Folgore Bosto sfrutta il fattore campo per l’ultima

(domenica 20 gennaio)

Ultima di campionato invernale oggi pomeriggio a Bosto. Chiusa la “parentesi” al Centro Giovanile San Carlo, oggi la designazione mi porta in un altro quartiere della città, nella palestra di Folgore Bosto: ad attendermi la compagine u16 locale contro le coetanee di San Marco.
Nessuna ambizione particolare in gioco, solamente voglia di emergere dell’una o dell’altra a conclusione del torneo invernale.
Folgore ha dalla sua il fattore campo – come si dice – ma deve comunque faticare per avere la meglio sulle avversarie che nei quattro set giocati si trovano sempre davanti impensierendo la panchina di coach Sgrò. I ritmi non sono peraltro eccessivi fra le due squadre, al contrario l’intensità è tangibile e si denotano buoni scambi qua e là: anche se le locali ritornano ricucendo i gap iniziali, San Marco non è da meno ed anzi si batte fino all’ultima palla (primo set i vantaggi 27-25), mentre affiora la tensione nelle giocatrici apprezzabile nei diversi errori a servizio o a rete di ambedue. Il ritorno in campo vede ancora Folgore con qualche handicap nella fase iniziale ma riesce poi a gestire agevolmente la pratica (25-13).
Nel terzo periodo San Marco scava subito un gap di +4 , preambolo di quello che sarà l’epilogo del parziale (20-25).
Nel successivo invece Folgore viene fuori con tutta la sua caparbietà a iniziare da un buon servizio e picchiando forte con un bel gioco sulla diagonale lunga e con le centrali, benchè le ospiti punto su punto tentino di riavvicinarsi per cercare il tie-break (25-22).
Dal punto di vista arbitrale, gara sostanzialmente tranquilla con pochi interventi da sanzionate per ambedue le formazioni.

10 anni con le PGS

(giovedì 17 gennaio)

Il prossimo 19 gennaio (andando a memoria) spegnerò le 10 candeline “da un cadrèghin”, un piccolo ma significativo traguardo per me, vuol dire “tanta volontà nel riuscire e migliorarsi .. sempre” “mettersi in gioco“, a testimonianza di vivere ‘in prima persona’ una passione non fine a se stessa ma che “costruisce”, edifica anche chi indossa la maglia: nello stesso periodo infatti 10 anni fa, con altri colleghi che ancora oggi quasi tutti come me si prestano diligentemente per questo servizio non sempre facile da interpretare e ‘gestire’, si è sostenuto il famoso “esame” di abilitazione.
Poi, ognuno ha seguito la sua strada, inseguendo le proprie aspirazioni effettive dettate dall’istinto e sicuramente dal proprio “itere”, dunque se continuare nella carriera arbitrale piuttosto che vivere la pallavolo dal campo più a stretto contatto con i ragazzi, chi ha preferito altre strade.

Chi ha diretto più partite (quindi una maggior “specializzazione”, a più livelli in meno tempo) chi di meno, ma questo prescinde dalle proprie disponibilità e ‘bacino di copertura’ (comunque io quasi 350 partite da arbitro ufficiale, più 94 come dirigente di società).
Aldo, Francesco, Roberto, Francesco, Paolo, Clizia, Paola, … gli amici che con me hanno condiviso quel percorso allora e che oggi ognuno sta vivendo a modo suo, dentro o fuori da un campo da gioco.

Personalmente, una scelta fatta all’epoca per sentirmi ‘attivo’ in un ambiente nuovo appena scoperto ma da cui subito mi sono sentito attratto, quello della pallavolo, iniziato con la costituzione di una società giovanile, e che col senno di poi rifarei 10 100 volte ancora !

