Ti va una ‘corsa in trincea’ ??

(Domenica 2 giugno)

Preferendola al consueto appuntamento domenicale col Piede d’Oro che oggi faceva tappa a Venegono Superiore presso l’Aermacchi, incuriosito dalla gara in sé (è il primo anno che la faccio) ma anche per motivi ‘logistici’, stamattina ho partecipato alla ‘Corsa in trincea’, corsa in montagna lungo la famosa ‘linea Cadorna’, organizzata in modo scienzioso dal gruppo Atletica 3V in collaborazione con i gruppi di protezione civile locali e il supporto tecnico di importanti sponsor (Vibram, Anta, …). In simultanea, si svolgeva pure la prima edizione del ‘Trial in trincea’, gara ben più ostica e impegnativa. Identica la location per entrambe con ritrovo, partenza e conclusione della gara presso il centro sportivo di Cassano Valcuvia, solamente che mentre quella corta si snodava lungo la ‘linea bassa’, il trial si sviluppava sulla ‘linea principale’, praticamente in ‘quota’, raggiungendo San Martino, il monte Colonna fino a San Michele per poi tornare verso il campo sportivo di Cassano.

Incontro alcuni personaggi frequentatori anche del Piede d’Oro e alcuni volti conosciuti (genitori) di casa Blu Volley. Trovo poi il compaesano Silvano Premoselli al seguito del figlio (giunto poi 2° ragazzo nel giro corto), nonché qualche rappresentante del mio gruppo sportivo: la ‘rientrante’ Monica Mele e Piero Zen, il mitico Dante Morandi, Livia, Barbara e la sorella.

 

Mentre ero ancora a casa facevo alcuni calcoli per ingannare l’attesa: ‘CORSAINTRINCEA’: km 4,500 – che poi si sono rivelati essere quasi 5 – / 350 mt di dislivello = 0,8…;’TRIALINTRINCEA’: 23 km / 1250 mt di dislivello = 0,5 … ma noi si fatica di + !!!! (EEHHH GIA’ però 23 km sono 23 km !!).

Durante il riscaldamento insieme a Gabriele Crisafio attorno al campo da rugby rimaniamo quasi basiti notando una brusca e ripida salita che si affronta subito dopo la partenza (!!!), ma scopro poi che sarà affrontata solo dai trailers. Per noi invece dopo aver fatto una sorta di periplo del campo si prende l’asfalto in direzione dell’abitato di Cassano quindi appena passatio l’arco d’ingresso svolta a sinistra per imboccare un tratto in pavé che conduce nel giro di qualche centinaio di metri (e zigo-zago per le caratteristiche viuzze) al celebre sentiero dei Partigiani.

 

La partenza ci viene data (giro corto) poco dopo le 9.30 dal campo. Come sempre – e oggi forse più che mai data la tipologia della corsa, e non conoscendone il tracciato, – il mio motto è oggi di prenderla con calma, cercando di ‘sentire’ il mio passo, di gustarmi lo scenario (alcuni anni fa avevo fatto una camminata in compagnia per il camminamento superiore). il primo km me lo sciroppo via, mi sento bene (ma il bello è ad arrivare !!) e procedo nelle primissime posizioni in compagnia di Monica e del Piero, quindi appena si prende per il camminamento ‘cambio marcia’ (forse anche troppo).

Ammetto (aldilà del mio ‘solito’) che patisco il ‘cambiamento’; ecco che comincia il lungo e stretto sentiero percorso ai tempi della Seconda Guerra Mondiale dai partigiani guidati dal comandante Luigi Cadorna. Sono così quasi a mettere un passo dietro l’altro; il percorso è molto bello e suggestivo: l’erta via che si pone innanzi ci consiglia di procedere camminando, tranne i passaggi in piano dove si azzarda qualche recupero: ecco così che mi ritrovo in compagnia del coriaceo Dante con il quale faccio allegramente buona parte delle trincee, riuscendo nonostante tutto a parlottare un pò. Nel mentre, mi vengono in mente i combattenti che ai tempi facevano su e giù per quella via con la loro ‘fida’ zavorra !

Non ci avevo fatto caso prima, il sentiero ha un andamento ‘a chioccia’, quasi elicoidale con passaggi al riparo in galleria (non me li aspettavo sul corto, pertanto mmmolto belli. In particolare, un passaggio con addirittura un rigolo d’acqua che scendeva dagli scalini !!). Suggestivi (e !!) i tratti si scalinate in salita (TTOSTIIII !!). Cerco qua e là di rtrovare/sentire ‘il respiro x sentire i miei passi’ … ma oggi non è storia !: se è dura, è dura punto e basta !!

Dopo il simpatico attraversamento delle trincee, prendiamo la via dei boschi circostanti prima di raggiungere il punto più alto; nel giro di poco, con una leggera discesa siamo nuovamente a ridosso del paese quindi, una volta ridiscesi al borgo e passato l’arco deviazione a sinistra per affrontare un tratto di sterrato e sentiero boschivo che ci riconduce al campo da dove eravamo partiti.

Tra gli altri conoscenti che partecipano alla gara lunga di 23 chilometri incontro – e non me ne sarei stupito – l’amico Renato Pegorin compaesano da qualche anno, uno che ben conosce gare di questo genere in cui ha ottenuto anche dei risultati soddisfacenti lungo una ‘variegata’ carriera da podista; con lui decido poi di intrattenermi per una breve intervista, che ho voluto riportare sulle righe del mio blog.

A prescindere dalla preparazione standard di un podista,  il tracciato proposto oggi (che  è l’occasione ideale per rimarcare l’importanza di sapersi tastare e controllare in particolare sui percorsi lunghi (e quello che si va ad affrontare ne è proprio un esempio lampante), che non si debba strafare, magari partendo ‘in tromba’ sin dai primi metri per garantirsi le posizioni migliori ma saper dosare diligentemente le proprie energie, conoscersi, il famoso “senti il tuo fiato, senti i tuoi passi”, mettersi in ascolto del proprio organismo, saper centellinare “allo spasimo” entrate/uscite energetiche (meglio il contrario !).

E’ concorde dunque che sia fondamentale, anche nel procedere del proprio gesto, sapersi ascoltare, anche per quel che riguarda il propio stile di corsa. Verosimilmente, Renato mette in risalto quanto possa essere inoltre importante conoscere già i camminamenti, i sentieri che si battono (luogo comune per il podista !, ndr), magari perché sono gli stessi che si percorrono talvolta nei propri allenamenti. Così, se particolarmente nel percorso odierno c’era da affrontare dapprima l’ascesa al San Martino poi al Monte Colonna lui ben sapeva che era proprio là che era richiesto il massimo impegno muscolare (“la doppia coppia”), mentre dal successivo “scollinamento” a San Michele occorre prudenzialmente badare “a mantenere i giri”, in prossimità della discesa, a tratti ripida ma a detta di Renato tecnica (passaggi su roccette) solo all’inizio.

E’ proprio da questo punto, dall’essersi messi alle spalle il tratto di salita (più o meno lungo) che l’atleta inizia a ‘respirare’: ciò non toglie però che si debba procedere con ‘circospezione’ dal momento che per quanto possa essere scorrevole ora la discesa è altresì vero che possano nascondersi insidie di vario genere le quali possono comprometterne la ‘stabilità’ .

Rivela ‘sinceramente’ che poi l’avvicinarsi degli ultimissimi km, il trovarsi infine sul rettilineo finale porti il carico di adrenalina in sè alle stelle … quasi ad esplodere (E TE CREDOOO !!).

Da ultimo, l’aspetto alimentare, in particolare nella gara e nel post: è risaputo come in qualsiasi attività sportiva e nella corsa in particolare sia importante anticipare di gran lunga il campanello d’allarme lanciato dall’organismo “affamato”, onde evitare problemi come crampi o disidratazione: ecco quindi che durante il breve allenamento noto podisti più professionali ‘addobbati’ con tanto di cinturone porta-borraccia. Quindi, accurarsi di un buon apporto di liquidi (indispensabile per mantenere una corretta distribuzione delle risorse !) per tutta la lunghezza della gara, e non essere intransigenti se si pretende qualcosa di più sostanzioso, come può essere una barretta energetica. C’è poi – rimarca Renato (mediamente della durata di 2 ore, o poco più) – chi non può farne a meno durante, chi riesce ad arrivare al traguardo prima di sentire l’esigenza di qualcosa di solido: è dunque un’esigenza assolutamente soggettiva. L’importante è NON SOTTOVALUTARE un necessario ed indispensabile apporto di liquidi.

Azzeccato il commento durante le premiazioni finali del sindaco di Cassano Valcuvia Marco Magrini il quale apprezza l’evento sottolineando come con una competizione sportiva si sia andati a ricalcare anche un periodo della nostra storia (BBRAVO !!).

Buona la partecipazione all’evento: un centinaio i partecipanti alla gara corta, il doppio al trail, con provenienze anche da paesi stranieri (Norvegia, Danimarca, Francia, Germania, …).

Dedico la corsa odierna, il mio compiacimento, la mia .. prestazione (!! 29° ASSOLUTO)  a un mio caro amico – non solo nio – scomparso pochi mesi fa, che avrebbe senz’altro gradito ed apprezzato questa ‘Corsa in Trincea’ !!

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