Avvicinandosi alle “notturne” …

(domenica 22 luglio)

Lontano dalle corse ufficiali causa forza maggiore da un paio di settimane,  con il Piede d’Oro andato in ferie, per stimolare la fase allenante stasera (sabato 21, ndr) decido, stuzzicato dal compaesano Salvatore Torre incontrato nei giorni addietro durante un mio giretto, di prendere parte ad una notturna: la ‘Biandronno Night Run’. Nata da una riproposizione/rivisitazione forse della ‘Lago di Comabbio Night Run’, gara piacevole e simpatica che da 7 anni si svolge attorno all’omonimo specchio: la ‘Biandronno Run’  si sviluppa su 7 km, partendo dal campo sportivo locale e risalendo l’attigua ciclabile che lambisce il lago di Varese fino alla “zona trampolino” di Biandronno ove è posto il gonfiabile ‘giro di boa’, e quindi percorrere a ritroso quanto fatto.
Con l’esperienza fascinosa e ammaliante del Giro del lago di Resia sopra Bolzano, a cui ho partecipato anni fa con gli amici del CB S. Andrea, mi faccio ingolosire dall’occasione e “apro” la mia carriera (parolone) di runner amatoriale ad una nuova “dimensione”:  la gara in notturna (partiamo infatti alle 22).

E’ questo un genere di prova che, probabilmente fotocopiata da gara di manifestazioni del genere maggiormente blasonate al fine di portarle anche nei nostri paesi, da alcuni anni sta cercando di farsi largo nel già fitto panorama di serali del momento; difatti, non nasconde un carattere fascinoso il correre “dopo” il calar del sole, al buio facendo affidamento alla luce artificiale.

Mi avvicino al tavolo iscrizioni quando vengo graziosamente e affettuosamente salutato da una ragazza dal profilo sinceramente familiare ma che non riesco “a collocare!: ‘chiedo l’aiuto al pubblico’ – direbbe qualcuno – : è Stefania Panarello, mia ex-compagna di classe ai tempi delle superiori a Luino, in parole povere si parla di 24 anni fa !!! … Rewind allora degli iniziali saluti !
Anche se non si è in tanti (e forse è meglio – vado pensando poi – perché l’atmosfera che si respira poi durante la gara non è affatto assillante, nessuna pressione né “ansia da prestazione” ma solo la piacevolezza di cimentarsi affrontando il buio a 360 gradi) diversi gli amici con cui condivido le domeniche: una non indifferente rappresentanza del 7LaghiRunners Katia, Guido, Nicola, Mimma, Gianni, Francesca, Michele, Stefano, Giuseppe, …
7 km da correre a tutta, nel perfetto stile delle corse serali, ritmo pressocché favorito dallo sviluppo affatto impegnativo del tracciato.
Muniti di luce frontale o torcia e di braccialetto luminoso, si va ! Poche centinaia di metri e, non fosse per il movimento ondulante delle tante luci – siamo press’a poco un centinaio – abbandonato l’attiguo impianto sportivo il buio non si fa attendere, sino a diventare quasi un problems nel prosieguo quando si perdono i riferimento davanti o nei tratti coperti dalla vegetazione: è proprio su uno di questi, in prossimità del giro di boa, poteva accadere un dramma poiché nell’incedere non mi accorgo di un inevitabile cambio di piano a causa di un cordolo di marciapiede ! …

Breve ristoro e si torna indietro affidandosi ancor più al ‘sesto senso’.

Per una volta, posso dire di aver chiuso sotto i 100 (.. e diciamo pure fra il 50° e il 60° !!).
Soddisfatto della condotta di gara almeno per 2/3 dello sviluppo: infatti, allorché là davanti perdo i riferimenti luminosi l’incedere è doverosamente cauto, nonostante l’andamento ‘in linea’, e talora al passo… Pur non forzando, sto andando bene (mi sento bene) avvertendo buone sensazioni (sarà l’effetto”notturna” ??), almeno così fino agli ultimissimi km quando devo rallentare per cercare di ritrovarmi; nel frattempo, da dietro sento sopraggiungere tra gli altri il Peppo (tanto per cambiare) vociante e Guido con i quali condivido dandosi il cambio le ultime quasi interminabili centinaia di metri.

Posso dire di aver scelto una bella garetta, aldilà dell’esordio: gradevole il percorso quasi interamente sul lago lontano dai rumori cittadini e privo di asperità e gli amici incontrati, con i quali concludere la serata !

Forse qualche indicazione per l’organizzazione, non tanto logistico (leggi presidio sul percorso) – non è mica necessario essere in 100 a quest’ora – quanto eventualmente per una maggiore copertura luminosa sul percorso la cosa che a sensazione è più mancata lungo alcuni tratti … ma forse è una mia personale pretesa !

Anche quest’anno luglio fa rima con … la ‘Spingi, Corri Pedala’

(lunedì 16 luglio)

Dopo la (quasi) tempesta della nottata, una bella giornata di sole fa da cornice ad un appuntamento che oramai è diventato un appuntamento sentito da tanti oltre che un “MUST” per la Proloco di Cuveglio nonché i diretti interessati ! …

Puntuale come ogni anno arriva, con il week.end della locale Festa della Polenta, la kermesse della ‘Spingi Corri e Pedala’ – manifestazione organizzata dalla ProLoco di Cuveglio in collaborazione con la PolHa Varese giunta alla 8^ edizione – , staffetta a tempo che vede impegnate terne di handbykers, podisti e ciclisti sul percorso oramai collaudato di 8 km interamente su asfalto lungo la via principale di Cuveglio per i primi, fra la ciclabile retrostante la baita – dove avvengono i cambi fra le frazioni – e il paesino di Cavona per podisti e ciclisti. 