Si badi non un cammino a sè stante, dal momento che come per tutte le cose ” l’esperienza te la fai sul campo ! …” – e mai più che in ambito sportivo queste parole sono veritiere. Grazie ai nostri mentori poi – Stefano, Angelo, Elisa, Paolo – che ci hanno affiancato e inizialmente “tutelato” sui campi da gioco, per il senso di rsponsabilità – educativa eprima e sportiva poi, nel segno delle Polisportive Giovanili Salesiane – che ci hanno passato, per i loro insegnamenti, ..

Essere arbitro è una responsabilità ancor prima che dire meramente ‘un ruolo’: sul campo da gioco occorre sempre saper miscelare quella giusta dose di fermezza con quella del ‘buon senso’ (altro talento che si apprende e si apprezza strada facendo), che se vissuti appieno regalano tante soddisfazioni (e qualcuno più grande di me ne sa qualcosa ! …).

Un weekend vissuto intensamente …

Nel tardo pomeriggio di sabato appuntamento a Morazzone dove la compagine under 18 di Orasport affronta il sodalizio di San Pietro. Fanalini di coda del girone VA11, ma partita ricca di suspense e dinamiche di gioco tutt’altro chr “soft” !

Ultima partita del torneo invernale per la squadra della brughiera, penultima per Gazzada; è una sorta di derby “di coda” questo, e lo si vede bene dall’intensità agonistica che si apprezza da ambo le parti.
Non è la prima volta che arbitro le ragazze di Orasport, e ho notato nelle ragazze una buona crescita maturata da inizio stagione, un maggior impegno a voler far bene …….. Peccato manchi quel ‘gap’ determinante che potrebbe fare la differenza.
Orasport che non sfigura, almeno nei primi due set: le locali parono bene (3-1) e, cercando di risolvere un gioco di squadra si trovano avanti al giro di boa (10-6) dopo una prima fase a braccetto(25-18 e 25-20). Poi con il parziale successivo, vanno drasticamente “in debito”: la squadra si sfilaccia ancora di più (‘fronzolo’) ed emergono ingenuità in fase di ricezione che .. pesano sull’economia della gara.Inizia bene la squadra di casa e, dopo un primo momento di studio, (3-2, 6-5) tenta l’allungo (10-5). Ma basta un cambio di palla per vedere le ospiti rientrare (10-9), per poi progressivamente allungare il break (13-17, 15-20). Dalle giocate che si vedono non parrebbe proprio che in campo ci siano due “cenerentole” (18-25) !!Nuovo strappo delle locali ad inizio secondo set (3-0) e stavolta le cassanesi devono faticare non poco per rientrare (6-3, 10-5). Poi, all’improvviso una serie di errori farraginosi e incomprensioni fra le locali consente a San Pietro di riavvicinarsi prima (13-11) e di tornare a “lottare” per il ‘primato fino al 18-17 quando le locali si arrendono gli attacchi avversari 19-23). Partita che si potrebbe riaprire su un errore a rete di San Pietro ) ma Orasport non riesce ad approfittarne (20-25). Ora a San Pietro si spalancano le porte per la vittoria finale: le giocatrici locali vanno infatti “in debito ” da subito 0-5) e nel prosieguo del set la squadra non riesce più a tenere il campo pur ricucendo il gap (17-25).

Domenica di nuovo sul parquet di Varese San Carlo per arbitrare l’under 13 ‘b’ locale e poi in prima serata tornare in casa per la under 20 ‘Blu Volley’ che ospita la corazzata novarese di Oasi. Se la prima è una passeggiata per la squadra avversaria di Excelsior, ben altre sfumature e”valenza” (per il sottoscritto) assume l’impegno recuperato in casa.
Dopo l’impegno infrasettimanale di due giorni fa contro le coetanee di San Carlo, la squadra di coach Giudici dimostra di avere realizzato un discreto salto di qualità …., perlomeno quanto a determinazione e nel giocare la palla attacchi compresi… unica pecca è la continuità fino all’ultima palla che cade!!
Caratteristica peculiare che si apprezza anche nella gara di stasera: le locali tengono infatti il campo per due set, mentre vengono meno nella parte vitale del terzo, travolte e annichilite dal pressing e gioco non comunque sempre pulito dalla prima della classe del girone VA19 (17-25).

