Cislago (VA) – 6^ maratonina del Rugareto

(18 maggio)
Davvero una bella giornata di corsa e di festa. Si può correre certo, e lo faccio  quando capita e quando posso, ma la festa non è sempre scontata. Alla partenza di questa 20 Km con percorsi anche di 15 e di 7 Km non mi ero accorto di nulla. Con altri podisti, forse transfughi da corse ritenute più competitive, non intravedo infatti i soliti corridori bionici e mi accorgo che proprio nessuno fa stretching. Si partirà di primo mattino sotto il grande gonfiabile blu, piazzato giusto all’esterno della bella  villa dove sono localizzati i ristori d’arrivo e i tavoli delle iscrizioni. All’addetto alle iscrizioni porgo 5 Euro, e me ne restituiscono la metà. Da non credere…con i prezzi che ci sono in giro.
Lasciato il centro di Cislago il percorso  prende deciso la via dei boschi e che fortunatamente mai più lascerà. Certo qualche pozzanghera creata dai temporali di ieri mi costringe a deviare spesso la traiettoria, ma nel complesso riesco a sopravvivere e a gustarmi tutto il verde possibile. Prima sorpresa il ristoro già al terzo km, gentilezza non scontata. Un po’ di tè mi serviva proprio. Gli altri ristori incontrati poi si sono rivelati uno spasso. Addetti ciarlieri e ridanciani e cibarie non proprio ortodosse per una corsa podistica, mettono allegria e invitano a fare quattro chiacchiere. All’addetto che mi stava proponendo una birretta fresca ho chiesto se per caso non mi fossi intrufolato per sbaglio in una corsa gastronomica. Infatti mentre salamelle e costine rosolavano su una griglia piazzata poco distante altri addetti disponevano pezzi di mortadella, porchetta, salamini e formaggio grana in abbondanza sui tavoli a disposizione dei corridori. Come si faceva a non fermarsi (e a non assaggiare). In sovrappiù sui tronchi degli alberi avevano bellamente predisposto una serie di cartelli scritti a mano con frasi e proverbi da ricordare. Tra i tanti ne cito uno solo che mi ha sorpreso per il suo invito a prendere la vita un po’ come viene. Il cartello diceva  “se ti senti un grande vuoto dentro, mangia !E’ fame..”  E’ appunto la filosofia della felicità che si può trovare nella semplicità, in quelle piccole cose che ci strappano a sorpresa un sorriso. E che dire del ristoro successivo, quello piazzato a ridosso della chiesetta, animato invece da improbabili ragazzotti in costume tirolese con tanto di campanacci (veri) e che incitavano animatamente non si sa bene se a correre più forte o forse, più probabilmente, ad approfittare di questa ulteriore sosta in terra simil-bavarese. Ma anche i particolari sono degni di nota: dove mai avranno recuperato i tipici brezel  intrecciati che ballonzolavano sul cornicione del banchetto ristoro? Bé insomma uno spasso piacevole di certo inusuale per una corsa podistica non competitiva, dove si incontrano ogni domenica quasi sempre le stesse persone da almeno..30 anni (e non è un male certo, ma qualche volto nuovo fa sempre bene).
Infatti a sorpresa verso la fine del percorso ritrovo tantissime famiglie con figlioletti appresso che si stanno portando verso il traguardo. Non avevo avuto sentore di questo, probabilmente erano partiti più tardi. All’interno della villa, che sfoggia un cedro del Libano dalle dimensioni stratosferiche, un tripudio di infanti e di ragazzini con cani appresso, che già arrivati da un po’ si gustavano di tutto. In primis il pane spalmato con la nutella, ma anche il pane con le salamelle faceva la sua parte. Spassosa la scena del cagnolino che faceva di tutto per addentare la salamella che pendeva dal panino del suo padroncino biondo in quel momentaneamente distratto da un suo amichetto.
Riconoscimento ricco:  piantina di pomodoro da ripiantare, e già mi immagino nei prossimi giorni i più piccoli che andranno a controllare giornalmente la crescita dei pomodori sul balcone, e anche un   piccolo tiramisù in vasetto che non viene snobbato proprio da nessuno.
Forse il segreto di questa corsa sta proprio qui. L’alta partecipazione delle scuole (dall’asilo alle superiori) ha fatto si che si materializzasse una ventata di gioventù e di entusiasmo che deve aver contagiato tutti. Bravi 10+ a tutti e in primis agli organizzatori ovviamente.
Ah, dimenticavo la mia corsa: sono arrivato abbastanza integro al traguardo anche se un po’ frollato e consapevolmente sotto-allenato per via di impegni vari ma anche per qualche piccolo persistente acciacco che non voleva proprio andarsene e che oggi spero di aver superato.
Incontro dopo tanto tempo Gianni, (detto Lo Zio) gli spiego che era da molto che non correvo. Malignamente mi sibila – e si vede -. In linea con lo spirito della manifestazione ho cercato garbatamente di spiegargli che avevo appena mangiato un ottima anguria (quasi intera) all’ultimo ristoro. -Strano, mi dice- , non ho visto alcuna anguria ai ristori. -Certo-, gli rispondo io, – tu non hai corso i 20 km e ti sei perso oltre alle altre prelibatezze anche l’anguria- Tiè.
Ciao a tutti e alla prossima.
(Tratto da www.podisti.net)

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