‘Caminava Sota l’Ursa’, simpatica allenante IVV a Besano

(domenica 18 febbraio)

Dopo aver speso le ultime settimane per un motivo o per l’altro poco allenanti forse, ecco che per l’ultima prima della classica stagione del piede d’Oro mi reco con gli amici Angelo, Grazia, Giovanni e Francesca a Besano per una “alternativa” uscita con una tappa dll’IVV, a memoria … meritevole di essere fatta (anche per l’altimetria devo dire !). Tre come di consueto i percorsi proposti: 6, 15 e 23 – che poi saranno qualcosa di meno – chilometri che si snodano fra le strade e i sentieri boschivi di Besano, Bisuschio e Porto Ceresio con il suo lungo lago. Come c’era da aspettarsi, diversi gli amici della consueta carovana che incontro tra cui a giochi fatti il mitico Giulio “Lo Squalo” Dorigo – classe 1936 – Roberto e altri due personaggi frequentatori del PO con i quali affronto gli ultimi km di giornata. Foto ‘di rito’ con gli amici e il 7LaghiRunners e vviaaa dapprima attraverso le stradine del centro ma nel giro di poco già ci si ritrova su sterrato e le nostre amate ascese (e discese) nei boschi circostanti, che ci faranno compagnia per buona parte dello sviluppo …. Messi alle spalle gli abitati di Besano, Cuasso al Piano e Bisuschio con passaggi in quei di Arcisate ridiscendiamo verso le strade e il lungolago (qui il “lungo” non è un caso !!) – affascinante come sempre, peccato per la mattinata un pò tersa !! – di Porto Ceresio con lo sguardo perso fra la profondità dello specchio d’acqua e i suoi cigni da una parte e qua e là le bancarelle domenicali dall’altra.

Al termine della passeggiata dietrofront per recuperare il centro cittadino costeggiando la provinciale (…), quindi attraversamento pedonale per gli ultimi tre chilometri belli tosti (d’altronde occorre risalire al paese della partenza !!), da “bere-tutti-dun-fiato” per i più audaci e … temerari … IO NO 🙂 :). Se l’ascesa percorsa è di per sé importante ancor più mi vien da pensare – ma poi avrò modo di condividere con chi ha optato per la distanza massima – quando mi imbatto nella deviazione per i 23 km, una rampa “tostatosta” su sterrato e un andamento non certo tranquillo e scorrevole mi diranno poi. A questo punto, manca circa un chilometro che copriamo praticamente passando dalle strade di paese a zigzagare fra i camminamenti su pavé che ci riconducono all’oratorio Don Bosco di Besano.

Il tempo finale ?? Mi importa relativamente – anche perché in primis volevo tastare le sensazioni “riprendendo a rullare” su sterrato e nei boschi -, alla partenza poi  non ho guardato l’orologio ! … Sensazioni positive posso concludere, anche se cionostante il passo e “la testa” (che mi vien da etichettare stamattina come il ‘fulcro’ della macchina runner) rimangono quelli di sempre ahimé ! Vabbé comunque una tappa preparatoria e di avvicinamento …. le prossime settimane diranno su quanto seminato !!

E’ arrivato BootStrap v. 4

(venerdì 16 febbraio)

Cullata e plasmata nelle versioni beta dalla seconda metà del 2017, l’inizio del 2018 ha visto il rilascio della versione stabile di Bootstrap 4.0, il più noto framework Open Source utilizzato per lo sviluppo di progetti ed applicazioni web responsive e mobile first. L’aggiornamento presenta diverse novità sia dal punto di vista delle feature sia per quanto riguarda gli strumenti di base, con un lavoro determinante di revisione e integrazione dei template di base.

Bootstrap 4 abbandona Less in favore di Sass ottenendo tempi di compilazione più rapidi grazie a Libsass; nel contempo il toolkit è stato reso conforme alle specifiche Flexbox per migliorare il focus verso i dispositivi mobile.

Da evidenziare inoltre l’introduzione di nuovi componenti per i layout, le Cards, che offrono dei contenitori facilmente estendibili e flessibili per i contenuti delle Web applications.

Con questa versione è stata rivista l’implementazione delle potenzialità responsive del file di Normalize.css con il supporto di un unico file Sass, mentre le opzioni per la personalizzazione sono state migliorate e integrate con nuovi strumenti. Anche diversi elementi per la stilizzazione (ombre, gradienti, transizioni..) sono stati definiti tramite variabili Sass: in questo modo, per effettuare una qualsiasi modifica basterà effettuare l’aggiornamento di una variabile e ricompilare il sorgente.

