La corretta tecnica di corsa

Si parla spesso di corsa e running ragion per cui vediamo come avviene il passo durante il cammino, andando a rispolverare un vecchio libro di studio di fisiologia articolare ( Kapandji ). La corsa in fondo altro non è che un cammino accelerato, con tempi di attivazione e di appoggio diversi, ma la biomeccanica rimane quella. Quindi:

1° tempo: la caviglia è diritta o in leggera flessione, il piede prende contatto con il suolo per mezzo del tallone e il resto del piede poggia al suolo

2° tempo: il piede appoggia con tutta la superficie, il corpo gli passa sopra e il peso si applica alla volta plantare che si appiana

3° tempo: il peso è ora davanti al corpo e la spinta del tricipite comincia a sollevare il tallone, l’arcata anteriore di schiaccia e l’avampiede si allarga al suolo

4° tempo: il piede lascia il suo appoggio sul tallone ed appoggia solo sulle prime tre dita, l’alluce soprattutto in fase terminale, e l’energia immagazzinata dall’ arco plantare viene restituita con il piede che lascia il suolo

Da qui possono nascere diverse riflessioni su tre diversi tipi di appoggio in corsa con pro e contro in entrambi i casi.

Con un’appoggio di retropiede impatto al suolo e tempi di attivazione non sono più quelli della camminata, perchè non è più cammino; è di facile esecuzione e non richiede particolare sviluppo di tecnica di corsa , ma il piede non svolge al meglio la sua funzione ammortizzante e si hanno forti impatti sullo stesso che si ripercuotono poi sulle strutture articolari sovrastanti, soprattutto ginocchio, con un appoggio a terra che avviene davanti al baricentro corporeofrenando l’avanzata ad ogni passo.
Tipici infortuni in questo caso sono infiammazione del tendine rotuleo e della zampa d’oca e comunque traumi a ginocchio e menischi

D’alto canto con un’appoggio di avampiede , tipico delle specialità veloci ed esplosive ma di breve durata o su terreni morbidi (pista di atletica, erba del campo da calcio , ecc.. ) si ha un pretensionamento della fascia plantare e del tendine d’Achille a volte eccessivi, con un appoggio a terra del piede che avviene quasi sotto al baricentro senza frenare il movimento del corpo; più indicato e necessario per la velocità, richiede maggiore apprendimento di una corretta tecnica e non è privo di infortuni perchè le forze vengono distribuite principalmente sull’arcata anteriore del piede e il tendine d’Achille è fortemente sollecitato

Con l’ appoggio di mesopiede , di pianta piena, il primo contatto con il terreno avviene tramite l’ esterno del tallone a basse andature ( minori di 10 km/h) per poi, con l’aumentare della velocità, avvenire più avanti sulla parte esterna del mesopiede (per andature maggiori di 12 km/h) , il piede appoggia completamente “spalmandosi” al suolo con tutte e tre le volte plantari che sono appoggiate e la successiva spinta sull’avampiede termina sulle dita e sull’alluce.

Anche nel mezzofondo veloce e nel mezzofondo resistente , con velocità che superano di gran lunga quelle di un top runner in maratona l’appoggio è mesopiede.

 

 

(Fonte: stefanomosca.it/news/708)

 


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