La Rivoluzione delle Associazioni No Profit in 11 punti

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Il Governo di Matteo Renzi pare essere stato di parola. Ci avevano detto che entro i primi di luglio avrebbe presentato nel Consiglio dei Ministri la bozza di Riforma del Terzo Settore (che, ricordiamolo, era stata aperta ai contributi di tutti) e così è stato.
Ieri sia il Blog Vita che il Sole 24 ore hanno dato delle anticipazioni da cui abbiamo cercato di trarre gli aspetti principali. Partiamo dall’obiettivo generale: porre nuove “disposizioni per promuovere e favorire l’autonoma iniziativa delle persone, singole e associate, per lo svolgimento di attività di interesse generale“.

Ma quali sono appunto gli aspetti principali per le Associazioni No Profit? Ne abbiamo contati 11. Eccoli con tra parentesi i nostri commenti

1- istituire misure volte a favorire i processi aggregativi tra le Associazioni
(fondamentale: ci sono troppe Associazioni di pochissime persone nelle stesse piccole realtà, con le medesime finalità e che nemmeno si conoscono; farle riunire sotto lo stesso cappello migliorerebbe la loro vita, aumenterebbe la loro forza e semplificherebbe questo mondo variegato).
2- reintrodurre un organismo nazionale indipendente con compiti, tra l’altro, di vigilanza e controllo (c’era ma l’hanno ammazzato nel 2011; è indispensabile per portare chiarezza e pulizia ma non può essere un organismo elefantiaco e di pochi poteri)3- riordino della disciplina in materia di associazionismo, volontariato (l. 266/1991) e promozione sociale (l. 383/2000), finalizzato all’armonizzazione della normativa di riferimento ed alla promozione delle attività volontarie tra i giovani;(ottimo perchè c’è bisogno di portare chiarezza e semplicità… stiamo a vedere cosa verrà proposto in concreto)

4- miglior qualificazione/definizione della previsione del divieto distribuzione di utili;
definizione precisa dei limiti per i compensi ai soci/amministratori e per la gestione dei volontari; (indispensabile! Tema ampiamente trattato sul nostro blog, ma mai completamente chiarito da parte delle Autorità competenti)
5- previsione di una differenziazione dei modelli organizzativi alla luce della dimensione economica dell’Ente in questione;
(anche questa è un’ottima intuizione; non è pensabile che piccole Associazioni abbiano gli stessi obblighi di quelle medie, grandi o grandissime; stiamo a vedere che proposta verrà fatta)
6- istituzione del Registro Unico del Terzo Settore su base nazionale;
(sia Lode a chi ha avuto questa idea! Basta con registri comunali/ provinciali/ regionali/ delle prefetture/ dell’Agenzia delle Entrate e chi più ne ha ne metta! Un solo registro unico per tutti, chiaro e visibile!)
7- riordino ed armonizzazione del sistema tributario.
(qui scatta la lacrimuccia… chiunque lavori nel settore sa QUALI CASINI ci siano; incrociamo le dita).
8- nuovo iter di riconoscimento della personalità giuridica (disciplinando il relativo regime di responsabilità limitata;
(sempre sia lodato chi ha avuto questa idea; finalmente potremmo far dormire più sereni i nostri Presidenti!)
9- nuova definizione di ente non commerciale ai fini fiscali; definire l’attività non lucrative e dei vincoli/limiti relativi all’esercizio di attività di natura commerciale;
(urgentissimo: ormai è esploso il fenomeno di chi chiude la propria azienda e coi propri familiari apre una finta no profit per non pagare tasse…)
10- definire forme e modalità di organizzazione e amministrazione degli enti ispirate ai principi di democrazia, uguaglianza, pari opportunità, partecipazione degli associati e dei lavoratori e trasparenza
(poco da aggiungere; oggi questi aspetti sono liberamente interpretati da tutti)
11- razionalizzazione e semplificazione del regime di deducibilità e detraibilità dal reddito delle persone fisiche e giuridiche delle erogazioni liberali, in denaro e in natura;
(poco; oggi questi aspetti sono liberamente interpretati da tutti)
Insomma. Le premesse ci sono tutte. Vediamo che succederà! Buon lavoro.

(tratto da www.teamartist.com/blog)

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