Passopasso …

Gli anni del nostro trascorso di bambini nascondono una bizzarra “specialità“: immersi in una sorta di mondo ovattato, di protezione dal mondo “ostile” che ci circonda, si è bombardati  (e affascinati) in particolare da fiabe e favole, principi e mostri, supereroi e maghi … come non bastasse ci si mettono anche i genitori e i nostri cari a rincarare la dose !! …  I bambini sono così catturati da queste immagini che forti della propria ingenuità fanciullesca ci si credono “tuttofare”, che cioè per chicchessia sia possibile fare qualsiasi cosa senza una giusta e precauzionale preparazione, o meglio pare non vogliamo porci dei limiti !

Chi non ha mai pensato in quell’età, fors’anche più cresciutello, di sognare(anzi, sarebbe strano il contrario !!) ? di poter compiere chissà quali ‘imprese  impossibili’ ?

Tutto è  possibile per chiunque “basta la bacchetta magica” !; e così siamo destinati a crescere sino all’adolescenza quando, se non già fatto, si è costretti ad aprire gli occhi alla realtà, e per contro a soppesare le nostre effettive capacità e abilità.

Ecco allora profilarsi una sorta di “analisi”, di presa di coscienza per cui ognuno è  portato a conoscere e a prendere atto delle proprie possibilità, dei limiti, delle capacità e abilità sviluppate man mano che si cresce (questa è una tappa dovuta della vita), e parallelamente una sorta di “risentimento” per ciò che non si riuscirà mai a raggiungere …

Questa consapevolezza talvolta ci sta stretta perché poi ci fa perdere fiducia in noi stessi (oltre che i nostri miti) ! …

 

Esiste però una filosofia di vita, un’abilità nascosta in ognuno di noi “per natura” e che chiunque può comunque sviluppare in sè strada facendo ….. che consente di prendere consapevolezza dei nostri limiti ma al tempo stesso di ‘non fermarci’, di abbandonare sì queste ‘presunzioni’ ma di poter continuare a guardare con occhio distaccato a ciò. E’ necessario poi affinché possa attecchire che siano già presenti dei presupposti morali irrinunciabili che si chiamano umiltà (buona compagna di vita), modestia, empatia, ….

Questo atteggiamento-ricchezza può essere definito in svariati odi: ‘filosofia dei piccoli passi’,’Io vs Ego’,  ‘teoria del contrappunto’, ‘io posso’, …

In particolare, si tratta di uno stile di affrontare la vita, che è verosimilmente difficile da possedere ponendosi in diretta antitesi/ contrapposizione con il proprio ego (‘Io sono’) che ognuno di noi  ha impresso per natura.

La vita stessa ci pone immersi in diverse situazioni in cui è possibile esercitare questa virtù. Varie sono le palestre di vita in cui si rivela l’efficacia del suo esercizio, e il risultato che si ottiene è indubbiamente soddisfacente perché permette di raggiungere obbiettivi primordialmente lontani da noi, dalle nostre qualità/attitudini standard, che non si penserebbe di poter raggiungere “racchiusi nelle nostre abilità”. Fra tutte, una ottimale scuola è lo sport praticato – si noti bene – a qualsiasi livello ( e se si fa veramente propria questa ‘dottrina’ i risvolti sono molto molto buoni !). E’ così che il ragazzo che  gioca in una squadra ripetendo 1, 2, ..,10, … 100 e più volte un certo esercizio “non facile”, un’azione di gioco che all’inizio sembrava ostico, non può che migliorare;così come il podista che ripete all’infinito (la pratica dello sport individuale ritengo sia più lampante)  riuscirà a raggiungere determinati traguardi ed obbiettivi, andando oltre dei limiti che lui stesso si era posto e riuscendo laddove riteneva di doversi fermare o ‘gettare la spugna’.

Gli effetti conseguenti sono molteplici ma tutti riconducibili a poter sentirsi meglio, più soddisfatti di sè in modo da poter rimanere sulla “giostra della vita”.

Non vuole essere affatto  una presunzione, un ‘distinguo’  da frapporre ma una abilità/presa di coscienza che può aiutarci a vivere meglio sentendoci in qualche maniera soddisfatti e insieme a riscoprirsi.

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