A San Carlo per una sfida fra santi

(domenica 21 ottobre)

Aria di “derby in paradiso” stasera al Centro Giovanile San Carlo: di fronte, in una sfida che sa molto di ‘mistico’, la locale u13 sfida le coetanee di’San Pietro’ di Cassano Magnago.
In questo campionato invernale la squadra varesina presenta due formazioni ‘under 13’: conosciuta settimana scorsa la ‘B’ oggi è la volta di “testare” la compagine ‘A’: due sodalizi abbastanza simili quanto ad ‘annate’ con alcune pedine impiegate in ambedue.
Il campo parla di una gara molto accorata e vissuta da ambo le parti : non sono mancate giocate “degne” entusiasmando panchine e pubblico presente.
Se il risultato finale appannaggio della squadra di casa è “tondo” (17-11, 17-9, 17-15, 17-6, 17-1o) le giovanissime ospiti di sicuro non hanno demeritato affatto restando aggrappate a San Carlo per buoni tratti della partita, sfiorando il “colpaccio” e dando sensazione di smarrirsi solo nel quarto.
Così le “pulci” hanno dimostrato una buona maturità (promettendo di far bene direi), spaziando e coprendo a tutto campo e non rinunciando a giocare o meglio gestire palle alte (e a questa età non è poi tanto facile seguirle e gestirle in ricezione) e addirittura le locali sciorinando degli attacchi non indifferenti.

… Riuscendo ad impostare il gioco dimostrandosi poco fallose compatibilmente con il livello ‘under’, di fronte a questo ‘spettacolo’ l’arbitro ha avuto ben poco da dire !
tanto che alla fine – frase emblematica condivisa con il collega Gianluca qualche ora prima ma che racchiude l’essenza della pallavolo e meglio ancora della pallavolo giovanile – ‘anche l’arbitro era soddisfatto, contento della partita condotta’.

In principio era Responsive Design, ora spazio al Mobile First

(martedì 16 ottobre)

Se, dati Auditel alla mano, il presagio era già nell’aria almeno sette anni fa con la “rivoluzione” del Responsive Web Design, nel 2015 Google ha reso noto che, per la prima volta, il numero di ricerche effettuate da dispositivi mobili risultava maggiore di quelle da computer fissi. 

Dal 2017 Google ha avviato l’indicizzazione Mobile-First per i risultati di ricerca.
Finora i sistemi di scansione, indicizzazione e classificazione dei siti da parte di Google erano pensati per la versione desktop del contenuto di una pagina, non considerando così le tendenze attualizzate.

Da circa due anni il traffico internet globale mobile ha superato decisamente quello desktop: moltissimi siti, soprattutto quelli che forniscono notizie/dati in tempo reale, registrano sempre più accessi da mobile, soddisfacendo in questo modo l’utente in mobilità, e, in misura sempre decrescente, da desktop.

Si è assistito in una decade al rapido passaggio attraverso due tecniche “antitetiche”: da ‘Responsive Web Design’ a ‘Mobile First Web Design’. Essere mobile first significa progettare e ottimizzare il percorso dell’utente da smartphone, prima che da desktop.

 

Il mercato online risponde a questa tendenza e prende in considerazione la realizzazione di siti web orientati ai dispositivi mobili. La tendenza ora è quella del Mobile First, cioè partire dalla progettazione su mobile per poi pensare alle risoluzioni più alte, quindi attuare un Responsive Design al contrario.
Se la primaria preoccupazione perciò era di progettare siti che fossero mobile friendly curandone il design e la User experience, ciò ha posto questioni anche per chi si occupa di digital marketing, portando in questo modo a pianificare una customer journey invertendo così il polo di partenza (ora unità mobile e non più desktop), partendo dal presupposto che la fetta più grossa dei visitatori del sito/blog/landing page arriverà da un dispositivo mobile.

Se l’imperativo rimane quello del ‘mobile friendly’ (cioè progettare e ottimizzare il percorso dell’utente da smartphone, prima che da desktop, tramite un design responsive in grado di adattarsi alla visualizzazione su dispositivi con schermi ridotti) in alcuni settori lo status quo è viceversa rimasto invariato: la misura più efficace per muoversi in questo senso è di analizzare la situazione che si sta osservando e conseguentemente adottare strategie basate sulle analisi oggettive.

Se l’approccio Mobile First si configura come una scelta strategica specifica, anche i principi cardine nel campo del web design di conseguenza subiscono dei cambiamenti: il dispositivo mobile viene prima di tutto sia per quanto riguarda la configurazione, sia per quanto riguarda l’usabilità e la performance.

Il Mobile First al posto del Desktop First dunque. Vengono prima create pagine ottimizzate per i dispositivi mobili, poi seguono successive estensioni dei siti per desktop.

Fino ad ora, web designer e programmatori si sono occupati per prima cosa della realizzazione di un sito web per il desktop, immaginando una varietà di funzioni, grafici e possibilità creative, pensate per un monitor grande e per una connessione dati veloce; soltanto in una seconda fase seguiva la pianificazione del sito web per i dispositivi mobili, considerati di conseguenza solo come un’appendice al sito principale.