La nuova versione del toolkit abbandona di fatto la compatibilità con Internet Explorer 8 e 9.

Inoltre, i plugin JavaScript sono stati riscritti in funzione delle specifiche ES6; mentre Popper.js diventa la libreria di riferimento per tooltip, popover e dropdown. Sono stati profondamente revisionati anche i tools gestori dell’istradamento del flusso di dati con npm che prende il posto di Grunt.

Preprocessori CSS

(venerdì 16 febbraio)

Non tutti sanno (me compreso !) che buona parte delle potenzialità offerte dall’utilizzo dei fogli di stile CSS ovvero CSS3 sono permesse dai preprocessori, programmi ideati per rendere più veloce ed ottimizzare la scrittura dei fogli di stile all’interno di un sito web (si pensi alle porzioni di codice racchiuse tra parentesi graffe in cui vengono inserite le regole CSS) .

Lasciando perdere i dettagli che stanno a monte di queste strutture, quindi evitando di parlare del linguaggio C (che è un po’ il papà in materia), di preprocessori sentiamo parlarne anche a proposito dei CSS, qui introdotti per superare e risolvere alcuni limiti propri del costrutto (poter cambiare una serie di colori, riutilizzare delle parti ridondanti di codice e operazioni matematiche particolari, definire ad hoc delle classi), per i quali occorre citarne due, simili tra loro nell’utilizzo differenti per alcune regole sintattiche (ad es. la definizione delle variabili viene fatta con il simbolo $ nell’uno e con la @ nell’altro) e nella complessità: Sass e Less il cui pregio è di poter definire delle regole evitando di doverle poi ripetere nel corso del programma, rendendo così più leggero e scorrevole il codice, ciò in base al principio DRY (“Don’t Repeat Yourself“).

A partire dalla versione 4, Bootstrap ha deciso di scrivere il proprio codice in Sass abbandonando in questo modo Less.

Per ulteriori approfondimenti sui due preprocessori Less e Sass fare riferimento qui o qui.

Ritorno alla ‘Palaschi’ con una under16

(domenica 11 febbraio)

Ritorno nel tardo pomeriggio alla Palestra ‘Falaschi’ di San Fermo per dirigere la compagine under 16 di casa contro le coetanee di Orasport Gazzada.
Se già nel precedente resoconto paeravo di una necessaria presenza dell’arbitro per un corretto lineare andamento della gara, in un contesto di “u16” l’attenzione è ancora più richiesta. Peraltro, vuoi anche perchè il torneo primaverile è appena iniziato, le due compagini scendono in campo senza nervosismo né tensioni. Il riscaldamento fa però trapelare qualche fragilità in palleggio per ambedue.
In ambo le squadre le atlete sono equamente distribuite quanto ad annata, per cui si tratta di due compagini comunque “livellate”. Peraltro, soprattutto nella prima parte della partita, la squadra di casa mostra un gioco più sciolto e disinvolto, mentre le giocatrici di Gazzada pur non sfigurando fanno fatica ad esprimersi al meglio  e ad essere convincenti; questo vale essenzialmente per i primi due set giocati …
Atlas dunque si mostra da subito come squadra aggressiva e molto duttile, capace di una copertura a tutto campo, con un buon gioco di squadra, dinamica e non priva di astuzia sportiva sottorete (e buona parte di queste doti le ha snocciolate nella partita di stasera).
Se forte di questo carisma e del fattore campo ha così “spadroneggiato” nei primi due set, riuscendo a scavare dei buoni breaks (25-6, 25-4), nel terzo Orasport sembra aver cambiato volto e, dopo una prima parte a braccetto (1-1, 2-3) prende poco alla vola dei buoni gap (6-1010-14, 12-17) e riesce a matare le locali al termine di un bel parziale in cui non volevano concedere nulla a San Fermo (30 minuti registrati a referto).
‘Riallineate” dalla panchina per un parziale giocato sottotono sfilacciate, col quarto Atlas si riprende (5-2, 6-311-5) e, al termine di un set intenso quanto ad impegno di ambedue, ha la meglio 25-9.

