Ascona-Locarno Marathon, la mia esperienza personale

(sabato 24 ottobre)

Ascona_Run15Mi chiedevo quanto sarebbe stato facile, o difficile, sostituire una gara come la maratona del Ticino nel cuore e nelle scelte dei podisti, una manifestazione che ha chiuso i battenti dopo 31 anni di attività. La prima impressione, avendo vissuto dentro e fuori questa prima edizione, è che gli organizzatori siano riusciti nel loro intento: i numeri dicono 1388 classificati sulle tre distanze disponibili ( 10 K, mezza e maratona). Naturalmente quando si corrono le gare i numeri sono solo uno dei parametri di valutazione di una gara, perché se i runner che la scelgono, dando fiducia, poi restano delusi, semplicemente non ci tornano, quindi proviamo ad analizzarla chilometro dopo chilometro, facendo anche qualche passo nei dintorni del campo di gara vero e proprio.

La piazza Grande di Locarno, sede di partenza ed arrivo, si presta bene , il colpo d’occhio non è niente male, manca qualche indicazione per raggiungerla, quantomeno per chi viene da fuori e non conosce la città. La mattina della gara le iscrizioni erano ancora possibili in un bel palazzetto a circa 800 metri di distanza, le indicazioni in questo caso sono inutili, il tratto è delimitato e rappresenterà l’ultimo mille del percorso.

Le partenze sono scaglionate di dieci minuti in dieci minuti, cominciando con la maratona , a seguire la 10 K e infine la mezza. Il percorso è complessivamente nervoso, curve e ondulazioni impegnano discretamente nella ricerca e il mantenimento del ritmo giusto, però l’ho trovato bello e interessante, con i suoi passaggi sul ponte e lungo il torrente della Maggia, ancora meglio quando ad Ascona, cittadina veramente graziosa, per un certo tratto si corre sul lungo lago. Salvo un momento “pericoloso” per il passaggio delle macchine ( circa al km 3), il percorso era ben protetto dai volontari. Bello trovare ai ristori tanti giovani, cosa che di rado accade, urlavano come forsennati per richiamare la tua attenzione informandoti sulla bevanda disponibile. Anche se il traffico podistico non era eccessivo, molto utile la disponibilità di bevande su entrambi i lati del percorso.

Al km 9 incrocio Robert Kirui Kipkoech, ha già fatto il vuoto, vincerà la mezza su Eshak.

Scorrono i chilometri, mancano le indicazioni parziali, vero che il regolamento tecnico internazionale prevede che i cartelli siano posizionati ogni cinque, ma è buona cosa avere dei riscontri più vicini.

Dopo il giro di boa ad Ascona si rientra verso Locarno, il tempo continua ad assistere chi corre, un po’ meno gli spettatori ( molto pochi, in verità) che vorrebbero il sole, la temperatura intorno ai 12 gradi è perfetta, in particolare quando si corre a lungo.

L’arrivo è l’unico momento dove chi assiste si fa sentire, anche grazie ai solleciti degli speaker; uno è il multilingua Alain Testorelli , l’altro è il nostro Gianni Mauri, sempre bravo , attento e capace di “attivare” l’attenzione di chi guarda, così come di incoraggiare i maratoneti che hanno un altro giro da fare, dato che si tratta di ripetere due volte la distanza della mezza sullo stesso percorso.

I risultati sono ormai noti a tutti, giusto un flash per quanto ho potuto capire, anche raccogliendo le testimonianze dei top runner.

Lachen Mokraji ha vinto passeggiando per 42,195 km in 2:28’29.

Sulla stessa distanza invece la croata Marjia Vraijc ha faticato ad avere ragione della promettente Nikolina Sustic, battuta solo alla fine di una lunga volata, 2:52’28 il tempo della vincitrice contro 2:52’31 della sua connazionale.

Vince con relativa facilità Robert Kirui Kipkoech in 1:05’26, mi ha fatto notare di aver trovato il percorso non veloce ma comunque in grado di fornire buoni riscontri cronometrici.

Al femminile è la sua connazionale Mary Wangari Wanjohi a prevalere in 1:13’05 con largo margine su Evelyne Dietschi, giovanissima ( 19 anni) atleta ticinese che nell’occasione fissa il suo nuovo personale in 1:19’04 e lascia intravedere prospettive molto interessanti.

Infine la 10 K , anzi, 9,87 km, come sempre puntigliosamente precisato dagli organizzatori. Prima donna Aude Salord ( 34’34), primo uomo Mattia Ferrari (32’26).

All’arrivo ho trovato tutto bene organizzato, ristoro abbondante e pasta party; molto ampia e generosa la base dei premiati, incluso il settore master.

In conclusione, buona la prima, pochi errori e sostanzialmente facili da correggere per l’edizione 2016 , si correrà il 16 Ottobre. Apprezzabile l’atteggiamento degli organizzatori, in un’epoca in cui un’edizione numero zero non si nega a nessuno, per perdonare i possibili errori, hanno orgogliosamente rifiutata questa “ opportunità”, era la prima edizione e tale resterà.

 

(tratto da www.podisti.net, Maurizio Lorenzini)

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