L’approccio Mobile First ribalta questa visione del lavoro e stabilisce altre priorità. Nella progettazione di una strategia vengono definiti innanzitutto quelli che sono gli aspetti centrali della pagina. Ciò vale non solo per contenuti e foto, ma anche per tutte le funzioni importanti e i moduli. In questa fase della progettazione, il pensiero alla base consiste nel concentrarsi sull’essenziale.

approcciare il mobile first

L’approccio Mobile First in sintesi:

Limitato all’essenziale
La programmazione non richiede troppi sforzi
Performance massime su tutti i dispositivi mobili
Accesso veloce alle informazioni
Design adatto allo schermo dello smartphone
Non più immagini grandi e funzioni inutili
Riduzioni del codice sorgente
Pagine programmate direttamente in HTML (JavaScript non viene usato)

Fondamentale è pianificare una soluzione ottimale per questi dispositivi; solo successivamente verranno ottimizzate versioni per desktop e laptop secondo il principio del Progressive Enhancement. Spesso nella realizzazione della strategia ci si avvale delle cosiddette grid, cioè ad una riorganizzazione concettuale basata sulle griglie. Il passo successivo sarà quello della configurazione di una pagina graduabile a seconda delle dimensioni dello schermo, in modo da presentare i contenuti su tutti i dispositivi seguendo i principi del responsive web design (design responsivo).

Con l’approccio Mobile First chi progetta il sito e le sue funzionalità ha già da subito le idee chiare su quali saranno i contenuti primari e secondari del sito, quindi si adopererà per visualizzare gli elementi importanti nel migliore dei modi.

Sostanzialmente cambierà il modo in cui il più importante motore di ricerca, indicizza e attribuisce il ranking alle pagine del tuo sito. Finora la scoperta e l’ordinamento dei risultati di ricerca in serp avveniva sulla base dell’analisi delle pagine lato desktop, scansionate dal crawler di Google e anche l’attribuzione del ranking avveniva sulla base della versione desktop delle pagine del sito.
Ora invece, cambierà la scoperta e il posizionamento delle pagine, utilizzando la versione mobile delle stesse.

Questa tecnica di approccio si basa su tre parametri interdipendenti: design, contenuti e funnel di conversione che comporta la ottimizzazione di percorsi per chi è in mobilità.
Ora, per il design la progettazione del sito implica ora un’approccio mobile da adattare poi al desktop (contrariamente a prima), badando a non inficiare la velocità di caricamento del sito. Diversamente da una risoluzione desktop ricca di immagini e testi, per un sito ‘mobile first’ è necessario tener conto delle ridotte dimensioni dello schermo e conseguentemente un adattamento dei contenuti. Il funnel – “imbuto” – di conversione fa riferimento a una strategia di marketing per tracciare il percorso che porta l’utente da una leads alla generazione di una conversione.

Secondo questo approccio, non si parte, quindi, da un layout e  funzionalità concepiti per il desktop per poi adattarli al mobile; al contrario, si parte ora dal contesto dei dispositivi mobili per concentrarsi al meglio sui contenuti essenziali.

COME PREPARARSI AL MOBILE-FIRST INDEXING

In un mondo in cui gli utenti navigano sempre più proprio tramite un telefono, introdurre ufficialmente il mobile-first index significa che Google utilizzerà la versione mobile della pagina come la principale su cui effettuare la scansione, l’indicizzazione e la classificazione del contenuto. L’obiettivo di tale cambiamento è quello di permettere agli “utenti mobile” di trovare la migliore opzione disponibile in base a ciò che stanno cercando. Google continuerà ad avere un solo indice, ma nella fase di scansione darà principalmente su un’esperienza mobile.
Finora la scoperta e l’ordinamento dei risultati di ricerca in serp avveniva sulla base dell’analisi delle pagine lato desktop, crawlate per mezzo del bot desktop di Google e anche l’attribuzione del ranking avveniva sulla base della versione desktop delle pagine del sito.
Ora invece, cambierà la scoperta e il posizionamento delle pagine, utilizzando la versione mobile delle pagine.

Per tentare di ottenere buoni risultati in tal senso e fornire la migliore esperienza possibile a chi naviga sul web, webmaster e proprietari di siti web dovranno pertanto utilizzare le pagine ottimizzate per mobile, laddove presenti, come principale punto di riferimento per l’indicizzazione sul motore di ricerca. Ciò non vuol dire però che se un sito desktop è più rilevante per una determinata ricerca, lo si vedrà comunque classificato più in basso delle sue alternative mobili.

Fermo restando che oggi, quando si sviluppa il sito web, una landing page o un qualsiasi contenuto visuale, bisognerebbe tener sempre bene a mente il concetto di “mobile-first” , i siti che potrebbero maggiormente essere interessati da questa variazione nell’indexing sono quelli che utilizzano una versione separata per le loro versioni mobili. Parliamo dunque, degli “m-site” o mobile site con separate url. 

