Unendo il dovere al piacere, o viceversa



Oggi pomeriggio, accantonati i possibili e .. abitudinari impegni “domestici” mi sono concesso la seconda giornata al lago: destinazione, la mia spiaggia “preferita” (… scoperta) il parco Giona a Maccagno, spazio apprezzato negli anni scorsi quando con le ragazze della nostra squadra di pallavolo organizzavamo un campo alla casa scout soprastante il ridente paese lacuale.
Non che prediliga la vita da lucertola ma, dovendomi organizzare alla ‘bell&meglio’ le mie vacanze nostrane … ci sta. L’ideale, quando possibile e .. ci si riesce a concedere, per un pisolino ritemprante o per concedersi senza pensieri alla lettura ! … Beh poi ogni tanto un bagnetto per rinfrescarsi dai !

Nella puntata di oggi dovevo poi riuscire ad incastrare il cosiddetto ‘utile al dilettevole’: avevo intenzione di farci stare un allenamento (.. INO) sempre a Maccagno, percorrendo alcuni tratti della camminata che là organizzano nel mese di giugno, e a cui da qualche anno a questa parte non riesco a prendere parte (!!). Così, tornato alla macchina per posare le ‘cosedaspiaggia’, infilo le scarpette da runner che preventivamente avevo caricato (acc … mi sono dimenticato le calzette !! .. problema !? … e infatti !!) e .. via attraverso l’adiacente parco per prendere le viuzze interne e quindi tornare sulla strada principale per risalire alla chiesetta che si erge sulla prima galleria per tornare verso Luino. ‘Mi disoriento’ un attimo per le stradine interne in quanto ero partito con l’intenzione di risalire il lungolago ma, visto che ciò equivale a dire arteria principale (= smog) fra me e me penso ‘forse è meglio che proseguo così ! ..’; col rischio di procedere fino all’estremità della darsena (=strada morta); deviando sulla “retta via” mi imbatto sul piccolo porticciolo d’imbarco di Maccagno, con l’adiacente spiaggetta, e di fianco la passerella che riconduce alla strada principale.
Giungendo nei pressi del ‘promontorio’ predetto ci giro attorno ricordandomi di un qualche passaggio urbano che permetta di risalirlo ma non trovo che – seminascosta – una ripida e stretta scalinata, in penombra, alla fine della quale si apre lo spiazzo

maccagno1che offre una splendida balconata sul lago Maggiore; e poi giù (si sarebbe detto ‘a pata vèerta !’ verso il centro del paese e quindi la risalita al punto di partenza, preferendo, ammaliato dal suggestivo lungolago di Maccagno, ancora le stradine interne (non prima di essermi soffermato su una suggestiva vista sul lago che si apriva percorrendo fino in fondo una di queste … SSPETTACOLOOO !!!)

maccagno2che riconducono al vicino campo sportivo comunale e quindi al parco.

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