”. E a Rio potrebbe esserci anche Matteo Giupponi, ottavo in 3h52’31 che potrebbe essere iscritto alla 20 km. Schwazer ha chiuso la gara con un sorriso grande così: “Non è mai facile tornare alle gare dopo 4 anni, soprattutto su questa distanza. Sono tornato da una cosa brutta. Ho cercato di rimanere concentrato. E’ stato bellissimo qui a Roma, un tifo incredibile. Ringrazio i compagni, che sno stati vicini e in gara sono stati fantastici: tanti azzurri nei primi dieci. Tutto bello. Penso che in Italia io sia uno dei pochi che ha chiesto scusa, me la sono voluta, orma non posso tornare indietro. Cerco di ripartire con nuovi obiettivi, nuovi traguardi. L’Italia va forte, noi cinquantisti stiamo tutti bene e questa vittoria vale tanto. La radiazione al primo doping? Se ci fosse stata avrei vinto tanto e non sarei caduto nella tentazione di doparmi anche io. Chi ha perso di più col doping? Io!”.

(tratto da atleticanotizie.myblog.it)

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