Contro possibili allarmismi, vale la pena notare che Google non sta implementando due indici di ricerca separati per desktop e mobile (come si vociferava tempo fa), ma che sta semplicemente passando dall’indicizzazione delle versioni desktop dei contenuti alle versioni mobile. Il cambiamento al momento non influisce sul ranking: ciò che cambia è il modo in cui i contenuti vengono raccolti, non come viene classificato il contenuto. I siti che non dispongono di una versione mobile continueranno ad essere indicizzati in base a quella desktop.

Google presenterà per primi nei risultati di ricerca i contenuti del sito mobile. Se i crawler non troveranno una versione mobile, sarà inserita nella SERP la versione desktop del contenuto. “Se hai solo un sito desktop, continueremo ad indicizzare il tuo sito desktop, anche se stiamo utilizzando un user agent mobile per visualizzare il tuo sito” – si afferma dal blog di Google. In sostanza, se il sito è responsive non ci dovrebbero essere grandi modifiche da programmare. Certamente Google classificherà i contenuti sulla base dei segnali di ranking e della scansione dei siti effettuata da una visualizzazione mobile. Dunque saranno privilegiati in ogni caso contenuti mobile friendly, come avviene da almeno un anno, rispetto a siti desktop che rendono difficile, in termini di User Experience, la navigazione.

Il Mobile First Index avrà rilevanza sul posizionamento dei contenuti e su tanti aspetti del Web Design e della SEO.

 

 

 

 

 

 

 

Per ottimizzare un sito per il Mobile si hanno 3 opzioni:

  1. responsive website (stesso codice, stesso url, set css che adatta il rendering della pagina alla risoluzione dello schermo);
  2. dynamic serving (stesse url, più template html&css che si adattano alla richiesta del device). Questa potrebbe essere una soluzione ideale nello switch al mobile-first indexing in quanto comporta una riduzione del peso di css e script che lato mobile è inutile avere;
  3. sito separato (url differenti, contenuti differenti, link esterni differenti).

Un sito responsive o che implementa il dynamic serving, non comporta particolari problemi. 

Se invece il sito usa un m.site per presentare i contenuti, gli unici implementazione necessaria  per  far comprendere a Google che si tratta dello stesso sito (seppur tecnicamente sono due, facendo perciò pensare a due indici distinti), sono le annotazioni nel codice che devono permettere di segnalare nella pagina desktop la versione mobile, inserendo:

<link rel=”alternate” media=”only screen and (max-width: 640px)”
 href=”http://m.example.com/page-1″>

e, al tempo stesso, di segnalare, nella rispettiva pagina mobile, il legame con quella desktop, mediante il rel “canonical”.

<link rel=”canonical” href=”http://www.example.com/page-1″>

Occhio al fatto che le annotazioni vanno inserite solo nell’html della pagina o nella sitemap.

Questa è “la base” delle implementazioni che un sito con versione separata per il mobile dovrebbe rispettare.

A San Carlo per ‘spegnere le 10 candeline’

(domenica 14 ottobre)

Si torna oggi sul taraflex per la mia decima stagione ufficiale.

E quale palestra poteva essere il teatro di ciò ?? … No il PalaYama direi di no; neanche Assago; …; semplicemente il Centro Giovanile San Carlo eletto oramai a “seconda casa” in senso pallavolistico.
Nel primo pomeriggio raggiungo la palestra di Varese dove ritrovo l’amico Francesco con cui mi alterno nella direzione delle due partite in programma: under 13 e under 18.

Di fronte squadre di giovanissime in gran parte alla prima esperienza di categoria. Sulla panchina della squadra ospite ritrovo l’amica ed ex collega Paola Colombi.
Da entrambe le parti in campo si respira tanta voglia di giocar divertendosi, grinta e voglia di fare bene nei piccoli atleti e convincere i propri alleducatori delle loro attitudini.
Ospiti che riescono a portare a casa i primi due set abbastanza agevolmente (9-17 e 7-17), ma le locali non si perdono d’animo: “stringono i denti” e vincono 17-15 il terzo.
Di nuovo, Sa ti Apostoli sale in cattedra e si aggiudica gli ultimi due.

Più sostanziosa si presenta essere la seconda partita in programma: under 18, di fronte la squadra di casa che ospita Ost Dairago. Effettivamente, difficile decifrare eventuali debolezze da ambo le parti nel riscaldamento, per cui vado pensando con Francesco che ‘la vittoria la si strapperà unghie e denti … ehmm anima e cuore !!’.
Le ragazze della compagine di casa, con Gaggini in panchina a far gli onori di casa coadiuvato da Muselli, confermano un buon gioco e senso tattico – come dirà poi il campo -, potendo contare su di un buon potenziale nei diversi ruoli. Peraltro, lo stesso lo si può denotare anche nelle ragazze di Dairago che a tratti si troveranno a subire il pressing avversario.
In poco meno di due ore di gioco San Carlo riesce ad avere la meglio (25-18, 25-16, 19-25, 25-20).

Proprio quest’ultima gara mi porta a fare delle considerazioni o meglio “a rientrare” sui punti focali del gioco: fermo stante i ruoli (leggi 1°/2° arbitro), estrema attenzione su ciò che avviene nei pressi della rete con la prontezza a sanzionare situazioni fallose che non possono passare inosservate, per ora (ma è poi una consuetudine !!) con un pizzico di “senso di buon padre di famiglia”.