Una nota personale sul weekend è l’aver apprezzato una certa “fiscalità” nella conduzione del gioco, non che ciò sia o debba essere una novità nella conduzione di una partita ma “ho visto” maggiore presenza e attenzione.
Riflessi che, ammetto, sono venuti un pò meno proprio nel match-clou: ad interventi sanzionatori ritenuti “col senno di poi” comunque giusti se ne contrappone qualcun altro dovuto a ‘errata lettura dell’istante’ che in una partita similare non è permessa e di conseguenza alcune situazioni difficili da gestire. Su tutte una indecisione sulla corretta subitanea attribuzione di un fallo a rete che avrebbe (come poi è stato) spianato la strada alle ospiti.
A questi livelli è necessaria una doverosa presenza dell’arbitro ‘sul’ campo, in modo da poter avere una visuale sul campo a 360° intendo: quindi ciò vuol dire anche una giusta postura sul seggiolone, distanza dalla rete e prontezza di riflessi per spostare la presenza repentinamente sulla “zona viva” del momento.

Campionato di 1^Divisione: in attesa del rush finale

(lunedì 14 gennaio)

La prossima settimana si concluderà, ‘recuperi di routine’ a parte – Vivi BluVolley vs Pallavolo Tradate dell’ottava giornata che si giocherà al PalaGemonio mercoledì 27 febbraio, ndr – il girone d’andata del campionato di Prima Divisione in cui è impegnata la nostra Prima Squadra. Appuntamento venerdì prossimo a Caravate per una sfida ..
da giocare, tutt’altro che scontata: di fronte infatti due squadre che già nella passata stagione hanno fatto sentire il loro peso.

Formazioni arrivate alla stagione 2018/19 ‘ricompattate’ e ricostituite praticamente ambedue. Perlomeno la nostra un sodalizio praticamente nuovo, frutto della costituzione del Consorzio ViviVolley con giocatrici perlopiù provenienti da diverse esperienze e ‘filosofie’, dunque un nuovo gruppo da “plasmare”: in poche parole, un problema in più da decifrare e ricomporre per coach Pozzi e Manfredi (si aggiungano poi gli immancabili problemi di percorso che possono condizionare il lavoro di preparazione di squadra).

A ridosso delle prime posizioni Caravate, un pò più distanziata alle spalle Vivi Blu Volley, con l’handicap di una partita giocata in meno. Cammini pressocché divergenti per i due sodalizi sin qui: più redditizio per Caravate – 6 vittorie di cui due per 3-2 e 3 sconfitte, 2 per 2-3 l’ultima a conclusione del girone d’andata (ieri, ndr) – più da “sali&scendi” per Vivi Blu Volley – 4 vittorie di cui una per 3-2 e 5 sconfitte, 2 per 2-3. Forse un calendario più favorevole per Caravate: alcune delle “meglio piazzate del momento”, potenzialmente le più quotate, concentrate nelle prime giornate e poi impegni col senno di poi più facili da gestire e potendo contare su una rosa di ragazze di esperienza, discorso inverso per il sodalizio di casa nostra.

Vivi Blu Volley vs Sumirago, l’u13 che non ti aspetti

(mercoledì 9 gennaio)

Recupero della terza giornata di campionato stasera al PalaGemonio per la categoria u13: di fronte Vivi Blu Volley contro Sumirago.
Squadra di casa che non viene da un buon inizio di stagione: 4 partite disputate ad ora sulle 6 come da calendario a causa di rinvii, 4 sconfitte di cui una appesantita dall’indisponibilità del camp di gioco, queste le cifre in “breadcrumbs” per le giovani atlete guidate da Pozzi-Manfredi; per Sumirago 5 partite di cui una vinta 3-0 e una 3-2.

