GIUBILEO: APERTURA IL 13 DICEMBRE 2015 NEI SANTUARI DELLA DIOCESI DI COMO

(lunedì 14 dicembre)

Giubileo: apertura il 13 dicembre 2015 nei santuari della Diocesi di Como

Martedì 8 dicembre 2015, a Roma, papa Francesco aprirà la Porta Santa di San Pietro: rito che segnerà, ufficialmente, l’avvio dell’Anno Giubilare (una significativa anticipazione si è avuta lo scorso 29 novembre, con l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui, in occasione del viaggio apostolico del pontefice nella Repubblica Centrafricana).

Il rito di apertura nelle singole diocesi si svolgerà
nella Terza Domenica di Avvento, il 13 dicembre…

Come indicato nella Bolla di Indizione “Misericordiae Vultus”, papa Francesco ha stabilito che «in ogni Chiesa particolare, nella Cattedrale, che è la Chiesa Madre per tutti i fedeli, si apra per tutto l’Anno Santo una uguale Porta della Misericordia. A scelta del Vescovo, essa potrà essere aperta anche nei santuari, meta di tanti pellegrini… Il Giubileo, pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari, quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa».
Per questo motivo, in diocesi di Como, il vescovo monsignor Diego Coletti ha designato, oltre alla Cattedrale, altre cinque chiese giubilari, per consentire ai fedeli del vasto territorio diocesano di vivere la grazia del Giubileo e chiedere il dono dell’indulgenza (secondo le indicazioni canoniche che prevedono, oltre al pellegrinaggio, l’accostamento ai sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia).

Quindi i pellegrini potranno recarsi:

  • Cattedrale di Como (in comunione con il Santuario del SS. Crocifisso);
  • Santuario Santa Maria del Sasso in Caravate (Va);
  • Santuario Santissima Trinità Misericordia in Maccio di Villa Guardia (Co);
  • Santuario Beata Vergine del Soccorso presso il Sacro Monte di Ossuccio (Co);
  • Santuario Beata Vergine della Misericordia in Gallivaggio (So);
  • Santuario Madonna di Tirano (So).

Tutte le notizie riguardanti il Giubileo in diocesi e i moduli per la prenotazione obbligatoria per tutti i gruppi a partire dalle 10 persone si trovano al sito internetwww.santuaridiocesidicomo.it.

 

 

IL GIUBILEO IN DIOCESI DI COMO
L’anno del giubileo, come testimonia la Sacra Scrittura fin dall’Antico Testamento, doveva essere un anno straordinario durante il quale “rimettere a posto” quello che nello scorrere del tempo si era scostato dal disegno di Dio, per essere liberati dai debiti contratti e per sperimentare la sua provvidenza. Il suono del corno (lo “jobel”) ne era il segno festoso. Papa Francesco ha indetto un Anno giubilare straordinario dedicandolo alla Misericordia: «saranno mesi durante i quali dovremmo “tornare in possesso” non di una terra materiale, ma fare esperienza di una redenzione profonda che ha cambiato il senso ultimo e la direzione della nostra vita», riflette don Luigi Savoldelli, referente della Commissione diocesana Giubileo e Famiglia.
Il motto scelto dal pontefice è “Misericordiosi come il Padre”: «un invito impegnativo – ricorda don Luigi – che ci permetterà, come sollecita il papa nella Bolla di Indizione “Misericordiae Vultus” al numero 15, a riscoprire le “opere di misericordia”: spirituali e materiali». Oltre al pellegrinaggio presso una o più delle sei chiese giubilari individuate in Diocesi di Como (è previsto anche un pellegrinaggio diocesano a Roma, guidato dal Vescovo monsignor Diego Coletti, dal 23 al 26 giugno 2016), la proposta della Chiesa di Como contempla uno spazio di carità e giustizia (nella riscoperta di “stili di vita” evangelici), di attenzione ai malati e ai sofferenti (con la proposta di visitare, insieme o in gruppo, chi sta negli ospedali o nelle case di cura), di gesti concreti di carità anche verso i carcerati.
materiali_giubileoAccanto al logo ufficiale del Giubileo predisposto dal Pontificio Consiglio per l’evangelizzazione dei popoli, c’è anche un’immagine “diocesana” che accompagnerà tutto l’anno giubilare. Si tratta del “Trono di Grazia”, con la SS. Trinità di Teregua: un affresco risalente al 1564, che aiuta a comprendere la sorgente dalla quale scaturisce la Misericordia. Opera di Vincenzo de’ Barberis, è conservato nella chiesa della piccola frazione di Valfurva (So). Questa immagine è riprodotta sul materiale che tutte le parrocchie della diocesi hanno ricevuto da distribuire ai fedeli proprio in occasione dell’apertura dell’Anno giubilare: un depliant di preghiera (che comprende anche una piccola scheda sui santuari e sulle opere di misericordia proposte); un pieghevole per prepararsi alla confessione; un’immagine da collocare all’interno delle chiese parrocchiali (vedi foto).
Quest’anno, dunque, il tempo di Avvento, oltre a preparare al Natale, porta in dono anche l’avvio dell’Anno Giubilare. «Il tema della misericordia – riflette il vescovo monsignor Diego Coletti – è estremamente connesso con la celebrazione vera, profonda, del mistero del Natale. Il Natale è il segno del vertice, del culmine, del massimo della Misericordia di Dio nei nostri confronti. Quindi contemplare la Natività, cercare di decifrarne il messaggio, vuole dire trovarsi immediatamente nell’ambito di una relazione di misericordia». Come detto il 13 dicembre il Giubileo si avvierà anche nella nostra Chiesa diocesana. «Sarà un’apertura solenne, come è giusto che sia, ma non necessariamente accompagnata da grandi apparati celebrativi – aggiunge monsignor Coletti –. Sarà semplice e significativa: vorrà essere un segno di conversione e di accoglienza. Perché dobbiamo riflettere non soltanto sulla misericordia che siamo certi di ricevere dall’amore di Dio, ma anche sulla misericordia che possiamo e dobbiamo scambiarci tra di noi».