Esordio dell’under 16 targata ‘BV’

(sabato 13 ottobre)

Esordio casalingo della formazione under16 di coach Magni al PalaBunker di Cuveglio.
Una “prima” di tutto rispetto contro la compagine ‘A’ Union Oratori di Castellanza, formazione già al secondo anno in categoria e dunque che può vantare una maggior esperienza e senso tattico nel gioco.

Squadra di casa che è chiamata a dar dimostrazione se non altro di una buona coesione di squadra e qualità di gioco; e difatti Vivi Blu Volley approccia bene alla gara, almeno nelle fasi iniziali, sotto lo sguardo attento della panchina.
Buona la partenza delle ragazze in campo le quali dimostrano (o almeno non manca lo spirito di iniziativa) di ‘poter rispondere’ alla nuova esperienza di categoria: eseguire i vari fondamentali correttamente e addirittura andare a muro in modo vincente.

Senonché appena le avversarie impongono il loro gioco non comunque asfissiante comunque (ma che lascia intravvedere delle buone costruzioni) il divario (leggi break) aumenta, capitalizzando anche buoni turni di battuta (dal numero 22 un filotto di 9 punti) ….. 
Ospiti che così non faticano a trovare il “bandolo della matassa” e, complici degli svarioni (e anche disattenzioni) che non possono passare inosservati nel sestetto di casa, che inducono giocoforza la squadra a demoralizzarsi e progressivamente a sfilacciarsi con una timida e poco incisiva ricezione, matano facilmente la squadra di casa.

 

Trittico della Solidarietà 2018 all’epilogo

(sabato 6 ottobre)

Dopo gli appuntamenti di Cavona di questa estate e di Malgesso di domenica scorsa, nel pomeriggio di oggi va in scena a Cassano Valcuvia all’interno della ‘Festa dei popoli’ il terzo e ultimo appuntamento del ‘Trittico della Solidarietà‘, un mini circuito di gare locali scelte e organizzate dall’amico Vittorio Ciresa per fare del podismo locale uno strumento di sensibilizzazione a piccoli grandi gesti per il sociale.

 

Giunto alla seconda edizione, si tratta di un “ventaglio” di gare dei nostri territori attraverso cui si vuole enfatizzare (e allo stesso tempo trasmettere) proprio un valore squisitamente sociale, mettendo da parte qualsiasi risvolto agonistico, occasioni attraverso cui devolvere i fondi a specifiche mutue esigenze piuttosto che alla realizzazione di progetti ‘di più ampio respiro’.

Già da quando avevo adocchiato il volantino della gara odierna ‘mi era salito lo spauracchio’ dal possibile sviluppo altimetrico considerando la collocazione del paese di Cassano Valcuvia; e difatti devo dire le aspettative sono state ampiamente soddisfatte !! …

Con uno sviluppo di 6 chilometri e spicci la gara si è rivelata tutt’altro che .. soft: dopo essere (fortunatamente) ridiscesi al passo dal ripido pendio della località San Francesco sede del ritrovo, partenza dal viale antistante il municipio. Ma appena superato l’edificio, subito la strada prende la sua … piega (in salita) per raggiungere l’eremo dei frati carmelitani, non concedendo letteralmente un metro per rifiatare e così mettere alla prova la resistenza “e l’audacia”dei partecipanti, un’ottantina fra i due percorsi  di 3 e 6 chilometri.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un km circa su asfalto, si imbocca per i boschi; camminamenti fra la vegetazione non sempre agevoli quanto a fondo caratterizzati in più passaggi da tratti sassosi e qua e là da cambiamenti di direzione, fattibili ma che consigliano un’andatura cauta onde evitare incidenti di percorso.
Saluto il Vittorio e messa alle spalle la parte boschiva più aspra (“TO BE CONTINUED..”), segue una lunga dolce ridiscesa che ci accompagna nelle “recondite” campagne locali e un successivo saliscendi che riporta verso l’abitato.

Quindi una risalita piuttosto impegnativa e a seguire deviazione ingannevole sulla sinistra che scende verso il centro del borgo e la zona di partenza. Attraversamento del parco giochi e qui, forse per distrazione, devo bruscamente prendere a destra, in direzione del Centro Documentale ‘Frontiera Nord Linea Cadorna’, attraversando le strette viuzze e guadagnare infine la via principale, passare sotto l’arco che funge da ingresso al paese e risalire poi il versante sinistro. Riguadagnato a questo punto lo sterrato e bosco eccoci affrontare una suggestiva quanto impegnativa scalinata ricavata sul costone retrostante la chiesetta che domina il promontorio, impossibile da correre anche per i più audaci forse (quasi 300 metri di dislivello) !

Raggiunta la sommità, in corrispondenza dell’inizio della Via Santa del paese, ci buttiamo per i duecento metri finali di questa impegnativa ma avvincente e meritevole gara per arrivare al traguardo posto davanti la locanda ‘Crotto del Sorriso’ !