Ecco allora di prima mattina sopraggiungere tanti amici: Alessandro, Omar, Lorenzo, Pietro, Mauro, Giuseppe, Fabrizio, Cristina, Renato, Giuseppe, l’altro Alessandro, Francesco, Lorenzo, e così tutti gli altri … Anche fra gli handbykers, all’accoglienza presso la palestra come dopo, ritrovo vecchie conoscenze: capitan Marco Re Calegari, “il chiassoso” Domenico Vinci, Innocenzo e poi la carissima Natasha, Igor ed Elisa.

Una volta sorteggiate le terne, pochi minuti dopo le 9 la “concitata” partenza con le handbykes pronte a mangiarsi la distanza da coprire (per i primi basteranno 20 minuti). E’ poi la volta degli amici podisti che non lesinano a ‘raschiare il fondo’ per il “primato”. Quindi i bikers che, chiamati ad effettuare due volte lo stesso giro, con i loro scatti possono stravolgere i parziali sin qui registrati (“impresa” che ad alcuni – dovere di cronaca – riesce).

Tanta la frenesia organizzativa dietro a questo evento: anzitutto per avere la disponibilità degli atleti (ruolo da non sottovalutare !!), e poi la mattina stessa per approntare percorso e servizi vari in modo da garantire anzitutto sicurezza lungo il percorso stesso e soddisfazione  per tutti i partecipanti. : l’impresa a questa tornata non è delle più semplici, numeri alla mano passati da Alessandro Rossi (eheh) si tratta di allestire 18 terne, anche se poi la mattina se ne conteranno due in meno (..uufff !). La riuscita alla fine “dei giringiri” – come detto – non  nasconde la soddisfazione per chi sta dietro !!

Un doveroso ringraziamento infine a quanti hanno voluto essere presenti e collaborare per la riuscita dell’evento: da Alessandro al suo staff, a tutti gli amici che si sono resi disponibili e ad Atletica Verbano in particolare sempre presente a quanti lavoravano dietro le quinte.

 

SCP 2018 - STAFFETTE

A Cavona per una insolita serale

(sabato 14 luglio)

Stasera (venerdì 13, ndr) a Cavona, frazione di Cuveglio, è andata di scena – dopo due rinvii consecutivi dall’originaria collocazione del mese di marzo causa meteo – la Corsa ideata per la Festa della Donna, giunta alla 5^ edizione, – 3° Memorial Maria Stella Bonetti, personalità molto conosciuta in valle per il suo operato nel sociale, scomparsa prematuramente a soli 49 anni colpita da un male incurabile. La manifestazione come tradizione ribadiva la sua vocazione solidale  dal momento che il ricavato veniva interamente devoluto alla sezione Valcuvia della LILT (Lega Italiana contro i Tumori).

Con la regia del vulcanico Renato Furigo e del mai domo Vittorio Ciresa viene proposta dunque questa camminata non competitiva  in veste serale
su di un percorso di 4 km attorno l’abitato del piccolo paese, interamente su asfalto per facilitare la partecipazione di tutti.
Ritrovo presso l’adiacente campo sportivo e alle 19.30, ora decisamente ‘consona per una bella sgambettata serale’ – visto il meteo di questi giorni – il via dato dal sindaco Giorgio Piccolo.
Il percorso dunque si sviluppa lungo la via principale che attraversa il borgo, portando i protagonisti praticamente a fare il periplo della piccola località della Valcuvia: messo alle spalle l’iniziale lungo rettifilo iniziale, progressivamente ma dolcemente si scende verso la zona denominata Scavè per prendere così la ciclabile per circa un chilometro e mezzo, fino a raggiungere la fattoria ‘Il Vallone’, dove ad attenderci è un vero e proprio tifo ‘da spalti’ con le capre dell’amico Mattia. Tratto corribile questo ma che richiede agli astanti continuità nel passo, dopo quello iniziale ‘di lancio’. A seguire infatti l’ascesa abbastanza impegnativa per tornare verso il paesino con la sua chiesa madre; a seguire breve tratto in discesa di circa 200 m per raggiungere la piazza e quindi vviaaa per il rettilineo che riconduce all’inconfondibile gonfiabile giallo dell’Avis.
Una cospicua partecipazione a questa serale che in punta di piedi va ad inserirsi nel già folto calendario  stagionale e nel rispetto delle ‘corse di nicchia’ non mancano i cavalli-da-battaglia: ecco tra gli altri Paolo Proserpio, Matteo Raimondi, Francesco Pellicini, Ombretta e Cristina. Inaspettatamente poi ritrovo oltre alle solite “facce da runner” conosciute tanti amici che hanno voluto essere presenti alla serata, anche semplicemente per una semplice camminata: ecco Chiara, Sergio, Gabriella, Laura e Matteo. Inoltre, presente in gran numero il gruppo ‘Sempre per Sempre’, associazione sorta proprio in memoria di MariaStella, con la loro inconfondibile maglia rossa.
Detto del lato prettamente sportivo della manifestazione, la serata è condita poi dall’intrattenimento e dalla convivialità.