Due passi … sulla ciclopedonale del lago di Varese

(domenica 11 febbraio)
Stamane solito ritrovo con gli amici del CB per una sgambata su uno dei classici “percorsi di riscaldamento” fuori-stagione: ritrovo a Biandronno per ridiscendere sulla ciclabile del lago di Varese. La prospettiva oggi è di riuscire in un bel ‘lunghetto’, in vista dell’appuntamento prefisso di metà giugno ..
Come sempre, “concessa” piena libertà di come interpretare l’uscita: ecco dunque chi approcciando in modo pseudo serioso (Luigi), chi “all’inseguimento” (io), chi per fare una bella camminata in compagnia (il Press, Gianfelice, Giovanna e Osvaldo, gli “ospiti” Antonio Spoti  e la moglie Aureliana Vanzago.
Nel giorno dell’edizione numero 86 (!!) della Cinque Mulini in quel di San Vittore Olona, a cui partecipano diversi amici runners, e della ‘Salamellando’ di Abbiategrasso, spersi nella nebbia, noi optiamo per uno pseudo-lungo: ne escono così 16 km per gli “audaci”, da Biandronno fino alle porte di Azzate (arriviamo fin al magniloquente viale dalle alte betulle (??), poco distante dall’altro riferimento per i runners del Centro Commerciale.
Lungo il percorso metà asfalto e metà sterrato notiamo una cospicua presenza di ciclisti e runners che in un modo o nell’altro approfittano di queste domeniche per rispolverare le scarpette e riavvicinarsi al running, a prescindere dai propri obiettivi.
Così percorsa la stimata ma segnalata distanza degli 8 chilometri giro di boa per tornare al punto di partenza. Ritorno che decido di percorre – momenti “di stacco” a parte – corricchiando con l’amico Gianluigi il quale “in spolvero” ben presto riprende in solitaria ! …
Vabbé l’importante è divertirsi tutti quanti in queste domeniche !

XXVI Giornata Mondiale del Malato

(sabato 10 febbraio)

 

L’11 febbraio di quest’anno ricorrono i 160 anni dalle apparizioni di Lourdes (1858). La Vergine Santa si mostrò alla giovane Bernadette Soubirous presentandosi ad essa con il titolo di Immacolata Concezione, confermando di fatto quanto era stato definito come dogma dal Beato Papa Pio IX, appena quattro anni prima (1854).

La presenza di Maria a Lourdes è stata, fin dal primo momento, grazie anche alla testimonianza semplice e bella, ma allo stesso tempo faticosa e travagliata di Bernadette, legata al fiducioso affidamento che i fedeli fanno della propria vita a Lei, Madre del Signore,per consegnarle le proprie sofferenze, i propri dolori, le proprie malattie sia fisiche che spirituali.

Fin dai primi tempi, numerosissimi pellegrini, alcuni di essi colpiti da gravi infermità, hanno raggiunto la città francese. E’ stato principalmente questo il motivo che ha spinto il Papa Giovanni Paolo II, a disporre che a partire dal 1993 la memoria della Vergine di Lourdes divenisse Giornata Mondiale del Malato. Quest’anno siamo alla XXVIima edizione. Tema: “Ecco tuo figlio … Ecco tua madre. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sè“.

L’invocazione a Maria “Salute degli Infermi” manifesta con forza la fede nel potere della Vergine di guarirci dai nostri mali ….

 

(tratto da La Domenica, periodico religioso)

Prologo del torneo primaverile 2018

(venerdì 9 febbraio)

“Antipasto” del torneo primaverile PGS 2018 stasera al Centro giovanile San Carlo di Varese con la squadra under 14 che anticipa la prima gara del girone VA06 al venerdì rispetto al calendario ufficiale che scatta domani, contro le coetanee di San Paolo di Gallarate.
Come consuetudine, approccio alla gara studiando le due squadre sin dal riscaldamento, e già da qui si nota la maggiore determinazione nei fondamentali delle locali a discapito delle avversarie.
Da dottrina l’u14 è un primo spartiacque per quel che riguarda il “livello d’allerta” sulle dinamiche per l’arbitro e di “permissività” alle squadre, ciò in funzione del livello delle stesse.
Partita tutt’altro che scontata invece per le ragazze di S. Carlo che, benché dimostrino un gioco più organico e ‘collaborativo’, pur mantenendo quasi sempre un break positivo, dopo un avvio convincente (4-0) devono ricredersi: San Paolo contro le aspettative e forse nella inesperienza delle ragazze non rimane a guardare e complica i piani alle locali, imbastendo un gioco “alla pari”. Per buona parte del gioco le due formazioni procedono a braccetto (5-5 e 7-6 nel primo set 8-9 e 15-13 nel secondo; 7-6 nel terzo periodo); ambedue le squadre giocano “atipicamente” (leggi “per una u14”) a tutto campo, lasciando ben poche volte la retrolinea scoperta, e capaci entrambi di un gioco su palloni alti .
San Carlo che anzi dopo un set e mezzo “smette il vestito bello” e risente della grinta delle avversarie, pronte a rientrare sui gap registrati, faticando non poco per tenere testa.
Gara abbastanza lineare e condotta ‘da buon padre’, con pochi interventi da sanzionare.
San Carlo che sostanzialmente è parsa al di sotto delle reali capacità già appezzate nel gruppo.

Qual’è la differenza tra blogger e giornalista (ma esiste questa differenza)?

(giovedì 8 febbraio)

Ci sono professioni che possono fare la differenza. E che possono segnare la vita delle persone. Una di queste è quella del giornalista, ma qual è la differenza con il blogger? Ci sono dei passaggi da seguire per definire le divergenze?

Questa è la domanda che assilla un po’ tutti quelli che si trovano coinvolti nella creazione dei contenuti scritti: qual è la differenza tra blogger e giornalista? So bene che sto camminando su un terreno scivoloso, quasi pericoloso.

Qual è la differenza tra blogger e giornalista

 

Chi è e cosa fa un blogger online

Inizio con un passaggio: chi è il blogger e cosa fa per portare il pane a casa? Il punto è che con questo termine-ombrello si intende di tutto.

Hanno buttato nel pentolone quello che scrive articoli per le aziende, quello che si occupa del piano editoriale e anche quell’altro che si propone come influencer.

Queste figure hanno poco da condividere con il giornalista. Restringo il cerchio e metto sul piatto della bilancia, insieme al giornalista, il blogger inteso come autore indipendente che scrive, crea video o pubblica podcast attraverso una prospettiva lontana dalle logiche proprietarie del padrone.

Da leggere: come trovare lavoro come blogger

La vera anima del nostro blogger

Il blogger nasce come appassionato che lascia su uno spazio personale le proprie idee e opinioni su un tema. Oggi le cose sono cambiate, i blogger si prestano alle strategie di marketing e sono al soldo delle aziende. Ma io direi di partire da questo punto, non credi? Il blogger è un autore indipendente e che magari viene ingaggiato per essere tale. Mi sembra una buona partenza, ma forse c’è qualcosa da aggiungere.

Chi è e cosa fa il giornalista

Qui si potrebbe scrivere un libro, non è facile dare tutte le nozioni che ruotano intorno a questa professione. Quindi mi limito a inserire la definizione di Wikipedia:

Il giornalista è un professionista del settore dell’informazione; si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie per poi diffonderle (…). Il giornalista redige articoli, inchieste (o reportage) o editoriali per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, che vengono pubblicate sui mezzi di comunicazione di massa (carta stampata, radio, televisione, internet).

Ok, commentiamo. Qual è la differenza tra blogger e giornalista? Di certo la prima figura non va oltre il web e la carta stampata resta un affare del giornalista. Lo stesso vale per la Tv e la radio, anche se il blogger ri-media queste tecnologie e le trasforma in video e podcast. E a pensarci bene anche il blogger dovrebbe scoprire.

E analizzare, descrivere, scegliere notizie. Solo che lo fa in modo diverso e con mezzi indipendenti. O magari viene ospitato su testate giornalistiche che hanno bisogno di una caratteristica particolare: la sintesi tra stile personale e indipendenza.

Come diventare giornalista

A differenza dei blogger, i giornalisti devono superare un percorso per diventare tali. E per poter conquistare il famoso tesserino. Qual è la strada da seguire? In primo luogo devi sapere che ci sono due figure essenziali in questo scenario:

  • Giornalista pubblicista
  • Giornalista professionista

Il primo scrive in modo retribuito ma non esercita con costanza: per ottenere il tesserino devi pubblicare per minimo due anni con regole che variano. Il secondo, invece, lavora ogni giorno nel campo dell’informazione e deve superare un esame di Stato. Per maggiori informazioni puoi consultare l’Ordine dei giornalisti.

Mi piace l’idea: il blogger, chiamato nelle redazioni dei giornali online, si intrufola nei portali e pubblica articoli con la propria firma. Che vanno oltre la cronaca, l’enumerazione dei fatti. L’autore prende un tema e lo fa esplodere, oppure conduce un filone in modo indipendente. Senza legami e obblighi. Ma rispettando le regole:

  • Obbligo di rettifica e replica.
  • Presunzione d’innocenza.
  • Verifica e tutela delle fonti.
  • Tutela dei soggetti deboli.