 

IL RITO DI APERTURA DEL GIUBILEO
a cura di don Simone Piani (Ufficio liturgico diocesano)
Il passaggio della porta santa vuole esprimere il passaggio dal fuori al dentro, dalla vita vecchia alla vita nuova, e per marcare la differenza e il limite tra l’esterno e l’interno. Il rito della porta santa, che compare per la prima volta a Roma nel 1400, si innesta nella tradizione dei grandi pellegrinaggi giubilari ad limina apostolorum, cioè alle tombe dei santi Pietro e Paolo a Roma. A partire dal 1300 l’indizione degli anni santi è stata caratterizzata da progressivi arricchimenti delle forme rituali. Tra queste spicca l’apertura della porta santa, attestata per la prima volta nel 1423 per la basilica Lateranense e nel 1450 per la basilica di san Pietro. Fu però il papa Alessandro VI a stabilire, nell’anno santo del 1500, che si aprissero contemporaneamente le porte in tutte le basiliche romane, riservando a sé quella di san Pietro.
Il rituale disposto in quell’anno si è trasmesso a noi sostanzialmente inalterato: cantando l’antifona “Aprite le porte della giustizia” tratta dal salmo 24, il Papa batte tre volte con il martello sulla porta murata; una volta rimossa la muratura, varca la soglia con la croce nella destra e un cero nella mano sinistra. Nei secoli, il rito della porta santa si è precisato e arricchito di particolari e piccoli ritocchi, che non hanno intaccato il simbolismo fondamentale dell’aprire un varco per passare. Il segno della porta che si apre e si chiude è particolarmente espressivo del varco aperto da cui scorre il fiume della misericordia divina, che si concretizza nel dono dell’indulgenza giubilare. È un varco che dice insieme della disponibilità di Dio a donare la sua misericordia e della necessità per l’uomo di mettersi in cammino, in stato di conversione, sino a varcare la soglia e oltrepassare la porta, per aver parte alla sorgente della misericordia.
La novità più rilevante nella storia degli anni santi è stata quella indicata da Giovanni Paolo II per il grande Giubileo del 2000, dove per la prima volta si offrono indicazioni per l’apertura del Giubileo nelle diocesi. Scriveva il papa nella Bolla Incarnationis Mysterium: «Dal momento che il rito di apertura della porta santa è proprio della basilica vaticana e delle basiliche patriarcali, l’inaugurazione del periodo giubilare nelle singole diocesi converrà che privilegi la statio in un’altra chiesa da cui si muoverà il pellegrinaggio alla cattedrale, la valorizzazione liturgica del Libro dei Vangeli, la lettura di alcuni paragrafi di questa Bolla».
Si concentra a Roma il rito dell’apertura della porta santa, ma si amplifica e si diffonde in tutte le cattedrali del mondo il rito del passare la porta, preceduto dal raduno in una chiesa vicina (è questo il significato della parola statio), dalla processione preceduta dalla croce e dal libro dei Vangeli, dalla memoria del Battesimo, dalla sosta sulla soglia della chiesa cattedrale, davanti alla porta già aperta, ornata di rami frondosi e simboli cristologici appropriati. La novità di questo speciale Giubileo della misericordia, è quella che prevede una simile apertura della “porta della Misericordia” anche nelle cattedrali e nelle principali chiese e santuari scelte dal Vescovo per l’anno giubilare.

 

(tratto da www.altarezianews.it, di Enrica Lattanzi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *