Aria di rimpasto in casa …

L’aria irrespirabile della Nazionale femminile

Della incisiva e molto interessante intervista di Francesca Piccinini, a Giulia Zonca su La Stampa, mi hanno colpito tre passaggi
“Ancora oggi non c’è stata un’analisi del risultato, qualcuno che si sia preso delle responsabilità o che abbia provato a spiegare la prestazione. È per lo meno strano”.

“Se lui resta non sarebbe una buona idea per me insistere. Io all’azzurro ci tengo e per ripartire basterebbe far entrare aria fresca: aprire alle più giovani, mescolare le carte, ricostruire l’entusiasmo”.

“C’era un’aria malsana a Londra, ma non sta a me dire i nomi e dare i voti. Mi basterebbe che chi di dovere guardasse in faccia all’insuccesso. Non è arrivato per caso”.

Non bisogna avere il codice segreto per capire a chi sono diretti questi messaggi. Il rapporto con Barbolini si era guastato e adesso esplode. E questa intervista sembra tanto essere la parola fine sull’Era Barbolini in Nazionale. Non a caso (forse) Francesca Piccinini – che è persona accorta – parla adesso.  Aria di rinnovamento in cucina per forza, anche se Francesca si guarda bene dal fare i nomi di chi – in squadra – le aveva reso l’aria irrespirabile. E ancora una volta penso che non sia un caso.
Di certo il grande merito di questa intervista è stato quello di squarciare un velo. Al contrario di quello che si pensa magari queste dichiarazioni non sono il frutto della sconfitta di Londra, ma qualcosa che covava già da almeno un paio d’anni, quando Piccinini rischiò di essere esclusa dalla rosa del Mondiale in Giappone.

 

(tratto da Gazzetta.it)

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