PHOTO GALLERY 1

 

PHOTO GALLERY 2

Golasecca (VA) – 5^ Run For Avis – 15^ Tappa Piede d’Oro

(giovedì 12 luglio)
Partenza Run For Avis 2018
Partenza Run For Avis 2018 – Foto di Arturo Barbieri
E’ andata in scena, domenica 8 luglio, la quinta edizione della Run for AVIS, gara di 11 km per il percorso lungo e di 5,5 km per il percorso corto, oltre al minigiro Overmach per i più piccoli. La gara è tappa, ormai per il secondo anno, del celebre circuito del Piede d’Oro, e organizzata da Podistica Mezzanese con il sostegno dell’Avis di Somma Lombardo.

La location della gara era, ancora una volta, il Campo Sportivo Piero Torrani di Golasecca, da cui partiva il percorso che si snodava interamente nei boschi del Parco del Ticino, tra i comuni di Golasecca, Coarezza e Somma Lombardo.
Una corsa piuttosto impegnativa che noi amiamo definire un mini trail proprio per le sue caratteristiche principali, ossia sentieri boschivi con asperità tipiche dei trail: salite mozzafiato, discese tecniche e single track e con fondo prettamente sterrato, a tratti caratterizzato da sassi e radici.
Gli scenari che si attraversavano, erano comunque spettacolari, con improvvise aperture su campi sterminati e colline, senza dimenticare il meraviglioso passaggio attraverso una pineta secolare.
I nostri sforzi per tracciare e presidiare al meglio questo percorso, sembra che siano stati utili a portare tutti al traguardo, cosa non semplice visto che il bosco riserva sempre qualche sorpresa, perché tra incroci di sentieri e stradine, è facile perdere la direzione corretta e trovarsi completamente fuori strada.
Quello che comunque abbiamo potuto constatare all’arrivo, oltre la fatica evidente sul volto di tutti, è stato sicuramente l’entusiasmo di aver portato a termine la corsa, con tanto impegno, ma anche con tanto divertimento e questo ci rende molto orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto per rendere questo evento piacevole per tutti.
Per quanto riguarda il resoconto della gara, atleti davvero straordinari hanno conquistato le prime cinque posizioni che venivano premiate oggi per la competitiva del Piede d’oro.
In campo maschile, vince Argoub Rachid (Whirlpool), seconda piazza per Nader Rahhal (Arcisate), terzo Giuseppe Bollini (Circuito Running), quarto Fernando Coltro (Valbossa) e quinto Daniele Ravelli (Arcisate). In campo femminile, si aggiudica la gara, per il secondo anno consecutivo, Eugenia Vasconi (Team Di Bi), seconda Elena Soffia (Maratoneti Cassano), terza Chiara Naso (AttivaSalute Team), quarta Marta Dani (Valbossa) e quinta Sofia Barbetta (Valbossa).

(tratto da www.podisti.net, by Barbara Imbres)

Differenze tra blogger, webwriter e copywriter ?

 (venerdì 6 luglio)

Gli ultimi anni hanno visto il diffondersi esponenziale anche fra le mura di casa per una innata e sfrenata passione di avere un proprio spazio web. Un vero e proprio fenomeno di proliferazione che, nato fra le mura di casa quasi come fosse una ’emulazione’ di realtà ben più rilevanti e ambizione, ha finito letteralmente per divenire un “aspetto del nostro vivere quotidiano” (ce l’hai o non ce l’hai ?? L’avere un blog è divenuto un fenomeno di massa, realizzando il passaggio epocale dal classico diario dei segreti/dei ricordi cartaceo a uno strumento ‘più in linea con i tempi’ in cui custodire analogamente le stesse cose verosimilmente però con una forma più didattica.

Avere un “blog” è stato dunque il là per una vera e propria fonte di ruoli professionali, figure accomunante dalla passione per la scrittura su web cosiddetta “creativa“, sostanzialmente tre blogger,webwriter e copywriter, accomunate da una discreta padronanza della lingua italiana o forse per meglio dire capacità di modellarla in base alle esigenze, in ognuna delle quali poi germogliare e svilupparsi peculiarità che finiscono per caratterizzare le stesse. Chi riversa articoli “per il gusto di scrivere” ovvero mettendoci le sue passioni i suoi interessi

blogger webwriter e copywriter
Sovrapposizione nei ruoli fra blogger webwriter e copywriter

le sue riflessioni (blogger), con un occhio di riguardo alla gestione pure dei social; chi con l’obbiettivo di creare “contenuti di qualità” (web writer); chi si dipana per attirare l’attenzione di chi legge con un fine commerciale realizzando una call to action (copywriter).

 

Se dunque il blogger può essere pensato come il prototipo, da qui sono nate sostanzialmente tre figure “professionali” che si dilettano scrivendo sul web: il blogger, il (web)writer e il copywriter: tre modi dunque di intendere chi ha a che fare con la scrittura online ma che si diversificano per tenui sfaccettature. Non dunque distinzioni nette ma diverse specializzazioni di un “essere digitale e creativo” su web. Sfaccettature di una ‘eguale’ offerta, specializzazioni nate per rispondere a specifiche esigenze, le professioni di blogger, webwriter e copywriter (comprese quelle minori non riportate 1  2) si intersecano tra di loro, andando anzi paradossalmente a premiare la capacità di spaziare dall’un all’altra, tanto da non poterne tracciare una distinzione netta. Il successo di una campagna sta proprio nella sinergia tra di esse.

Da che parte stai ?
Chi sono ? .. (Dove vado ?) Cosa faccio ??

Di fronte ad un interrogativo che ci può porre legittimamente, non è però possibile compartimentare tra di loro queste figure, creare dei muri, dei tratti distintivi: come detto, ognuno è complementare all’altro, andando addirittura a premiare la capacità di spaziare dall’un all’altra quindi allargare il proprio raggio d’azione: così il copy si dovrà rapportare comunque con il web per espletare la sua attività, il webwriter dovrà avere una visione a 360° per arrivare al suo obiettivo.
Il blogger per me è “il poeta” quello che affascina il lettore, il copy è “il genio”, ‘quello che una volta letto il post trova il titolo che vale il click’, il webwriter è “il logico”, sa dove e quando!’: una definizione ad hoc per fare da spartiacque tra le tre.

E’ possibile poi individuare un connotato “cartina tornasole” che ha determinato una ulteriore specializzazione nel settore destinata a fare la differenza dal punto di vista professionale, ciò che in parte ha favorito la definizione di altre specializzazione: la SEO (Search Engine Optimization), ovvero l’arte di scrivere on line unita alla capacità di attrarre e ‘far rimanere sulla pagina’ il visitatore/lettore con buoni contenuti 1  2  3.

La riforma sul copyright ucciderà Internet e i suoi fruitori ?

(martedì 3 luglio)

Il prossimo 5 luglio il Parlamento Europeo si troverà a decidere su di una questione che, perlomeno nel nostro paese è rimasto assopito fino all’intervento di Di Maio: la riforma del copyright, cioè del diritto d’autore, volta ad armonizzare il gap esistente tra profitti e remunerazione sul mercato commerciale, approvato in via preliminare dall’apposita commissione parlamentare europea e che dovrà superare il banco di prova di tutto il legislativo di Bruxelles.

Riforma europea copyright
Alla vigilia di una direttiva europea sul copyright
 

Con essa il legislatore europeo ritiene di dover correggere un vuoto legislativo che ha permesso alle piattaforme che ospitano contenuti caricati dagli utenti (come YouTube) di evitare di pagare la relativa licenza per i contenuti stessi (musica, film, libri, ecc.), a scapito dell’industria culturale.
E’dal 2016 che l’Unione Europea caldeggia una riforma sul copyright volta a garantire ad editori e produttori che sviluppano e mettono in Rete contenuti non solo giornalistici una giusta retribuzione per il loro lavoro.
Come facilmente intuibile, è in corso un’accesa diatriba tra i maggiori produttori mondiali da una parte, Youtube e Facebook in testa, e gli editori/produttori dall’altra.
La direttiva è rivolta in primis alle piattaforme per l’uso dei contenuti protetti dal diritto d’autore, con Il fine di armonizzare il gap del valore tra profitti e remunerazione.

Il testo che sarà sottoposto al voto del Parlamento

Timori per sviluppatori e produttori di contenuti
Produttori e fruitori Internet ingabbiati sul libero uso della Rete ?

è finalizzato ad obbligare i giganti della Rete a pagare le royalties, non graverà pertanto sugli utenti finali ma così come si propone è destinato a creare panico sul “mare magnum” …

Sono due gli articoli che fanno più discutere, il numero 11 e il numero 13. Secondo l’articolo 11 i grandi network on line dovrebbero pagare nel caso di utilizzo di link e/o snippet (l’estratto di due righe che segue il link pubblicato dai motori di ricerca per anticipare all’utente il contenuto di una pagina web) avrà bisogno di un’autorizzazione da parte dell’editore del contenuto “a cui si punta” e/o citato e dovrà pagare a quest’ultimo un compenso. L’articolo 13 invece riguarda il diritto d’autore per opere artistiche caricate dagli utenti sulle piattaforme; prevede la responsabilità legale per piattaforme digitali tipo YouTube o Instagram, che dovranno inserire dei filtri, un algoritmo, capaci di individuare e bloccare il caricamento di contenuti protetti da copyright da parte degli utenti. Erroneamente, i contrari alla  possibile innovazione (tipo il vicepremier Luigi Di Maio) hanno già battezzato questa introduzione con il nome di “link tax“, ma non si tratta di una tassa quanto del pagamento di un diritto d’autore (da intendere come equo compenso per retribuire gli editori per l’utilizzo di un’opera protetta da diritto d’autore. Per poter indicizzare contenuti e permettere la visualizzazione dell’anteprima – snippet – i motori di ricerca dovrebbero pagare le testate, eventualmente sotto forma di abbonamenti).  Se il parlamento dovesse approvarla queste piattaforme dovrebbero inoltre ottenere una licenza per i contenuti di copyright consentendo in questo modo di generare un equo ritorno economico ai creatori. E pubblicare solo contenuti da parte di utenti che abbiano acquistato la licenza. L’obiettivo è risolvere quello che viene chiamato “value gap”, ovvero abbattere la forbice remunerativa che esiste nel mondo dello streaming tra quanto versano piattaforme come YouTube e altri servizi come ad esempio Spotify (addirittura, la prima arriva a pagare 20 volte di meno).

Di questa “causa” si è preoccupato anche direttamente il ministro Luigi Di Maio che ne ha parlato all’Internet Day lo scorso 26 giugno, prima di cui l’opinione pubblica in italia era del tutto ignara di ciò che stesse accadendo, che l’Europa stesse cioè dibattendo su un argomento che più o meno avrebbe influito su un aspetto della loro quotidianità.
Ed è diventato subito chiaro che questa riforma è davvero importante, con possibili conseguenze dirette su interi settori industriali, sulle persone che ci lavorano e non da ultimo sul diritto di tutti all’informazione.
Di Maio vede nel nuovo regolamento un pericolo, un possibile bavaglio per la rete: “Ci opporremo con tutte le nostre forze, a partire dal Parlamento europeo”. Una direttiva che, se approvata, il governo italiano potrebbe omettere di recepire.
Il vicepremier non è l’unica voce critica al provvedimento. In molti hanno espresso più di una perplessità davanti all’articolo 11 della riforma, ribattezzato link tax, che ‘ammazza’ i network fruitori di notizie, costringendoli a dipendere da una licenza a pagamento per potere continuare a segnalare le news provenienti da terze fonti. Una situazione che punirebbe i più piccoli e deboli, lasciando il campo libero a Facebook e a Google. Non solo: anche l’articolo 13 creerebbe non pochi cambiamenti nell’uso della rete: in pratica sarebbe vietato usare qualsiasi genere di contenuto di cui non si possiede il copyright.

Disaccordo Wikipedia
Wikipedia italiano oscurato

Chi il 3 luglio ha provato a fare una ricerca su Wikipedia si è imbattuto nella scritta: “Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet”.
Secondo la popolare enciclopedia digitale, la riforma sui diritti d’autore lederebbe la libertà on line e la stessa Wikipedia rischierebbe di chiudere.

Attorno a questa diatriba si sono facilmente create delle fake news che mirano solamene ad evidenziare ciò che di negativo potrebbe risultare passasse la direttiva:

1. Essere contrari alla proposta di direttiva europea non significa affatto essere contrari al diritto d’autore né non avere a cuore le sorti dell’industria creativa o di quella editoriale.  Il dibattito è volto esclusivamente a mettere nero su bianco proposta contro alcune disegualità del mercato dell’informazione. 
2. La proposta di direttiva non riguarda l’introduzione di nessuna nuova tassa né, tantomeno, di una tassa sui link. Piuttosto, prevede l’introduzione di una nuova forma di “equo compenso” che riguarderebbe gli editori a fronte dell’utilizzo commerciale di link e meta ai loro contenuti.
3. Essere contrari alla proposta di direttiva non significa consegnare Internet ai giganti del web come Google, Facebook & c.. Nel medio periodo è, probabilmente, vero l’esatto contrario. Sebbene obbligandoli a taluni adempimenti, la proposta di direttiva mette nelle mani dei big della Rete la responsabilità e tutti gli strumenti necessari a determinare una sorta di “dieta mediatica” di miliardi di cittadini del mondo. La “ricetta” starà verosimilmente nella capacità di aggregare contenuti, da offrire al pubblico a costo zero.
4. La proposta di direttiva non ha niente a che vedere con la libertà di stampa e la democrazia. Proporre un equo compenso salverà l’industria editoriale dalla crisi economico-finanziaria che sta attraversando e consentirà alla piccole e medie imprese di sopravvivere. 
5. Non è vero che la proposta di direttiva sul copyright abbia intenti censorei e neppure sia il risultato di accordi di sottobanco. Le sue origini sono, più semplicemente, da imputare alla circostanza che, purtroppo, è più facile riunire consensi attorno all’esigenza di difendere uno o più settori industriali ed altrettanti mercati che di difendere una o più libertà o diritti civili. Ma la responsabilità di questo stato di cose non può essere addebitata all’industria dei contenuti perché appartiene a ciascuno di noi e ai decenni di disinteresse.

A Samarate … con furore (o calore ??)

(domenica 1 luglio)

Benvenuti nel mese di luglio ! e benvenuti a Verghera di Samarate per la ‘Samaràa da Cursa’ … No non si tratta di due periodi a sè stanti che ho voluto semplicemente unire con una ‘e’. Voglio significare: cosa di meglio di iniziare il “mese-clou” dell’estate nella canicola di Samarate (non me ne vogliano i ‘Tre amici da paura’ alias “banda” Bonesini, Trogu, Busetto). Si aggiunga la partenza ‘atipica’ per le consuetudini estive delle 9.30 .. quando il sole bacia tutti “belli&brutti”.
Fatto sta, si è comunque in tanti sul campo polivalente di Piazza Milani per questa oramai classico appuntamento estivo del Pdo, giunto alla nona edizione e 14^ tappa del circuito.
Gia alle 8 la temperatura è .. ragguardevole, tanto (forse) da sfiduciare i podisti stessi nella fase di riscaldamento (mentre – paradossalmente – si cerca sempre un pò di umbrìa sul campo !). Ne approfitto per salutare gli amici di sempre: ecco i camminatori Gianfelice, Giovanna, Franco poi Graziella; Samuele, Stefano, Paolo e Daniela; Lorena, Omar, Antonio e poi Giuseppe; Michele, Mario e Luciano.


Dopo aver lasciato spazio ai piccoli con il loro minigiro ‘Overmach’ (2 giri della pista di atletica alias 800 metri), tocca agli over e 5 minuti più tardi ai ‘n’walkers.
Giro di lancio sull’anello e poi fuori dal cancello per procedere lungo il classico circuito di 9 km che, a parte un paio di passaggi su asfalto, si articola sostanzialmente nei boschi limitrofi fortunatamente in linea, lambendo la superstrada della Malpensa.
Un continuo susseguirsi di piacevoli (e ombreggiati) passaggi boschivi che ci terranno compagnia per buona part del percorso.

 

 

 

Mi ero ripromesso una “gara di testa” ma così non è stato … rimandato a tempi migliori: anche se la partenza è contenuta, sto nella ‘pancia’ del gruppo, parto consapevole di non spingere ma con l’intenzione di fare “la mia” gara, la seconda parte si rivela essere quasi un calvario: nonostante l’andamento assolutamente gestibile vado spesso “fuorigiri” e ritrovare la determinazione e concentrazione necessarie per procedere non mi è facile !!
Gli ultimi chilometri li faccio in compagnia di Giovanni La Grutta e Gaetano Rega e una ragazza con cui tiene il passo …
Con un pò di amarezza per “l’incompiuta” ecco affrontare l’ultimo tratto agreste prima di sbucare nella zona parcheggi antistante la pista di atletica e il corridoio finale (che a qualcuno è costato caruccio mi risulta !) che immette sulla pista dove a salutare tutti i “FINISHER” di giornata è lo speaker Daniele Bonesini.

Qua potete trovare il reportage fotografico dell’amico Arturo Barbieri.

Con questo appuntamento col Piede d’Oro saluto la comitiva in quanto per altri impegni dovrò saltare le prossime due (.. qualcuno sentirà la mia mancanza ??! .. bbohhh … ! -); tranquilli non sono le ferie né le Maldive né le “Seiscelle” -). Quindi non avrete miei resoconti a riguardo per qualche settimana ! …

Un saluto dalla Valcuvia e buona estate !

 

La ‘Quatar pass’ non tradisce mai !! …

(domenica 24 giugno)
Tracciato Quatar Pass par Arcisà 2018
Tracciato Quatar Pass par Arcisà 2018

Stamani appuntamento con la classicissima ‘Quatar pass par Arcisà’ organizzata dall’Atletica Arcisate, una delle più longeve giunta alla 33^ edizione, all’interno della locale ‘Sagra del Pesce’.
Come da copione, l’appuntamento odierno si presenta come uno dei più  interessanti per sviluppo ma “temuti”per varietà e profilo del percorso del circuito varesino. Attese non smentite !!
Nella cornice del suggestivo Parco Lagozza come sempre ritrovo dell’appuntamento. Fortunatamente, la mattinata non si apre con la caldazza che si temeva (e che proprio per lo sviluppo della gara avrebbe “complicato” le cose !).

Trovato Ruggiero per il ritiro del braccialetto dell’iscrizione, gironzolo un pò per lo spiazzo antistante, e via con i primi saluti: Riccardo Luccherini e Lorena Castiglioni, Paolo Daniela Franca Mario e Gianni, gli amici del 7 Laghi Runners e della Podistica Mezzanese con il Samu fresco vacanziero fra gli altri.
Consuetudine che sto prendendo “giocosamente” quando ve ne é l’occasione, mi accodo a Lorenzo ‘Il Piratino’ a Enea e agli altri bambini per il loro giro (che non scherza affatto mi vien da dire !!) per improvvisare un riscaldamento che prolungo poi con l’amico Luciano Dalle Fratte.

Quatar Pass par Arcisà
La Fotona di Arcisate

Alle 9 la partenza dall’interno del parco e la strada si snoda già in leggera salita  per un giro di lancio verso la zona industriale. Conscio di quanto ci attende, saggiamente mi colloco nelle retrovie alla partenza con gli amici Giuseppe della Cardatletica, Michele Immobile, Samuele, Nadia e gli altri della PM.

Nemmeno un chilometro e, affrontato un breve ma impegnativo strappo a mò di tornante, siamo nei boschi e campagne limitrofi che faranno da padroni alla gara con uno sviluppo che non dà tregua. 

Alcune variazioni al tradizionale tracciato per renderlo più muscolare ed accattivante, in particolare nella prima parte ‘campestre’. A parte il passaggio su campi o sterrati l’itinere è caratterizzato da stretti sentieri con passaggi talvolta impegnativi che gioco forza costringono a procedere in fila indiana (almeno per chi segue; per chi è nel primo gruppo immagino sia un’altra storia).

Tracciato che si sviluppa lungo le vie della zona industriale e i boschi e campagne che attorniano il paese della Valceresio.

Primo scollinamento per un breve passaggio su una strada interna ed è già ora di EoloTime con gli amici Aldo e Renato ….

Quatar Pass par Arcisà - Alessandro Giancane
Quatar Pass par Arcisà – Alessandro Giancane
Quatar Pass par Arcisà, Stefano Caruso
Quatar Pass par Arcisà, Stefano Caruso
Quatar Pass par Arcisà, Andrea Marzio
Quatar Pass par Arcisà, Andrea Marzio
Quatar Pass par Arcisà, Luciana Bernasconi e Lorena Castiglioni
Quatar Pass par Arcisà, Luciana Bernasconi e Lorena Castiglioni
Quatar Pass par Arcisà, Samuele Pari
Quatar Pass par Arcisà, Samuele Pari
Quatar Pass par Arcisà, Sergio Castagna
Quatar Pass par Arcisà, Sergio Castagna

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Col quinto km o poco più si torna su asfalto per affrontare un altro tratto impegnativo in salita. A seguire nuovamente ci si tuffa nei boschi e quindi un lungo tratto attraverso gli estesi campi di granturco che culmina nei pressi dell’agriturismo Mirabello per ridiscendere poi a pata ‘verta verso l’abitato di Arcisate.
Ma non è finita qui: giunti nei pressi di una importante rotonda attraversiamo “il complicato” sottopasso e così dirigerci verso l’ultimo km di giornata che ci riporta nel verdeggiante parco.

L’ultimo tratto lo faccio al passo con Elisa Bionda, con la quale ho condiviso pure buona parte del percorso quasi a rincorrerci: quattro chiacchiere e viaa a rincorrere le ultime centinaia di metri per un arrivo comunque festoso e “freestyle”, salutato (e salutati) dallo speaker Felice Del Giudice.

 

 

 

 

 

Per la cronaca, a vincere l’edizione 2018 al maschile e al femminile sono gli stessi detentori della manifestazione cioè Matteo Borgnolo e Rosanna Urso.

E’ sempre ‘In Festa con Silvia’

(lunedì 18 giugno)

Tradizionale appuntamento questo weekend (sabato 16 e domenica 17 giugno)  con il torneo amatoriale di pallavolo ‘In festa con Silvia’ manifestazione sportiva a squadre miste organizzata in maniera impeccabile dalla società locale di San Carlo dell’energico, combattivo e sempre sorridente presidente Mauro Morgera.

Da alcuni anni riunisce sottorete all’inizio dell’estate tanti amici che hanno avuto occasione di conoscere la solare Silvia “con la pallavolo nel cuore”, moglie del presidente Morgera. ‘Ed è proprio con il sorriso e la pallavolo che i suoi amici intendono ricordarla …’ – rubo le parole da un altro network -.

Appuntamento che, ancor prima di un torneo, vuole essere un contenitore di sport, intrattenimento (anche per i più piccoli) ed allegria per i partecipanti a mò di festa ‘di quartiere’; e con un occhio alla solidarietà in quanto il ricavato viene devoluto in beneficenza.

 

Al via della due-giorni, per il cui patrocinio non è voluto mancare il Comitato  PGS di Varese con la presenza di alcuni arbitri, dodici squadre di ragazzi e ragazze – chi la pallavolo la vive ancora in prima linea chi, seppur “discostato”, ne fa ancora la sua passione -, ma anche con il coinvolgimento degli allenatori di tutta una stagione, impegnati sui due campi utilizzabili quello della palestra del Centro Giovanile San Carlo e quello outdoor attiguo. Bello è stato vedere così riuniti tanti ragazzi, allo stesso modo ogni squadra giocare la palla “a tutta”, esibendosi anche in azioni ‘al limite’, impegnarsi così alla stregua di un qualsiasi torneo ufficiale, ma sempre con un “tesoro” nel cuore.

Esaurita la fase eliminatoria fra il pomeriggio del sabato e la mattinata della domenica fino alle 15, secondo la formula del torneo le prime due classificate di ognuno accedevano alle semifinali e infine la finalissima.

 

 

A fare gli onori di casa Mauro con il suo sorriso accogliente coadiuvato dalla preziosa collaborazione di un valido staff di collaboratori che dai campi di gioco all’aggiornamento dei risultati, al bar alle cucine agli ambienti esterni si è prodigato per far girare al meglio la macchina organizzativa.

Giunto alla terza edizione, la PGS San Carlo rimane così fedele (.. e capsace) nelle sue intenzioni, unendo il lato meramente sportivo del torneo-memorial il coinvolgimento (della comunità) e una irrinunciabile condivisione immersi in una tipica atmosfera di ‘festa di paese’. 

 

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Vedi, a fianco del lago d’Iseo …

(lunedì 18 giugno)

Domenica fuoriporta per il gruppo sportivo del CB S. Andrea che, complice la sosta del circuito varesino di corse del Piede d’Oro, oggi (ieri,ndr) ha preso parte al ‘Giro del Lago d’Endine’ in provincia d Bergamo.

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Situato ad ovest del più blasonato e “gettonato” (ma dimostrerà di non essere da meno) Iseo, Il lago di Èndine, o di Spinone si trova  nella Val Cavallina, Situato a 337 m s.l.m. e presenta una superficie di 2,1 km² (poco più di 1/6 del vicino Iseo); sviluppa un perimetro di circa 14 chilometri ed è diviso tra i comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago.

       

 

Il lago occupa la parte centrale della valle, donandole caratteristiche peculiari tra cui una variegata flora spontanea. Con una forma allungata, il lago è alimentato, com’è tipico dei bacini montani, da numerosi torrenti che scendono dai monti circostanti e ha un unico emissario, il Cherio, che scorre poi nella pianura per andare a confluire nell’Oglio.
Caratteristica come detto la flora: le rive alternano fitti canneti, luogo di riproduzione della ricca fauna ittica e rifugio per la fauna avicola, a piccole spiagge molto frequentate nei fine settimana dai turisti che vi possono piacevolmente sostare apprezzandone gli spazi.
Le acque, sufficientemente limpide, tendono ad assumere un caratteristico colore verde scuro.
L’abitato e il territorio circostante non presentano interesse monumentale di grande rilievo a parte il castello medievale dei Suardi situato a Bianzano, da cui si potevano controllare i traffici sul lago. I piccoli paesi rivieraschi hanno chiesette ricche di opere d’arte. 
Nei giorni più freddi dell’inverno il lago si ricopre di uno strato di ghiaccio e si può percorrere a piedi e in alcuni punti con i pattini o in bicicletta (per quanto vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza).

Partiamo di buon’ora per poter raggiungere agevolmente la località di Endine con il suo centro sportivo (con l’autopulmann riusciamo a parcheggiare a ridosso della partenza !) ove è posta la partenza con alcuni “intrusi”, di modo di poter procedere al ritiro pettorali e a fare qualche passo “around”.

 

La “10 Miglia del castello” sul lago di Endine, è una corsa unica nel suo genere, la sua peculiarità sta nel completare il giro di questo, se pur piccolo, grazioso lago.
Il percorso, infatti, è stato pensato per esaltare la bellezza degli scorci lacustri e non, come il castello di Monasterolo e la graziosa Piazza nella frazione San Felice al lago, che si susseguono rapidamente, sottolineando colori, vegetazione e fauna. Lo start della corsa avviene nell’area sportiva di Endine Gaiano, centro che poggia all’estremità nord del lago, nel cuore della Valcavallina, procedendo verso il lago d’Iseo dove si incontra la “Valle del freddo”, caratterizzata da una tipica flora di alta montagna come stelle alpine e rododendri ad un’altezza di 350 mt sul livello del mare, oltre ad un bellissimo borgo e alla chiesa del XXIII sec. Lasciato l’abitato di Endine Gaiano, prosegue slungo la statale verso Ranzanico, dal cui “terrazzo” è possibile godersi l’incantevole lago, circondato da splendidi paesaggi montani.
Proseguendo la corsa incontra Spinone al lago, centro termale famoso per le sue numerose sorgenti di acqua sulfurea, rinomate per le qualità terapeutiche. Superato l’abitato di Spinone, la corsa arriva al suo giro di boa con l’emozionante passaggio all’interno del Castello di Monasterolo, affascinate e tangibile segno di storia Medioevale.
Costeggiando per lunghi tratti il lago la corsa prosegue, prima di transitare per la suggestiva piazza di Monasterolo del castello.
Da qui in avanti le emozioni si susseguono senza sosta, dapprima passando nella piazza di San Felice, ridente frazione di Endine, poi con paesaggi naturalistici a “tu per tu con le rive del lago”, circondati da una natura incontaminata che saprà catturare l’attenzione dei runners fino all’arrivo.

Benché “minore” il lago ci accoglie in tutto il suo splendore oggi !
Quasi 1500 partecipanti alla gara provenienti perlopiù dalle province limitrofe di Varese, Milano, Cremona oltre che ovviamente ad una massiccia dalla bergamasca con qualche presenza straniera (in zona partenza ci si imbatte in qualche conoscenza ‘de no’artri’: Atletica Verbano, GAM Whirlpool e Runner Varese), pronti a sfidarsi su questo tracciato praticamente in linea

 

 

che si articola quasi completamente lungo le rive dello specchio d’acqua ad eccezione di alcuni passaggi disegnati all’interno alternandosi fra asfalto (passaggio sull’attigua statale fino al quinto km) e stradine interne (parte finale) e il piacevole camminamento lastricato del lungolago intervallato da alcune passerelle direttamente sul lago e alcuni ponticelli nei tratti più interni  che ne fa ammirare i riflessi e le peculiarità che la arridono, per uno sviluppo complessivo di quasi 17 chilometri.  

Nonostante la giornata si apra relativamente fresca, e ciò fa ben sperare tutti quanti (!!), allo scoccare del passaggio dalla statale alla sottostante passarella SBBAMMM il sole è là ad attenderci in tutta il suo “splendore” ! Seppur lungo il procedere si alternino  passaggi ombreggiati ad altri più esposti non cesserà di “illuminarci” sino al termine !

      

 

 

 

 

    

Complimenti poi al coriaceo Dante Morandi M75 dell’Atletica Verbano che, unitosi a noi, è arrivato 2° di categoria con il tempo di 1h40’32”, e Rodolfo Bellomo del GAM Whirlpool M60 con 1h15’04”.

Per il prosieguo della giornata, il dopo corsa si consuma spensieratamente in un gradevole agriturismo della zona, prima del rientro.