Gara molto sentita agonisticamente sia da Blu Volley sia da Sumirago: ne sono seguite due ore di gioco che a questi livelli da una under 13 non sono poca roba parlando di impegno profuso !…… Gara dunque accesa e giocata a tutto campo ha che tenuto vive ambo le squadre !

Set combattuti punto a punto con scambi a tratti intensi degni di … nota; i parziali registrati a referto lasciano intravedere infatti quanto detto sopra, con una media di 20 minuti di gioco per tempo.

Nonostante le velleità portate in campo in particolare dalla squadra ospite, la partita inizia con un break positivo per la squadra di casa (3-0) ma Sumirago non tarda a rinvenire (5-4) e capovolgere poi con un bel gioco delle “centrali” (8-14 poi 20-14) per il 17-25 finale.
Secondo set che inizia ancora bene per le locali (3-0) le quali ora si presentano in campo più duttili ed efficaci nell’arginare le giocate avversarie. E qua si colgono le prime intense dinamiche di gioco … da cardiopalma quasi ! Ospiti che riescono poi temporaneamente a mettere la freccia e a godere di qualche break di vantaggio (7-10, 9-13, 12-16). Ma le ragazze guidate da coach Pozzi non si perdono d’animo e ‘abbassano la testa’ sfoggiando le loro potenzialità. Così con la seconda rotazione riescono ad essere avanti (19-16) mentre nella metacampo avversari si spegne qualche luce e, complici alcuni errori al servizio piuttosto che sottorete Blu Volley mantiene la sua posizione (25-22).
Si torna in campo con le ospiti “richiamate” dalla panchina ad un maggior impegno (;per la verità, si procede s braccetto fin quasi al termine della prima rotazione (9-11) poi viene fuori la qualità reattiva e “compulsiva” della squadra di casa nostra capace di annichilire l’onta delle avversarie stupendo con giocate .. al limite (25-17). “Mai dire mai” pare il motto della serata. E così Sumirago riparte con un inquietante 0-5 preambolo di quel che sarà l’andamento: 5 punti di scarto di media che poi “evolvono” in un gap più sostanziale (9-19) a testimoniare l’intensità di gioco che affiora nella giovane quadra di casa (12-25).
Si arriva così ad un “pazzesco” ed insperato tie-break che Sumirago inizia di potenza con servizi lunghi per cogliere impreparata la ricezione di casa (0-2). Ma la risposta delle locali arriva immediata (5-2) per un ‘testa-a-testa’ (con conseguenti dinamiche di gioco di indiscutibile rispetto) per arrivare al cambio campo (8-7). Ora la panchina ospite ha solo da recriminare una perdita di lucidità e determinazione nelle sue pedine che non riescono a capitalizzare su palloni determinanti che avrebbero potuto riaprire le sorti (13-10, 15-11).

Il Sublime

Bellezza sublime

traspira e trabocca

dagli occhi tuoi ridenti e fuggitivi.

Il Tuo sorriso

è Perla tra le Perle,

custodita gelosamente dall’estimatore

Che ne soppesa il Valore.

Trionfo dell’Amore

e Vanto

per chi può anelarti.

Tra due fuochi ….

(sabato 5 gennaio)

Decisione rimandata di un anno, “voglia di rilanciare” una passione difficile da levarsi ! Ora, per motivi personali .. o “anno sabbatico”, mi ritrovo a dover prendere una decisione di fondo, quasi una “svolta” sulle mie abitudini.
Lo sport si sa da sempre è fonte di benessere oltre che di “medicina” per la persona contro le famose ‘tossine’ e lo stress accumulato e il proprio vissuto quotidiano. Ebbene, proprio quest’ultimo aspetto richiama immediatamente i benefici che scaturiscono dall’attività fisica, a contatto con la natura,e più specificamente penso alla corsa, il “podismo” come si preferisce chiamarlo da un punto di vista amatoriale …
Hobby che mi ha sempre affascinato (e chi non si fa i suoi miti – irraggiungibili o che si vorrebbe emulare -, … da cui imparare o da trarre ‘fonte d’ispirazione ‘ ?).
Ed è così che dagli anni Novanta mi sono aggregato al Piede d’Oro, circuito amatoriale di camminate/corse podistiche qua e là per la provincia di Varese, un sodalizio che dura da più di trent’anni.
Da una decina d’anni poi l’improvvisa passione per la pallavolo, un universo che attualmente mi affascina a 360°: fondatore di una società locale di pallavolo giovanile, diversi i ruoli che copro: dirigente (“supervisore”), segretario, “tuttofare”, arbitro di società nonché arbitro ufficiale PGS.

Due passioni che hanno corso in parallelo finora, l’una vissuta “a ritmo blando, scanzonato senza assillo”, consapevole cioé dei propri limiti, ma che ho vissuto pienamente, l’altro che mi ha fatto vivere il mondo della pallavolo da un’altra angolatura, forse non gradevole ma altrettanto bella e gratificante dal famoso “cadrèghin” …

Il 2019 mi costringe a dover fare una scelta: a dover rinunciare alla corsa, a come l’ho vissuta in tutti questi anni. Non un addio quanto un arrivederci. Non un “taglio netto” ma sto valutando un passo indietro, più o meno importante, da una passione che, anche se vissuta non a livelli d’élite, mi è sempre piaciuta perché ‘mi ha dato molto’: nuove bellissime amicizie, il mettersi in gioco (una volta di più); il volersi misurare con le proprie capacità, il gusto di .. provarci.
Non che sia un veterano, ma tanti ambienti e “cornici” che ho scoperto, luoghi ignoti, le bellezze della natura; unico rimpianto il non avere potuto (o essere riuscito a) immergermi in scenari atipici (penso ai tanti amici che al contrario si sono cimentati in trail piuttosto che gare in montagna per fare degli esempi).

Deliberatamente (.. forse) ma per meglio dire responsabilmente ho preso la mia decisione, che penso molto probabile: da queste righe dico arrivederci ai tanti amici che ho avuto modo di conoscere e con i quali ero solito condividere serenamente e spensieratamente le ore della domenica mattina..

WebP, un formato nuovo che nasce da una ‘genesi’

(giovedì 3 gennaio)

In risposta ad un mondo digitale sempre più esigente in tema di prestazioni e di velocità di caricamento delle pagine, i principali browser presenti sul mercato con le loro ultime versioni (Microsoft Edge, Mozilla Firefox e Windows 10, ultimo “convertito”) stanno adottando un nuovo formato standard per le immagini: WebP. Unico defezione alle adesioni al nuovo formato è Safari della Apple.

WebP è un formato “open” di compressione per le immagini da utilizzare specificamente in un ambiente web. Sua potenzialità è di ottimizzare il caricamento delle immagini sulle pagine web a discapito della qualità delle stesse.

Sviluppato da Google che l’ha presentato otto anni fa ed ereditato dai browser che ne discendono (esempio Opera) con l’intento di consentire una navigazione ancora più scorrevole dei siti web.

Con il formato audio/video con cui è correlato, si fonda sulla tecnologia di compressione video VP8.

Anche sw di grafica quali Picasa, IrfanView, XnView, ImageMagic e Gimp supportano di base questo formato.

