‘Quatàr pass’ passi in Engadina … con la Engadiner Sommerlauf

Samedan Engadiner Sommerlauf 2014

Lo scorso anno mi trovavo un paio di giorni in Engadina ed ho incrociato causalmente i runner che correvano questa gara, ero in parte sullo stesso percorso, pareva molto bello così mi ero ripromesso di tornare a correrla e così è stato. Siamo nel kanton Graubunden oppure, per dirla all’italiana, cantone dei Grigioni, svizzera tedesca.

La partenza è da Sils, l’arrivo a Samedan, dopo 25 chilometri e aver percorso un bel pezzo della valle Engadina. La giornata è finalmente bella e soleggiata , tuttavia il termometro dice meno un grado, alle 8 del mattina, però la partenza è alle 10…. speriamo salga un po’. Il mio albergo è posizionato in zona arrivo, così utilizzo il servizio di trasferimento tramite bus, le indicazioni non sono chiarissime, forse complice la mancanza di cartelli in italiano.
La partenza è preceduta da un “warm up” piuttosto inusuale per i runner, niente lento con relativi allunghi ma una serie di vari movimenti abilmente guidati da una ragazza sul palco,semmai molto meno abili erano i podisti nel seguirla, direi anzi molto goffi, ma tant’è…..si poteva contare sul fatto di non essere (ri)conosciuti.
Invece qualche faccia conosciuta poi la ritrovo sulla start line, sono Gianna e Marcella, due ragazze assatanate di running; mi dicono che saranno pacer alla Stralugano e su un percorso che ha qualche similitudine devono provare il ritmo dei 5’/km, da crederci? Resisteranno alla tentazione di spingere più forte?Mah.
Si parte ed il sole comincia a scaldare l’aria anche se i primi chilometri sono all’ombra e nel bosco. Qualche breve salita ma sostanzialmente il percorso fino al km 9 è soprattutto ondulato, qui c’è invece un bello strappo, cattivo ma corto, si resiste alla tentazione di camminare.
Passano i chilometri e vedo che le indicazioni sono posizionate solo ogni 5, sarà anche abitudine di vederli ogni mille metri, sarà che qui il crono ha un’importanza relativa, tuttavia un qualche disagio lo si prova. Per questa ragione ( e perché non uso gps) i riferimenti dei passaggi che riporto sono indicativi.
Il percorso è prevalentemente sterrato, e così sarà sino alla fine, certamente in termini di velocità si paga qualcosa rispetto all’asfalto, ma nemmeno poi molto, dato che è piuttosto uniforme e senza eccessive irregolarità, del resto chi viene a fare queste gare lo fa proprio perché vuole fuggire cemento ed asfalto.
Passaggio a Saint Moritz intorno al km 12, si fiancheggia la bellissima pista il cui tartan ogni anno viene calpestato dai migliori atleti italiani e stranieri ( ma anche tanti over and over che qui si esaltano). Intravedo un atleta correre con bello stile e grande facilità, se non è il fortissimo americano Galen Rupp questo gli assomiglia di brutto.
Superato Saint Moritz dal km 14 al km 16 ( circa) c’è il tratto più difficile di tutto il percorso, una serie di strappi con dei brevi tratti di relativo riposo, ci sono anche un paio di tornanti che vengono tagliati da diversi podisti, qualche metro di fettuccia in più non avrebbe guastato ed evitato un’antipatica “usanza”. Peraltro il percorso è perfettamente segnalato, mi ha colpito il sostanziale utilizzo di segatura per la composizione delle frecce segnaletiche a terra, anche questo è rispetto della natura e segno di grande civiltà.
Da qui in avanti ( km 16) il percorso scende sempre, in maniera impercettibile e comunque con diverse ondulazioni; fino all’arrivo si corre fuori dal bosco (tranne un bellissimo tratto intorno al km 18), il sole tanto atteso ora comincia quasi a dare fastidio, ma ancora peggio fa il vento in un tratto di un paio di chilometri.
Si arriva alla Promulins Arena di Samedan, sede di tutte le operazioni pre e post gara, un impianto che offre una logistica perfetta.
Rivedo sempre volentieri Said Boudalia, una persona simpatica ed un fenomeno di atleta, all’alba dei suoi 44 anni corre 25 km, su questo percorso, a 3’17/km, finisce quarto dietro runner che hanno vent’anni di meno eppure si dispiace perché ha perso la volata per il terzo posto!. Forse si consolerà con la bella prestazione del figlio Hisham (anche lui quarto).
Concludo in bellezza pranzando con Cristina, un italiana che ha messo radici da queste parti, una donna super attiva, energetica e sportiva a tutto tondo. Naturalmente ha corso la Sommerlauf.
Nel frattempo la manifestazione volge al termine, un programma molto nutrito, non solo 25 km della Sommerlauf ma anche gli 11 della Muottas-Muragl e le tante batterie della kids race.
Un’ottima esperienza questa partecipazione, un percorso che a me è piaciuto tantissimo, probabilmente meglio farlo come allenamento piuttosto che come gara vera e propria, ce lo si gode di più e ne vale veramente la pena.
(tratto da podisti.net)

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