Il post gara è poi allietato da un breve monologo realizzato dalla compagnia del Teatro Periferico di Cassano Valcuvia che festeggia il suo 10° compleanno, abbracciando con ciò l’apertura multietnica che vuole essere al centro dell’attenzione come momento aggregativo della nostra società.

Infine, complimenti a Vittorio Ciresa per la sua perspicacia nel ricercare percorsi e angoli comunque affascinanti nelle nostre valli e paesi da riproporre in veste sportiva.

Ottimizzare pagine HTML

(sabato 6 ottobre)

Tornare agli antipodi …

Ecco così può suonare il dover ritornare a lavorare su strutture apparentemente sorpassate per l’evolversi della tecnologia applicata, e l’ambito del web e dello sviluppo di siti è un esempio lampante.

Così si può trovare un senso di imbarazzo quando un cliente titolare di un sito web ci chiede di ottimizzare lato SEO un progetto in HTML, che cioè non poggia su una struttura CMS che sia WordPress, Joomla, Prestashop, Magento o altri ! …

Di fronte a questa richiesta il SEO più “vocato” potrebbe avere un momento di “fremito”, di smarrimento, un ‘… mmaaa …’, abituato o per meglio dire oramai orientato a fare una attività basata sui CMS (e i suoi strumenti): la richiesta potrebbe far … storcere un po’ il naso ….

All’occorrenza è bene sedersi, tirare un respiro … Orbene, anche il sito descritto con un CMS poggia sul codice HTML per cui no problem ! Per quanto ben strutturato, utilizzare caratteri vistosi o effetti grafici ‘pomposi’ accattivanti alla base di un sito web ci sta sempre il codice sorgente HTML: Google e gli altri motori di ricerca “leggono” questo codice per determinare dove devono apparire le pagine web per determinate query di ricerca.

Aperta la pagina del codice sorgente della pagina web, è possibile evidenziare alcune parti (“tag”) che, se ben curate, in ambito seo possono fare la differenza anche in questa modalità di approccio allo sviluppo.

Per una corretta analisi di un qualsiasi listato di codice, possiamo anzitutto individuare i due segmenti principali che lo costituiscono: la sezione <head> … </head>, dove includere alcune informazioni sul codice stesso, la definizione di formattazioni o effetti particolari, e la sezione <body> …. </body>, dove si ritrova il codice ‘nudo e crudo’.

Quando analizziamo e ‘confezioniamo’ debitamente gli elementi di una pagina web ci occupiamo di ‘SEO on-Page’.

Elementi importanti:

  • Tag <title>: il tag title assume una importanza basilare in una attività/analisi SEO (precisamente “SEO o-page). Si tratta della porzione di codice che, definita all’interno di un listato HTML, permette alla pagina web di poter essere presa in considerazione da un motore di ricerca e quindi posizionarsi in SERP.

    

 

Alcune cose importanti da ricordare per quello che riguarda il tuo tag title:

  • Assicurarsi di avere un solo tag title per ogni pagina web.
  • Assicurarsi che ogni pagina web sul sito abbia un tag title.
  • Assicurarsi che ogni tag title sul tuo sito web sia unico. Non cioé tag title duplicati.

 

  • Meta description: Appena al disotto del tag <title> trova posto un altro elemento i quale contiene una breve descrizione di quello che l’utente troverà all’interno e se troverà riposta al suo ‘intento di ricerca’. Quindi, è buona norma controllare e assicurarsi che sia su tutte le pagine web. Più importante, assicurarsi che non sia uguale su più pagine. La duplicazione di un meta tag description non è di per sé un errore grave (Google infatti non utilizza questo tag a scopo di ranking), ma è un grosso errore di marketing.

 

Evitare di sorvolare sulla meta description è consigliabile, poiché viene letta dagli utenti dei motori di ricerca: una buona frase può contribuire ad attirare più visitatori e aumentare la click-through rate

 

  • Intestazioni <H1>,<H2>, …, <H6>: Utilizzato per identificare il ‘titolo’ dell’articolo o di sue porzioni, questo marcatore H<n> risulta importante in chiave seo, dove ‘H1’ assume importanza strategica.

Non bisogna avere più di un tag H1 in ogni pagina web. Non si dovrebbe inoltre cercare di ottimizzare troppo le intestazioni H1, cioè non cercare di aumentare il SEO inserendo forzatamente la parola chiave nel titolo H1.

 

  • Tag di enfatizzazione: è sempre ‘strategico’ ricorrere all’utilizzo in modo parsimonioso di orpelli grafici (grassetto, corsivo, ecc.) per attirare l’attenzione dello spider: non eccedere nel loro utilizzo, sia perché ne ridurrebbe la rilevanza SEO, sia perché condizionerebbe la lettura dell’utente.

 

  • Alt text: Si tratta di un marcatore non scrupolosamente – e a torto – osservato: gli alt tag vuoti nelle immagini sono errori SEO. Il loro compito è proprio quello di indicare ai motori di ricerca cosa le immagini rappresentano ed è dunque buona norma non trascurare questo elemento perché “non importante”.

Rivestono una importanza qualora si abbia un sito e-commerce.