Per poter gestire le immagini di questo formato su altri dispositivi oppure semplicemente al fine di poterle passare sul pc utilizzando un normale visualizzatore di immagini (invece di fare uso di un browser) il passaggio non è diretto: servirà cioè uno strumento di conversione delle stesse ai formati più diffusi.
Qualora si volesse rimanre fedeli ai formati tradzionali, rendendo cioé disponibili queste immagini su atri dispositivi __, è possibile convertirle
https://wizblog.it/come-convertire-le-immagini-webp-in-jpg-o-png

Componenti principali di un motore di ricerca

(30 dicembre)

Sappiamo tutti cosa sia un motore di ricerca ……, la sua funzione e il suo ruolo in tema di “ricerche”. Se Internet è uno strumento di cui oggigiorno non si può fare a meno, a livello ricreativo piuttosto che commerciale, il ‘motore di ricerca’ ne è una costola permettendo all’utente di ottenere le informazioni che cerca in pochi istanti (intento di ricerca). Tramite un motore di ricerca (“search engine”) è possibile analizzare una vasta quantità di dati restituendo contenuti correlati.

Con questo articolo intendiamo definire i principi che stanno alla base del funzionamento di un motore di ricerca.

Benché questa entità sia costituita da più elementi, si possono individuare dei punti cardine su cui poggia:

Scheduler: prende in carico quando il/i crawler deve attivarsi per il download di una risorsa relativa all’URL passato;

Spider (anche detto crawler o robot): costituisce il Corpus (archivio di documenti), loopando i dati da ogni indirizzo url passati al fine di sviluppare un elenco di pagine web , raccogliere le informazioni presenti e memorizzarle in determinati records;

Indexer: processa i dati raccolti dallo spider, al fine di ottenere indici e metadati che potrebbero tornare utili per snellire la fase di ricerca:

Parser: estrae ogni singola risorsa memorizzata nel repository e, dopo averne letto i contenuti, li suddivide a seconda della tipologia. Qualora l’unità presa in esame contenga a sua volta degli url questi verranno inviati nuovamente al repository. I dati che sono stati catalogati vengono a loro volta etichettati e risulteranno più determinanti per permettere al motore di ricerca di offrire le informazioni più rilevanti;

Query Processor: definito anche Search Engine Software, accetta richieste e fornisce risposte; determina i risultati in base ala loro rilevanza sulla query.

La natura dei motori di ricerca è in continua evoluzione per venire incontro alle esigenze degli utenti con le loro richieste, è un mondo in continua evoluzione: pertanto, a fronte dei repentini cambiamenti è necessario prendere coscienza che occorre essere aggiornati e attenti alle mutazioni del mercato.

‘Ultima dell’anno’ a modo mio

(26 dicembre)

Ribaltando i propositi di una settimana fa, rinunciando all’ascesa con Angelo al Forte di Orino per assistere alla tradizionale esibizione del Coro Val Tinella di Gavirate lassù, stamattina ho preferito l’ultima uscita by running (forse) del 2018.
Temperatura non rigida ma relativamente invernale frizzantina stamane. Lasciatomi alle spalle il cancello di casa mi butto nel fragoroso silenzio (peccato è mancato solamente l’auscultare i passi !!) delle strade di paese verso uno dei percorsi preferiti e .. più battuti: la ciclabile che corre dietro Cuveglio.
Obbiettivo di giornata, nonostante la ripartenza di inizio mese sia stata una falsa ripartenza per ‘tornare in coppia’ – come dice il io amico Angelo -, arrivare alla stazioncina di Rancio, per uno sviluppo di 9 km complessivi … roba soft.
‘Bidonato’ dagli amici Marco e Daniele, riparto dal centro commerciale per imboccare la ciclabile in corrispondenza del campo dell’amico Emanuele che non manco di salutare; e via. La temperatura frattanto non è mutata, e per buona parte lo sviluppo dell’itinere fra i boschi non la favorirà di certo; solamente nella parte terminale, i raggi del sole riescono a filtrare attraverso le fronde degli alberi circostanti.
Arrivato al giro di boa, anche per sviare dal piattone non rinuncio a cimentarmi nello strappetto 2-300 metri di viale Giovanni XXIII che scende dal paese, breve ma impegnativo nella seconda parte, ritrovandomi poi così a percorrere la stradina interna che corre parallela alla statale verso la frazione di Cavona, per poi recuperare la via della pista ciclabile.