Questi sono solo una parte dei punti espressi dalla carta dei doveri. Un documento che ogni giornalista dovrebbe rispettare. Ma anche ogni blogger. In fin dei conti la mia idea è semplice: il tempo passa e queste figure sono sempre più simili.

Vero, sei giornalista sulla carta quando sei iscritto all’ordine. Ma è veramente questo il punto che fa la differenza nella creazione e nella gestione dell’informazione?

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Differenza tra blogger e giornalista

Questa è la differenza tra blogger e giornalista secondo me. Alla base della riflessione c’è la capacità di questo professionista (perché il blogger è un professionista) di andare oltre determinate regole. E di superare i binari imposti dalle redazioni.

Ma non dai doveri. Fare informazione attraverso il blog è possibile, ma ci sono dei passaggi imprescindibili che secondo me vanno oltre l’iscrizione all’albo dei giornalisti. Sei d’accordo?

 

(tratto da www.mysocialweb.it)

.. Una tranquilla sgambata !

(venerdì 3 febbraio)

Uscita pomeridiana “dalle mie parti” oggi, lungo la ciclabile che dal mio paese arriva sino a Rancio Valcuvia. Le sensazioni sono buone ma “voglio staccare” concedendomi un’uscita abbastanza soft prediligendo un percorso sì in falsopiano ma non impegnativo. Dunque eccomi sulle ‘solite strade’ che mi accompagnano nelle campagne retrostanti prima di imboccare la sopracitata ciclabile ‘Valli del Verbano’; procedendo, noto che inizio a gestire (?!!) i cambi di passo e “ad alternare” (…), forse favorito dal percorso in linea – buon segnale “di testa” ! -. Mi metto alle spalle il terreno dell’Ema e dopo poco più di un chilometro ‘Il Vallone’ dell’amico Mattia, che non esito a salutare -; quindi via lungo l’ultimo tratto realizzato in ordine cronologico – molto bello da percorrere anche camminando -, che curva e controcurva attraversa i boschi limitrofi fino a riavvicinarsi alla sede della provinciale dov’è posta una deviazione: o l’uscita verso l’attigua stazioncina dei pulmann o proseguendo dritti per continuare verso Germignaga e Luino. Opto per la 1) ed ecco la rotatoria che rappresenta un pò il “target” per le mie uscite da qualche tempo.
Ad attendermi è poi lo strappo di via Giovanni XXIII che dalla sede stradale principale risale al municipio e le scuole elementari del paese: uno strappo di 300 metri circa non “hors-de-catégorie” ma di cui gli ultimi 20 – quando sei già al limite, almeno il sottoscritto – sono terribili (!!!). Giunto poi ‘in cima’ odi il vociare altisonante dei bambini nel vicino parco giochi mentre tu arrivi alquanto trafelato e – come fatto stasera – non puoi evitare di “gridare” il tuo impegno.
Proseguo poi per la via parallela che dal campo sportivo ‘Frattini’ locale riporta verso la frazione di Cavona e, per terminare lo scarico, riprendere la ciclabile ripercorrendola fino al campo dell’amico Emanuele (tratto che riesco a fare ‘tutto-dun-fiato‘, rincorsa già cominciata sulla ridiscesa precedente di via per Rancio, e di buona gamba). Quel che mi rimane per tornare a casa praticamente ‘scarico-dello-scarico’: corricchio, cammino, corricchio per recuperare quanto speso in precedenza.

SEO Copywtriting: saper scrivere non basta

(venerdì 2 febbraio)

La scrittura SEO e le sue tecniche, come farsi trovare dai motori di ricerca. Come scrivere un articolo per il vostro blog aziendale o professionale e ottimizzarlo per i motori di ricerca? Ovvero La scrittura SEO e le sue tecniche, come farsi trovare dai motori di ricerca’

Cos’è la parola chiave e  come individuarla ?

A monte di qualsiasi attività volta a pubblicizzare la nostra attività, è necessario operare un’attenta analisi volta a ricercare la/e parola chiave su cui incentrare l’articolo. La keyword è la parola, o sequenza di parole (“longtail”) che viene utilizzata dagli utenti quando si fanno ricerche di prodotti o servizi sui motori di ricerca.

Non sempre però la parola chiave che selezioniamo per i nostri contenuti sarà quella giusta, ottima al fine di un aumento delle richieste di acquisto o prenotazioni di servizi; occorre, invece, anteporre delle valutazioni importanti, facendo opportuni test e consultando i dati a nostra disposizione per capire quale parole generino il maggior tasso di conversione reale (la risposta alla call to action).

 

Per capire quanto una parola è ricercata sul Web (competitività), esistono vari tools pronti ad indicarci il numero medio di risultati generati da un motore di ricerca per la query (domanda rivolta) digitata: un risultato elevato è così sinonimo di una forte competitività della parola , e indirettamente un consiglio a depennarla dalla lista, cioè a non investire su di essa. Ciò perché lo scopo è viceversa trovare parole o combinazioni di parole per c che siano poco ricercate.

Più saremo specifici, minore sarà la competitività della keyword. Così ad esempio, se la nostra query sarà “Agenzia di Marketing” restituirà circa 1.600.000 risultati contro i 152.000 della query “agenzia di marketing Salerno”. Lo strumento di pianificazione delle parole chiave offre infatti, la media di ricerche mensili e l’indice di competitività da bassa, media a alta.

Se la parola chiave è molto ricercata, il numero dei siti competitor che perseguono lo stesso obiettivo di posizionamento sarà alto, per cui sarà molto difficile e costoso investire su questa keyword; viceversa, se la chiave è poco competitiva, è molto più facile raggiungere una buona visibilità. Strumenti come Google Keyword PlannerKWfinderSemrush Keyword research, possono fornirci degli ottimi indicatori per capire se la nostra parola è ricercata, come, quanto e se è in calo o meno.

E’ anche importante tenere presente l’aspetto semantico delle parole e fare un buon elenco delle parole cosiddette correlate: sinonimi o parole collegate a quella ‘principale’ individuata, come ad esempio fotografia con immagine, scatto, istantanea e così via… che saranno utili per la stesura del contenuto.

 

Come inserire la parola chiave nel nostro testo

Una volta individuata, la kw va inserita nel nostro testo non in maniera meccanica o ridondante; piuttosto, scrivere con naturalezza, badando a non rendere pesante il testo ma distribuendola in modo equo aiutandosi con sinonimi o parole correlate; evitare di fare copia/incolla che potrebbe penalizzare sul piano del posizionamento. Oltretutto, l’eccessiva ricorrenza di una singola keyword rappresenta una tecnica poco corretta per aumentare la propria visibilità che sui motori di ricerca non passa inosservata (keyword stuffing).

 

La keyword va inserita nel title, deve essere breve ma accattivante, e nella meta description.

 

Perché il testo sia ottimizzato per i motori di ricerca, oltre al ‘saper scrivere’ è necessario rispettare alcuni parametri tecnici propri del SEO Copywriting:

  • Incentivare la leggibilità dei testi, utilizzando, in particolare in un contesto di attività professionale, frasi brevi e strutturando il testo in paragrafi ed elenchi, in modo da “spezzettare” il testo e renderlo così più “leggero” per chi legge.
  • Ottimizzare la user experience del testo con le intestazioni: prevedere cioè titolo, sottotitolo e paragrafo, ad ognuno dei quali verrò associato il rispettivo tag (h1, … ,h6, etc.)
  • Prevedere l’inserimento di link interni e link esterni: i primi rimanderanno il lettore ad altri punti all’interno dell’articolo stesso, i secondi a riferimenti esterni che possono anche essere fonti autorevoli per l’argomento trattato. Questi sono “ben accetti” dai motori di ricerca.
  • Una buona meta description, cioè una breve descrizione che appare a corredo nei risultati mostrati dai motori di ricerca (snippet); preferibilmente non deve essere più lunga di 180 caratteri proprio per farla apparire integralmente nello snippet. Sintetizza il contenuto del sito e al suo interno è compresa la parola chiave. Una buona meta description aumenta il click- through rate (CTR=”Percentuale di clic”) sul contenuto.
  • Puntare sull’ottimizzazione delle immagini. Dal momento che oggigiorno il web è sempre più visuale che testuale uno degli elementi fondamentali della SEO Copywriting è quella volta all’ottimizzazione delle immagini presenti . Opportuno anche prevedere di rinominarle con la parola chiave trovata e corredarle poi con gli attributi alt e title in cui riporteremo la parola chiave stessa.

Quindi concludere con una call to action mediante cui cioè si invita il lettore a compiere un’azione: iscriversi a una newsletter piuttosto che guardare un video o scaricare un e-book, oppure richiedere una consulenza o partecipare a un webinar.

 

(tratto da www.adsnetwork.it)