L’under 14 di Monceri-Muselli sbatte contro Cedrate

(domenica 17 marzo)

Dopo il “non proibitivo” dosaggio di partite e i continui rinvii per l’appuntamento da lì s venire, arrivo oggi a inanellare la 500ima presenza come arbitro ufficiale. Teatro proprio palestra del Centro Giovanile San Carlo di Varese la stessa dove nell’ottobre del 2009 diressi la mia prima gara come arbitro PGS.
Di fronte oggi la compagine ‘under 14’ locale di coach Monceri contro le coetanee di Atletico Cedrate accompagnate da Staiano come dirigente in panchina.
Partita ostica sulla carta vado pensando alla vigilia, e tale si è rivelata !
Al giro di boa nel girone VA06, entrambe scendono sul taraflex motivate e determinate a cercare punti preziosi per la propria classifica (la formazione locale è attualmente prima nel girone, a seguire Cedrate con le coinquiline Orago e Fagnano).
Formazioni abbastanza equilibrate quanto a preparazione e gioco e variegate quanto ad annate. Anche se la gara scorre (!) via facile, le locali nei momenti papabili tendono ad essere fallose (leggi rete).

Subito dopo i primi scambi per “testarsi” la partita di accende agonisticamente parlando: la squadra del gallaratese cambia marcia “alza l’asticella” impegnando le locali tutte, palla che se all’inizio viaggiava a fil di rete, con lo sviluppo del gioco (poco più di un’ora e mezza la durata della gara) viene giocata spesso alta non tanto per cogliere impreparate le avversarie quanto a testimoniare la grinta ora dell’una ora dell’altra squadra e l’intensità stessa delle dinamiche. Nulla da eccepire sulla qualità del gioco che impegna a più non posso entrambe le compagini su tutti i 18 metri del campo.
In tutti e quattro i set giocati pertanto ritmi serratissimi con le squadre che in ognuno procedono sostanzialmente a braccetto fino alla conclusione della prima rotazione (6-8 a 7-15 nel primo; nel successivo da 8-11 a 9-13; terzo parziale che dice da 18-11 a 23-14; quarto set da 18-9 a 20-17).

Archiviato Il terzo parziale, che sembrerebbe quello del riscatto per capitan Caputo e compagne per come la squadra sta conducendo (5-4, 11-5) per il finale 25-15, il quarto vuole essere la cartina tornasole delle effettive velleità per la squadra di Monceri-Muselli ma, dopo un buon avvio in cui rimangono e avanti per buona parte del set (5-4, 7-6, 11-9) le locali accusano un severo blackout in campo condito da banali quanto improvvide incertezze che consentono alla squadra gallaratese di rosicchiare un buon break (+8) e arrivare così a mettere in apprensione la retrovia locale. Da apprezzare in considerazione dell’età i ripetuti tentativi di attacco da seconda linea, pur non sempre a segno, delle giocatrici di casa, con Pedrini braccio-armato che si distingue anche da zona 1.

L’arbitro cerca sempre di fare del suo meglio dovendo gestire i 18 metri del campo di gioco, perciò orientando la sua attenzione sull’uno o l’altro campo se non focalizzando la sua attenzione sulla rete e le zone adiacenti. Deve riuscire cioè ad arrivare a valutare anche i “casi estremi” – ciò che fa un buon arbitro -, la qual cosa – è indubbio – si acquisisce sul campo. Frazioni di secondo in cui è chiamato a decidere su situazioni limite (palla dentro/fuori, toccata o no, ..). Errare è umano, ma ciò che fa più diventare tesi è, a prescindere dal contesto, il dissenso del pubblico. Mai – ripeto MAI – dare ascolto alle loro insinuazioni. Lecito invece – come a me capita sovente – “cristallizzare” un momento il gioco, rivedere l’azione da valutare e da lì proseguire. Comportamento forse non condivisibile perché può ritorcersi contro. Ecco, questa è una cosa che devo ancora imparare a gestire nonostante l’esperienza acquisita. Sovrappensiero ieri, ad esempio, mi sono voltato verso un genitore che polemizzava sulla decisione presa quasi interrogandolo.

Ma l’arbitro ha dalla sua che fintanto che non fischia l’azione successiva può tornare sui suoi passi ! ..

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