 

  • Anchor text: vale a dire il testo a corredo di u link inserito nel nostro codice e a cui Google dà importanza anzitutto per ‘riconoscere’ e comprendere la pagina di destinazione (possiamo anche inserire una keyword pertinente per “rafforzare”).

 

  • Google Analytics: Entrando più specificamente in un’ottica SEO, buona norma è incorporare nel nostro progetto un tool di analisi con Google Analytics, accertando che sia presente in ogni pagina web (in caso contrario, non si ha una effettiva analisi del traffico sul sito). Per Google Analytics, basta accertarsi della presenza di una riga di codice contrassegnata dal prefisso “UA” seguito da una stringa di 7 cifre.

L’avere la consapevolezza che questa linea sia presente su tutte le pagine del nostro sito non sempre è facile, soprattutto quando si gestiscono progetti di grosse dimensioni, con un certo numero di pagine. In questo caso può tornare utile avvalersi di un file sitemap (estensione .xml), un file di testo che contiene tutti gli indirizzi url del mio sito il quale può essere utile in particolare per tracciare quelli che potrebbero necessitare di maggiore attenzione

 

 

 

 

 

Un altro elemento che va assumendo importanza è la definizione dell’url della pagina web, strutturata in maniera tale che permetta di identificare il contenuto della pagina e preferibilmente composta da non più di 5 parole, raccogliendo nella parte più a sinistra eventuali parole chiave alleggerendo così il “cammino” del crawler.

Assume rilevanza anche l’ottimizzazione delle immagini che devono essere facilmente individuabili nel nome (vedi uso tag ‘alt’).

 

Altro fattore di miglioria in termini di ottimizzazione di una pagina, di qualunque ‘tipo’ essa sia, è data dalla velocità di caricamento della stessa, parte dell’ottimizzazione SEO di una pagina.

 

“Arte” di una pagina web è di saper ottenere dei backlink per cui assume importanza l’attività “lato seo” di link building cui è correlato il concetto di “link juice” ossia la capacità da parte del sito di ottenere un link da un altro sito web. Il legame che si viene a creare è visto dai motori di ricerca come un’approvazione, quindi un  fattore preso in considerazione dai motori di ricerca. “Link Juice” è un termine per definire il potere che il link fornisce al tuo sito web o pagina web in questione.

“Nofollow” è un attributo che annulla questa proprietà di link juice per il sito web considerato. Anche se una persona può comunque cliccare sul link, il succo del collegamento non viene passato.

Dal momento che alcuni esperti SEO ritengono che Google in realtà consideri in qualche modo anche i link col nofollow, se si vuole essere certi  del valore di un link, occorre accertarsi che non abbia questo attributo.

 

Image update algorithm

(martedì 2 ottobre)

Dopo lo scossone di inizio agosto che aveva messo in subbuglio gli operatori di settore facendo pensare a dover riscrivere le procedure operative da adottare causato dall’uscita di un repentino aggiornamento algoritmico, circoscritto inizialmente a determinate categorie – i siti meno EAT -,  ma che effettivamente ha sortito i suoi “effetti indesiderati” nella  cerchia dei cosiddetti siti YMYL (Your Money Your Life) e gli e-commerce disattendendone dunque le prerogative, ecco con fine settembre Big-G sfornarne un altro mediante il quale cercare di porre rimedio a quanto venutosi a determinare con l’update precedente, operando una sorta di riequilibrio nelle SERP (da qui il nome di Medical Update) delle varie categorie: il 27 settembre ecco arrivare l’Image Google Update.

 

 

 

Scostandosi dalla considerevole media (attendibile, perché fornita da fonti ufficiali) di modifiche annue al suo algoritmo, con gli accadimenti di questi ultimi due mesi si è andati oltre il muro delle 2000 modifiche.

All’alba del ventesimo compleanno del motore di ricerca per autonomasia, Google sfodera un aggiornamento incentrato sulla ricerca delle immagini, al fine di affinarne la qualità. Fattori discriminanti per il nuovo algoritmo saranno il posizionamento dell’immagine sulla pagina, l’autorevolezza e l’attendibilità dei contenuti connessi. Il nuovo algoritmo sceglierà immagini di qualità dalle pagine maggiormente autorevoli. Se, a sentire le communities dedicate, la rilevanza di problemi è stata di portata inferiore rispetto al precedente, con Google Medic (alias Google Image), che va a colpire un numero ottimale di siti, gli effetti sono ora distribuiti più equamente fra i vari settori, proprio perché si va di fatto a colpire un elemento comune a qualsiasi progetto web.

Secondo Google, le immagini che si presentano all’inizio dell’articolo / pagina e quelle che si trovano nel mezzo riceveranno la priorità nel risultato della ricerca di immagini. Ad esempio, per un negozio online che vende scarpe, avere un’immagine all’inizio di una pagina di prodotto dedicata a un paio di scarpe ottiene più priorità delle immagini in una pagina di categoria che mostra una gamma di stili di scarpe.

Posto che nelle maglie di una qualsiasi ricerca che facciamo su un motore di ricerca finiscono anche le immagini, è dunque inattendibile che immagini e ricerche tradizionali corrano su due binari separati.

Con l’algoritmo di ricerca di immagini il posizionamento di un’immagine avrà molta importanza nella definizione della relativa SERP e quindi delle priorità.

Se per contro l’update dipendesse solo dalle immagini, basterebbe seguire le linee guida indicate da Google:

  • posizionamento delle immagini nella parte superiore della pagina (se un e-commerce ha più immagini per lo stesso prodotto, l’immagine posta in alto sarà più visibile sui motori di ricerca);
  • utilizzare gli attributi ALT previsti a supporto delle immagini, in maniera che ne sia identificabile in qualsiasi caso il contenuto. Accertarsi che ci sia un rapporto semantico tra la pagina e l’immagine inserita al suo interno;
  • evitare di utilizzare immagini duplicate soprattutto per preservare un posizionamento già autorevole.

Operativamente, scansione delle immagini e della pagina web vengono eseguite simultaneamente, creando un indice di ricerca sulle prime. A questo punto entra in gioco l’algoritmo di ricerca che disattenderà le immagini contenenti spam eseguendone il downgrade mentre valorizzerà quelle più pertinenti e inserite in un contesto.

 

 

Appunti di una domenica pomeriggio alternativa

(domenica 30 settembre)

Proseguendo la giornata sportiva, dopo il consueto appuntamento mattutino con il Piede d’Oro sul lungolago della Schitanna di Varese, nel pomeriggio mi reco a Malgesso, invogliato dall’amico Vittorio Ciresa, per partecipare a una corsa benefica: ‘Memorial Martina e Erika’ e patrocinato dalla Fondazione Giacomo Ascoli , per cui ritrovo Giuseppe e Mariella, la quale da anni combatte per e a fianco dei bambini colpiti da malattie oncoematologiche.
Trattasi di una gara di 5 chilometri circa che si sviluppa fra le vie e i boschi limitrofi, con partenza e arrivo davanti all’oratorio.
“Partecipazione soft” – almeno così si sarebbe detto una volta: si è dato al mattino ora si corre per una giusta causa !
All’arrivo sul piazzale dell’oratorio ritrovo Pietro e gli amici dell’Atletica 3V, qualche rappresentante del 7 Laghi Runners dell’amico Ugo Fantoni, Antonio Rondinelli, Stefano Bordanzi e Matteo Raimondi anch’essi reduci dalla prova del mattino.
Si sarebbe detto gara tranquilla ma, si sa, un conto è parlare … un altro interpretare ! Infatti, sin dall’inizio il ritmo è decisamente alto.
Meno di un km e siamo nella parte boschiva che da subito si profila abbastanza impegnativa con un paio di passaggi … degni di nota fino ad arrivare al punto più alto del percorso.
Noto che lungo lo sviluppo la gara ripropone alcuni passaggi della gara di Malgesso di qualche anno fa.
Siamo attorno al terzo chilometro quando abbandoniamo i boschi per riguadagnare l’abitato, e tornare così in leggera discesa verso ‘la zona di lancio. A questo punto però invece di imbucare nuovamente il rettifilo iniziale teniamo la destra per superare il ponte sulla ferrovia e dirigerci verso il lungo rettilineo delle scuole Manzoni.
Al termine, ci dirigiamo verso il punto di partenza ma veniamo prima portati verso l’attraversamento del parco DinDon, lungo periplo per riuscire dal parco giochi e rientrare più in alto attraversando il viale alberato al termine del quale è posto l’arrivo.

Bel percorso quello proposto dagli organizzatori come buona la partecipazione di grandi e piccini, soprattutto coinvolgendo le famiglie, e accattivante quanto basta … Promosso.

Benvenuti al lago di Varese

(domenica 30 settembre)

Oggi la carovana del Piede d’Oro abbracciava .. il lago di Varese; dopo avere avuto lago di Comabbio e Maggiore come scenari delle gare domenicali. L’occasione è quella della ’10 km del lago’ che avviene in simultanea con la ‘Tre ruote intorno al lago’, gara di 24 km riservata alle handbikes sul periplo del lago.
Percorso odierno completamente su asfalto tra sede stradale, teatro di partenza e arrivo, e la sottostante ciclabile che corre parallela con i suoi saliscendi che ne caratterizzano lo sviluppo e che si fanno comunque sentire sulle gambe !
Malgrado lo stato di forma non certo dei migliori dell’ultimo periodo, pur indeciso fino all’ultimo per il trascorso degli ultimi giorni, mi presento con il canonico anticipo al ritrovo fissato in località Schiranna di Varese.
Raggiunta la location nell’area feste, dopo i soliti saluti (Antonio, Aureliana, Oma, Massimo Riva, Giovanni dlla Podistica Mezzanese, la Lory), mi concedo qualche attimo per gironzolare e così vado a salutare gli amici della Polha Varese promotrice dell’evento: vedo poche facce conosciute per la verità ma riconosco subito Natash Insler; poi (E)Lisa, Marco Re Calegari e qualcun altro.  Un caro saluto anche all’organizzatore e uno dei responsabili della giornata Marco Rampi.

Dopo aver prestato servizio sul percorso nei due anni precedenti, questa volta decido di cimentarmi sul percorso di 10 chilometri proposto (acc ! … non ho scelto però l’annata giusta però !)

Assistito al giro per i più piccoli prima e alla partenza delle  handbykes poi, è il nostro turno: classica partenza sotto il gonfiabile della Whirlpool sulla strada principale e via per affrontare il primo km e mezzo sulla sede stradale, quindi prendere a destra la ciclabile adiacente (su cui di fatto si sviluppa metà dello sviluppo odierno).
Procedendo così arriviamo all’altezza del ristorane ‘Volo a vela’: tra me e me penso ‘qui si tornerà su ! …’, come pure alla rotonda di Calcinate del Pesce: macché!; attaversiamo il parcheggio e , tramite un passaggio riprendiamo la ciclabile e proseguiamo fino ad arrivare alla sede della canottieri di Gavirate: circumnavigazione di 90 gradi, strappetto di 200 metri in risalita e via che si torna su asfalto per affrontare gli ultimi 3 km di giornata … tutti “dritti” ma da gestire ‘scientemente’.

Percorso si direbbe filante quello di oggi (il Soxj realizza un 3’50” sul primo km), che forse  per quest’anno non idealizza tanto quella eco di “osmosi” con il lago che si vorrebbe sottolineare …
Per quel che mi riguarda, prestazione “appesantita” e poco produttiva per il sottoscritto rispetto a quello che potevano essere le aspettative su di un percorso decisamente lineare. Meno male che nel pre e post ci si scherza con gli amici, conscio anche dei propri limiti …

Qui la galleria di Arturo Barbieri della 2^ 10K del lago di Varese e della 13^ ‘Tre ruote intorno al Lago’:

https://foto.podisti.net/f503246779

 

 

 

“Impareggiabile” StraMulino

(domenica 23 settembre)

Oggi va di scena la 19^ edizione della ‘Stramulino’ di Brebbia, diciottesima tappa del circuito del PdO e una delle più avvincenti del circuito quanto a sviluppo.
Settembre per gli afecionados si apre con appuntamenti di tutto rispetto: e il binomio Mercallo dei Sassi (domenica scorsa) – Brebbia (stamane), orfane dell’appuntamento in coda di Cardana di Besozzo, ne è una prova tangibile: due percorsi alquanto impegnativi e muscolari e pertanto nervosi proprio per i continui cambi di ritmo che impongono.

‘Nello sport non esistono maschere, lo sport ti mette a nudo, ti sbatte in faccia le tue forze, i tuoi punti deboli, i tuoi buoni propositi e le tue paure, ti mette faccia a faccia con il tuo io più puro, lo sport è un viaggio dentro, in un bagno di sudore’. Calza a pennello questa massima ‘presa in prestito’ proprio per sintetizzare l’intensità e la determinazione richieste dalle due tappe.

Avvicinandomi al ritrovo della gara ricordo che siamo a casa dell’amico Davide Santambrogio e infatti … eccolo lì indaffarato tra metri di nastro segnaletico e striscioni vari. Un saluto l tavolo del Piede d’Oro e poi mi imbatto in due “top” del circuito il Playbeppe Giuseppe Bollini pronto a rimettersi in discussione su di un percorso non certo “tranky”, alla ricerca di uno stato di forma soddisfacente, e Marco Tiozzo; a seguire l’amico Samuele, provato dal trail del giorno precedente, Michele Immobile, Alessandro Caruso, Pierangelo Aletti e Valentino e tanti altri.
Dopo aver assistito al classico Minigiro e aver fatto il tifo per il Piratino su tutti, alle 9.30 si accendono le polveri – è il caso di dirlo – per ‘noi’artri’: se la prima parte proponeva l’ascesa alla casa di cura che sovrasta il paese, l’ingresso nella parte boschiva metteva da subito alla prova resistenza e continuità degli astanti con alcuni brevi tratti spiccatamente “tagliagambe”. Eccoci risalire e andare incontro alla parte iniziale della gara estiva ‘S. Rocco di corsa’ che si svolge sulle colline di Brebbia a metà agosto. Quindi attraversata la piazzetta con la piccola chiesa dedicata al santo via lungo lo sterrato che ci riporta verso la sede stradale. Usciamo così dall’abitato in direzione del centro sportivo.

Un tratto in linea per recuperare poi la zona industriale e risalire i pratoni di Malgesso. Attraversate u paio di corti attraverso passando su stretti camminamenti collinari, eccoci battere ora il suggestivo tratto boschivo in progressiva salita che si percorreva in un’altra gara estiva (‘Corsa degli asinitt’).

Di nuovo “civiltà” prima di ridiscendere verso la strada per poi affrontare una breve ma muscolare scalinata (da affrontare … come meglio si può !! ..) ch ci porta agli ultimi due chilometri di giornata.

Frattanto, ci accorge che, nonostante i sia entrati da un paio di giorni nella stagione autunnale, fa ancora caldo ! Per fortuna, il tratto a seguire che si sviluppa quasi interamente nei boschi e all’umbrìa così … on y va, alternando il passo con gli amici Marco e Katia.

Ultimi cinquecento metri in uscita dai boschi per recuperare le vie del paese e tagliare il traguardo di giornata.