A Bufalòra me sènti cume vès a cà mia!

(Venerdì 1 agosto)

Riporto questa breve “cronaca” di una bella serale di fine luglio che ho fatto un paio d’anni fa con l’amico Gianni, un pò fuori mano soprattutto per chi è delle nostre parti ma che decisamente è molto suggestiva e.. meritevole (direi per il clima, ma qualcuno potrebbe fraintendere !!): non è un caso allora il dato di partecipazione che si può leggere sotto. Con Gianni c’era l’intenzione di rifarla nonostante la maxi-trasferta poi .. il pazzo meteo di questi giorni ha fatto la sua parte (..)

 

Bàgai,

le prime 4 edizioni le avevo saltate tutte, un paio di volte perché impegnato a sanare lo ossa fracassate ed un paio di volte per problemi vari, ma tutti mi avevano detto meraviglie di questa tapasciata. Bufalòra a l’è un paès cal mè sèmper piasù,  tàpa fisa delle mie pedalate e passeggiate lungo il Naviglio con escursioni al Ticino.

E po’ l’Andrea a l’è un amìs e un nòm cume “Bufalòra vòlt e bàs” a l’è un segnàl da la tradissiùn! Così quando si parlò di come concludere la stagione dei gruppi dell’Abbraccio onlus ed il Romanov buttò lì “Ci sarebbe una bella tapasciata il 31 luglio a Boffalora” ho cavalcato l’onda. Detto fatto, il gruppo degli Abbraccini ha toccato quota 60.

Convinco Maria Grazia a farla insieme; la sera prima
alle nove e un quarto mi fa: “A l’è giamò scùr! A che ùra a l’è la partensa dumàn sìra”; “Ai vòt e meza”; la saggia donna conclude “Alùra a l’è mej  pùrtà drè la pila perché finisùm cùl scùr!”

Esco un po’ prima dall’ufficio e Trenord mi boicotta; la 1° legge di Maronarphy recita ”Ogni volta che la sera  hai un impegno, Trenord  ne viene segretamente informata e … ci scusiamo per il disagio”; per arrivare a casa mi gioco l’aiuto del pubblico, ovvero chiamo Santa Maria Grazia.

Allungo anche il percorso passando dalla Magnana e parcheggio comodamente nel piazzale dove lascio sempre l’auto quando facciamo le escursioni sul Naviglio; c’è anche la casa dell’acqua che è tappa fissa di tutti i ciclisti per riempire la borraccia; infatti oltre ai due punti di erogazione per residenti quei de Bufalòra ‘an pensà bèn de mèt un butùn d’aqua bèla frèsca (la và giò ca l’è un piasè!) aggratis anca per i ciclisti e tapasciùn cà vegnèn chì a cùr. Al dì d’incòe a l’è minga facil trùa gènt cà  fà quaicòss per i àlter!

Le strade sono tutte piene di frecce che girano di qua e di là; si capisce che il percorso coinvolge tutto il paese; passiamo sul ponte del Naviglio e poi saliamo verso la Piazza della Chiesa; passiamo ben due negozi che vendono e riparano biciclette, una gelateria mooolto  invitante e vediamo il gonfiabile di partenza/arrivo.

Nel cortile dell’oratorio il Michele è attrezzato di tutto punto; ci consegna i pettorali; arrivano gli abbraccini; la zona “pullula” di fotografi; ci sono ben due Capasso, poi c’è l’Arturo, l’Ivano e na bela tùsa ca cugnusi minga.

Alla fine i partecipanti sono più di 1.300, che per una serale di fine luglio sono davvero uno sproposito! Andrea se te vè avanti inscì va a finì che te sarè la prima tapasciada ubligada a fà el numero chiuso.

La serata è bella e calda; sembra quasi che sia estate —)))  La gara piace molto anche ai Boffaloresi che sono presenti in massa; il primo gruppo locale conta ben 232 iscritti!

Il cortile si riempie sempre più; vediamo che gruppi di camminatori di avviano sul percorso ed allora con Gabriella, Marco e Maria Grazia decidiamo di anticipare anche noi la partenza così … non dovremo usare la pila.

Il percorso è davvero incantevole; a parte il 1° km un po’ monotono, ma che serve a “sfilare”  il gruppo, è tutto un su e giù tra le vie del piccolo paese, passaggi e strettoie in mezzo alle case ed alle corti; parchi e Naviglio, villette e ville stupende, orti rigogliosi, alberi da frutta “invitanti”; la gente fuori dalle case è cordiale ed accogliente in cerca dei “campioni locali” per incitarli“Sofia vègn chì che ghe drè a rivà el nonu!” “Fozza gnonno! bavo”; quando arrivano i primi ci sfiliamo per lasciarli passare ed applaudirli; poi arriva il gruppone pieno di amici che salutano, me pàr de vès a cà mia!

Perfette le segnalazioni sul percorso; massiccia presenza dei vigili con transenne nei pochi tratti di “contatto” con le auto. Dopo l’ultima salitella tagliamo il traguardo; a l’è quasi scùr e la chiesa ed il campanile illuminati da festoni di lampadine colorate sono molto suggestivi; il cortile è affollatissimo ma riesco a prendere un paio di fette di freschissima e molto gradita anguria; ritiriamo il “pacco gara” che è un profumatissimo melone mantovano; salutiamo un po’ di amici ed andiamo verso l’auto; saltiamo le premiazioni e la festa finale anche perché le zanzare iniziano a mangiare; Maria Grazia ha il sangue dolce e le stanno facendo un prelievo …

Alla prossima,

Ettore “vòlt e gràss” Compa

 

(tratto da andocorri.blogspot.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *