La ‘libera’ Castellanza alza la voce a Bosto

(martedì 24 aprile)

Gara infrasettimanale cercata in un certo senso e strappata dal ‘pugno’ di quelle rimaste senza copertura ufficiale quella diretta stasera. A Bosto a dirigere una partita di libera femminile tra le locali ‘Bosto B’ e la compagine Volley Team di Castellanza.

Il “sapore” di un test in una categoria poco frequentata a misurare la propria abilità nella gestione della “causa”.
Scontro testa-coda a vedere la classifica del girone, ma per cui il campo darà un responso “stravolto” a testimonianza dei valori contrapposti mutanti e in particolare visto l’epilogo – la determinazione delle ospiti.
Di fronte due compagini che “sanno giocare”, pronte a contendersi su ogni pallone: e infatti il campo ne dà ampia prova. Ambedue si presentano infatti molto coese ma allo stesso tempo duttili nel coprire a tutto-capo.
scartata a priori la consuetudine di dare peso al riscaldamento ufficiale, perché a rigor di logica ‘a questi livelli la differenza la fa il campo’.
A confronto possiamo dire due forti “scuole” della pallavolo provinciale.
Ambedue infatti sin dai primi palloni dimostrano di saper giocare ad alti livelli (“la libera insegna”), sia dal punto di vista delle dinamiche che del gioco di palla.
Dopo una prima fase di studio in cui le due squadre procedono appaiate (4-6, 7-7), le ospiti aumentano il passo e piano piano se ne vanno capitalizzando dei buoni turni in battuta (7-10, 8-15, 11-18). Le locali però non ci stanno e tentano di rientrare alzando pure loro il tenore del gioco ma la loro azione malgrado tutto non è convincente (20-25).
Pure nel set successivo Castellanza allunga da subito (2-5, poi 2-8) e approfitta di alcune defaillance della ricezione di casa e puntano molto sulle palle alte. Peraltro questo secondo si rivela essere il più lungo (28′) con la situazione che si sblocca solo sugli ultimi punti (10-13, 12-1813-19) anche Folgore si riavvicina capitalizzando un prezioso break di 2 punti ma sul 23 -24 mandando out di poco il punto determinante.
Nel terzo periodo affiora nelle fila del sestetto ospite la stanchezza e infatti dopo una iniziale azione sfavorevole (2-6) Bosto capovolge le sorti (10-6) realizzando addirittura un break di 3 punti che di fatto spegne (35-13).
Si arriva così al quarto set con la squadra verdenero che cerca di chiuderei giochi (0-4, 7-15 al giro di boa) mentre Bosto avanza al passo della formica(14-19, 15-20, 16-21) mentre Castellanza continua imperterrita nella sua azione martellante (finale 20-25).

“Il Brinzio” e il Piede d’Oro: buona la prima !!

(domenica 22 aprile)

Prima new-entry di stagione per il circuito del Piede d’Oro, che si dà appuntamento alle porte di Varese in piena montagna a Brinzio per la prima edizione del ‘Trofeo della Balena’, organizzata dal gruppo sportivo Sci Nordico Varese con la collaborazione della Pro Loco. Nome un pò inusuale verrebbe da pesare, quantomeno “fuoriluogo” per una manifestazione che si svolge in un borgo incastonato fra le montagne del nostro Varesotto ! …
Ebbene, la denominazione prende spunto da una leggenda. Direttamente dall’almanacco della cantastorie bosina Diana Ceriani questa bella leggenda per la quale ha anche scritto una poesia musicata. 
Leggenda ambientata nel mese di Settembre. Periodo di temporali. Le prime piogge segnano un graduale abbassamento delle temperature ….. Si comincia a pensare che è meglio mettere legna in legnaia prima che le piogge la bagnino. L’inverno non è così lontano come sembra e dobbiamo essere pronti ad avere scorta per i primi freddi autunnali ……

La leggenda narra di come un tronco d’albero, nelle acque di un tranquillo laghetto, tra il chiaro e lo scuro dei lampi in un forte temporale serale, possa sembrare agli occhi stanchi di due boscaioli vissuti tanti anni fa una spaventosa balena ( Grazie a questo racconto, misto tra realtà di un tempo remoto e leggenda dei giorni nostri, la pro loco di Brinzio, ha come simbolo – curioso per un paesino immerso nei boschi delle prealpi lombarde – una balena).
“Che tempural ca gh’è mi vöri turnà a cà e dal lach ch’el de Brinsc devi pasà,
vuraria pö savè se ur me amis al gh’è o l’è andai a cà, vò a vidè….
menumal ,andem insema! ….Ma varda là tel vedat anca ti a mi ma par…..sì
L’è ‘na balena l’è mia pusibil e la ven föra dal lach da Brinsc
La ma par morta la resta a gala e ma l’è granda andemm a dil
Uè taia bosch si maseràa su dai gni scià sa ghi da di?
Digal a tücc gni scià cun mì
“gh’è ‘na balena in dul lach da Brinsc”
Ma te set cioch sa sii drè dì ?
Ur tempural l’è mia finì ma sun curius vegni cun tì
L’è ‘na balena l’è mia pusibil infat l’è vera l’è dumà un sciüch
Che in dul lach l’è bürlà dentar ma che figüra mi turni a cà.
[: “Che temporale che c’è io voglio tornare a casa e dal lago di Brinzio devo passare. Vorrei poi sapere se il mio amico c’è o è andato a casa, vado a vedere… meno male andiamo insieme!…. Ma guarda là, lo vedi anche tu, a me pare…sì…. E’ una balena, non è possibile e viene fuori dal lago di Brinzio, mi sembra morta, resta a galla, e come è grande, andiamo a dirlo. Ei, tagliaboschi, siete fradici, su, dai, venite qua, cosa avete da dire? Ditelo a tutti, venite con me “c’è una balena nel lago di Brinzio”. Ma sei ubriaco?, cosa stai dicendo? Il temporale non è finito, ma sono curioso, vengo con te… E’ una balena, non è possibile, infatti è vero, è soltanto un tronco che è caduto dentro nel lago, “ma che figura, io torno a casa”].

[Diana Ceriani, tratto dal libro “Almanacco delle tradizioni bosine con le mie canzoni I stagiun dur cör”]

Una bella giornata di sole accoglie i partecipanti che a grappoli raggiungono il ritrovo del parco Tonino Piccinelli sede di partenza e arrivo della gara.
Come sempre, diversi gli amici che ritrovo: Andrea Marzio e il coriaceo Costantino e un “gradito” ritorno: Whisky che fa compagnia a Stefano e Chiara, “I Pirati” junior e senior, Samuele della Mezzanese con Andrea, Stefano e Stefano, Michele Immobile i quali il giorno prima si sono cimentati nel chilometro verticale di Laveno. Un inaspettato e piacevole incontro con un mito del podismo valcuviano: Massimo Lucchina con il quale purtroppo non riesco poi a scambiare quattro chiacchiere. Fabio Casa, Diana Ceriani e la promettente Ari, con cui condividerò i primi chilometri e la (s)faticaccia dell’asfalto; Giorgio Montalbetti – il quale mi sarà poi ‘compagno di avventura’ per lunghi tratti del percorso – Nicola Benevento e gli amici del 7 Laghi Runners; Alessandro Giancane  dello Sci Mordico e Riccardo Luccherini.

Percorso che misura poco più di 8,5 km. e che si snoda fra i camminamenti, i sentieri boschivi e (!) la provinciale che attraversa il paese.

Dopo la canonica partenza del minigiro, alle 9.30 “scateniamo l’inferno” (AHAH) lanciandoci (… chi vuole !) sul largo sterrato che accompagna verso gli estesi campi limitrofi e che proiettao in direzione Campo dei Fiori, per poi ridiscendere.
Dopo questo ‘giro di lancio’ ripassiamo davanti alla zona di partenza e così  recuperare la strada che porta verso Rasa e Varese e, proprio in prossimità del primo (località Motta Rossa), dopo quasi due km di asfalto assolati, svoltiamo a destra per la parte boschiva di giornata, che già conosco, ombreggiata (per fortuna, vista ls giornata !), molto vallonata ma non particolarmente impegnativa comunque, almeno nella sua parte iniziale.
Ennesimo cambio di direzione sempre nel bosco per spostarsi più in alto percorrendo un tratto ‘lastricato a roccette’ dove arriviamo a toccare il punto più alto del tracciato, prima di affrontare la parte più tecnica caratterizzata da un camminamento più stretto e coperto quasi ovunque da fogliame “complicando” la prontezza dei podisti (.. io ne so qualcosa … mi salvo in extremis un paio di volte !!) e poi una brusca discesa a zig-zag (degna di scavezzacolli – opinione che po ho modo poi di condividere confrontandomi con Giuseppe Bollini e – e temerari ‘che le discese gli fanno un baffo !!’  con tanto di certificato di agilità (!!), per uno sviluppo di qualche centinaia di metri.
Riguadagnamo cosi l’asfalto in corrispondenza delle ultime curve che conducono al paese .
Dopo avere fatto savia compagnia agli amici Roberto e Mauro nel tratto in discesa più tecnico, con Samuele, Stefano e Katia “rompiamo” le fila e ci involiamo sull’ultimo tratto di asfalto … peccato che manchi ancora più di un km al traguardo … E infatti, giunti in zona municipio e della cappelletta dei ciclisti   ennesima deviazione (pensavamo di essere arrivati) e via ancora a risalire i pratoni percorsi in precedenza e poi giù in parallelo verso il gonfiabile.

Per essere una “prima”, complimenti agli organizzatori, anzitutto per il percorso proposto (.. meditavo peggio !)che ha reso meno temeraria (dal punto di vita del profilo) la tappa odierna, scongiurando direi lo “spettro del Brinzio”.
Complimenti poi a quanti il giorno prima si sono cimentati nel Vertical Sass de Ferr di Laveno e in particolare agli amici Samuele (.. “controllato d’eccezione), che ha coperto egregiamente la distanza, e Michele !
Mattinata decisamente baciata dal sole , il che ha (giocoforza) appesantito la parte iniziale subito dopo il giro di lancio tutta sotto al sole per raggiungere la deviazione alla parte boschiva, ripagati però da un percorso boschivo ombreggiato e piacevole da coprire!

Dopo gli appuntamenti precedenti di Gazzada Schianno e Brenta, con quello di oggi di Brinzio si conclude una “triade” di tappe impegnative che hanno messo a dura prova tutti gli atleti che vi si sono cimentati … è bello riuscirne ad avere e a mantenere nel circuito, anche (e soprattutto !) per la suggestione e piacevolezza dei percorsi stessi !! Infatti domenica prossima di torna … in pianura a Cassano Magnago con la ‘Maratonando per Cassano’.

 

E’ di nuovo ‘Su e giò per i Runchitt’ a Brenta

(domenica 15 marzo)

Oggi il PdO va in scena con n’altra impegnativa prova: a Brenta, precisamente S. Quirico, per la 34^ edizione della ‘Su e giò per i Runchitt’, gara che io da anni amo etichettare come “cartina tornasole”, per una strana sensazione personale che sia la “chiave di volta” per l’intera stagione … staremo a vedere se sarà così !!
Benché quasi giochi in casa, ecco di buon’ora sono già sul ritrovo anche perché la location in sé con l’attiguo Santuario dedicato alla Madonna e un magniloquente panorama che si può ammirare da quassù … ha il suo fascino !

Ad accoglierci un’insolita arietta  … frizzante (anche troppo) a raffreddare gli animi (e a rispolverare guanti e scaldacollo) ma che di certo non aiuta a scaldare gli animi a quanto vedo in giro, ma tant’é !
Oramai consuetudine domenicale che corrisponde con il piacevole ritrovare   tanti amici con cui condivido la passione del running: il grande piccolo Lory Piratino accompagnato da mamma Sara, Danilo Giovannacci del 7Laghi, Andrea Marzio ‘Whirlpool’, il “redivivo” Costantino e Valentino (?) dei Runners Valbossa che mi farà poi il tifo sul percorso; Chiara Naso di ‘Attiva Salute’  e Stefano Gornati, Antonio, Aureliana, Michele e la rientrante (?) Francesca Vaccaro. Un saluto a chi ogni domenica si impegna per allestire il palcoscenico del Piede d’Oro: Angelo De Mieri, Gianfranco Riva e Fiorella “alla consolle”, il sior Gianni Lamperti, il Ferdy e gli altri ragazzi che si sono aggiunti o continuano in questa importante “opera”. Intravedo poi gli amici Gianni e Francesca del 7 Laghi Runners. Saluto Giandomenico che è venuto a trovarci, quindi ecco Franco e Ruggiero del CB, poi (ritardatari) Gianluigi, il press, Gianfelice e gli altri. Girovagando sul piazzale Massimo Fontana, Daniela e Paolo dell’Aermacchi, l’amico Luca Negrini, Riccardo Luccherini e il dirimpettaio Alessandro Giancane. Noto poi la presenza anche degli amici della Sacra Famiglia di Cocquio T. Assenti di giornata i Mezzanesi che in toto hanno optato per un’uscita fuoriporta (sportiva) a Venezia 1 e 2.

L’appuntamento di Brenta coincide anche con il rivedere un caro amico, mio ex-vicino di casa: e infatti, di lì a poco fra i banconi  ecco vedo Salvatore.

Gara dal profilo tosto che proprio per la sua tipologia “hors-de-catégorie” prevede uno sviluppo inferiore ai 10 km canonici, la quale può essere suddivisa in tre segmenti: il primo, con l’importante e muscolare ascesa  subito dopo la partenza dal piazzale antistante il santuario e che si sviluppa lungo 500 m ‘senza soluzione di continuità’ (…), a seguire la brusca discesa “a-rotta” che porta nella parte boschiva (i ‘Runchitt’) del paese fino a riguadagnare, seppur brevemente, l’asfalto per ridiscendere sulla provinciale che corre parallela all’arteria della Valcuvia.  Duecento metri e si risale per attraversare camminamenti e sentieri boschivi limitrofi che portano nella parte bassa della zona-partenza, dove è posta la deviazione fra percorso lungo e corto. Lungo stradine interne si raggiunge l’ultimo km non prima di affrontare in progressione un altro bello strappetto che pare non terminare mai il quale ci riporta in quota imboccare un ennesimo passaggio nei boschi ed eccoci proiettati verso le ultime centinaia di metri (qui veniamo osannati dal corteo della fanfara del paese … ma è un’altra storia forse) del percorso di 7,5 chilometri. 
Da alcuni anni la parte conclusiva presenta la “ciliegina della ciliegina – di giornata -“: imboccata l’erta finale si affronta con determinante impegno per gli astanti – cercando di tenere il passo lottando contro le leggi della gravità (e con l’acido lattico a  1000000…) due suggestivi tornantini ‘di non facile interpretazione’ ricavati sulla collinetta sulla quale si erge la chiesa di S. Quirico.

Che dire invece dell mia “prestazione” ? Anche oggi bella gara tosta (ma lo si sapeva !) dopo Gazzada. Il percorso odierno suggeriva una particolare attenzione “anonsgassare” soprattutto nella prima parte fino al termine dell’ascesa, almeno per il sottoscritto (fatto: passo tranquillo in considerazione dello strappo subito all’inizio, con il freno a mano tirato sulla successiva discesa … anche troppo: mi autosanziono per poca grinta ! .. Ma così è !!). Provato dall’inizio ‘probante’, una volta scollinati potevo osare di più nel tratto boschivo seguente ma tra una allacciatura delle scarpe non sicura e la tentazione a riprendere fiato … morale a furia dei saliscendi ho preferito non strafare. Tornati sull’asfalto e sul susseguente strappo che riportava nella parte boschiva ho capito che anche oggi … niente da fare ! Non che sia andato male ma … “interprova” incolore, che mi lascia un gusto dolceamaro.

L’ultimo km, sconfinando verso il comune di Cittiglio prima di tornare verso Brenta, con la temibile ascesa di via Oberdan, è stato paradossalmente il più duro e forse sfiancante per riuscire a dare continuità al gesto dei precedenti.

Mi riparmio per affrontare nel miglior modo possibile l’erta: sì non male ma .. vedi sopra insomma !!  
Concludo soffermandomi un attimo al ristoro, a chiacchierare un pò con gli amici (tra gli altri Fabio Casa e la moglie Diana Ceriani, la quale mi svela la ‘leggenda’ che sta dietro al titolo della prossima prova che, se mi ricordo, svelerò nel prossimo resoconto) e con il sig. Pregnolato dell’organizzazione, assistendo alle prime premiazioni … poi anche alle seconde: le donzelle (10 premiate) e i maschietti (5) e … solo in questo frangente riconosco il PlayBeppe oggi primo mi dicono … iiuuuuuuu 🙂

               

1^ Divisione: Vivi Blu Volley al fotofinish

(martedì 10 aprile)

Sin dalle primissime giornate del campionato 2017/18 di Prima Divisione si sono date battaglia, forse inconsapevoli che proprio loro si sarebbero contese la prima piazza finale nel girone, ognuna seguendo il proprio cammino agonistico (“e non”), cominciato su posizioni diverse (combattuto e sofferto 2-3 per Vivi, facile 3-0 per Insubria alla prima giornata).
Il calendario dice 21 partite giocate sinora, statistiche alla mano 18 gare vinte (8 per 3 a 0, 8 per 3 a 1, 2 per 3 a 2) e solo 3 perse (2 per 1 a 3 e solo una per 0-3) per la formazione targata Insubria contro le 16 vinte (7 per 3 a 0, 8 per 3 a 1, 1 per 3 a 2) e 5 perse (4 per 2 a 3, 1 per 0 a 3) per i nostri colori, che testimoniano chiaramwnte un “eterno” ‘procedere a braccetto’; egual numero di set vinti per ambedue le formazioni; un maggior numero di punti messi a terra per Blu Volley ma anche un maggior numero di punti subiti. Uno scontro diretto vinto per parte: 3 a 1 per Vivi Blu Volley all’andata al PalaGemonio, 3 a 2 per Cus Insubria ottenuto al ritorno in casa al termine di una sfida “da cineteca” ! … A voler usare il ‘bilancino sportivo’, tirando le somme risvolti sportivi della stagione abbastanza simili.
Cammino decisamente lineare nelle prime giornate per Cus (3 vittorie per 3 a 0 , 3 per 3 a 1 nelle prime 6 giornate); Blu Volley “paga” forse la prima esperienza nella massima categoria ma, ma nonostante tutto accusa solo 2 sconfitte prima del giro di boa; come detto le due formazioni si sono sempre guardate e ‘controllate’ a distanza.

A conclusione dell’andata la classifica riportava Cus Insubria 30, Vivi Blu Volley 28. Il ritorno ha detto 2 sconfitte per Insubria 3 per Blu Volley (2 per 2 set a 3) con il giro di boa la squadra guidata da coach Pozzi “trovandosi” con le carte in regola non ha smesso di inseguire il sogno, approfittando cammin facendo di qualche calo e passo falso della compagine varesina (22 punti raccolti sui 33 a disposizione contro i 30 del girone d’andata). Punti che, per quanto ‘minimali’ siano, poi- lo sanno bene gli allenatori – “presentano il conto” quando, tirate le somme, si guarda all’economia della squadra: e guarda caso, sono proprio quelli i più critici, lasciati cadere con un pò di ingenuità lungo il cammino !
Proprio quest’ultima partita, oltre che ad apparire una sorta di “spareggio” o “derby” come lo si voglia pensare, ha fatto ben vedere i due pesi: una squadra giovane ma estremamente grintosa che forse era galvanizzata dal fattore campo, l’altra che nondimeno si è presentata in campo determinata e intenzionata a confermare i valori sin qui mostrati (“asetticamente” meritando di più) !

Alla vigilia dell’ultimo impegno della stagione un solo punto divide le due squadre: Cus Insubria 52, Vivi BluVolley 51. L’epilogo stagionale le vedrà vivere l’ultima giornata su piani e approcci differenti dando un occhio alla classifica del girone 1FA ma accomunate da una unica grande aspettativa, il primo posto finale in classifica e dunque la qualificazione alla finalissima con la prima classificata del girone ‘B’ per il passaggio diretto in serie D.
Se oramai l’epilogo è un “affare-a-due”, ad attendere i sodalizi due impegni diametralmente opposti a guardare la classifica: Gallarate Volley Moriggia, già retrocessa, per la compagine varesina, Progetto Volley Caronno Varesino (formazione che ha strappato 3 punti importanti al Cus nel girone di ritorno) squadra in crescendo nell’ultima parte di stagione, terza della piazza ma fuori dai giochi, per le nostre ragazze.

Guardando in casa nostra un plauso a tutto lo staff della Prima squadra e nondimeno alle ragazze protagoniste della stagione che dallo scorso autunno,  sotto l’egida del consorzio ‘Vivi Volley’, si sono ritrovate a giocare insieme per la prima volta.

A questo punto, non rimane che aspettare i giochi e, per che che ci riguarda, sostenere le ragazze di ‘Vivi’ per l’inaspettata ma piacevol… issima stagione ‘da vivere fino in fondo’ che ci hanno saputo regalare, agli allenatori Pozzi e Manfredi  e il dirigente Belli per la formazione condotta.

Tutti “insieme” a Gazzada

(domenica 8 aprile)

Messa alle spalle la pausa per le festività pasquali, riprende il circo del Piede d’Oro che questa domenica fa tappa a Gazzada Schianno per la 13^ edizione della ‘Corri con noi x la vita’ organizzata dal gruppo podistico di Gazzada degli amici Luciano Dalle Fratte,Stefano Frattini e Luca Ponti.


Con gli amici Gianni e Francesca raggiungiamo di buon’ora la location della suggestiva Villa de Strens  , sede della casa comunale e delle scuole.

 

 

 

Ecco gli amici di sempre: Antonio Spoti e la moglie Aureliana e Lorena, Simone Prina, Michele Immobile e Andrea Marzio della Whirlpool,  Katia Fornasa e Francesco Piccinelli dell’Atletica Verbano, Nando dell’Athlon Runners; Samuele, Giovanni, Stefano della Mezzanese, Alessandro Carù e Daniela dell’Aermacchi; per ‘prendere aria’ due passi sullo spiazzo della zona di partenza e la sottostante palestra; risalgo la scalinata ed ecco Franco Di Sario e Ruggiero Armida, poi alla spicciolata gli altri del gruppo CB S. Andrea.
Alla stregua degli altri astanti di giornata, mi accingo anch’io ad un pò di riscaldamento “su e giù”, dapprima per conto mio poi a mò di giro di lancio accompagnando il Piratino ed il minigiro che parte alle 9.10.
Alle 9.30 è invece il nostro turno: partenza a fianco del municipio , ‘ad imbuto’ ed essendo in discesa lungo un piacevole passaggio meglio procedere con ‘attenzione & circospezione’. Battuto questo primo camminamento che riscende, usciamo dalla villa ed affrontiamo un lungo rettilineo dove ritrovo l’amico Gero al termine del quale è posto il primo km che ci porta verso il centro del paese e di lì a poco ad immergerci in un primo tratto della ciclabile.
Percorso di 10 km rivisitato, non particolarmente impegnativo, ad eccezione di qualche brusca risalita, ma decisamente ricco di saliscendi che non concedono “vita facile” ! … Ciclabile che conduce ad un tratto di sterrato il quale accompagna verso un belvedere sul lago di Varese e il Monte Rosa ( peccato per la foschia mattutina !). Rientro sulle vie cittadine verso Gazzada e nuovo attraversamento cicolopedonale al termine del quale si trova il ristoro.

Primi km fino a raggiungere l’Eolo “Point” con gli amici Aldo e Renato costeggiando i binari che attraversano Gazzada i quali – come poi avrò riscontro dall’amico Gianni – danno un’idea della tipologia del percorso “a spirale”.

Di nuovo su un lungo rettilineo che accompagna verso il suggestivo centro storico del paese e, dopo un tratto in dolce discesa con la prepositurale dedicata a S. Giorgio, imbocchiamo un’erta di qualche centinaia di metri la quale ci riporta nei boschi della zona e, attraverso un piacevole (ma da affrontare con attenzione per evitare infortuni) camminamento (nel senso stretto della parola, visto che si snoda alquanto stretto !!) raggiungere la fontana del Febré.
Quindi si procede in direzione della zona industriale del paese prima di affrontare un impegnativo sentiero in salita e ridiscendere verso i rigogliosi e verdi prati della zona ‘Streccione’, riguadagnare il tratto di ciclabile percorso inizialmente prima di rientrare nella villa che ospita il comune, ripercorrere il piacevole tratto verdeggiante della partenza e tagliare il traguardo.

 

 

 

 

Se l’intento di giornata era di tastare lo stato di forma … rivedibile direi ma come detto all’inizio il percorso di giornata con il suo sviluppo era già di per sè impegnativo costringendo ad una buona “tenuta” e a conseguenti cambi di ritmo: io mestamente andavo spesso … “fuori giri” … stringendo i denti al passaggio dall’Eolo Time e sbuffando ‘sommessamente’ quando vengo affiancato dall’amico Ruggiero.

Prossimo appuntamento a Brenta per una nuova tosta tappa !!

(Ennesima) Aria di derby fra Luvinate e San Carlo

(sabato 7 aprile)

Ritorno oggi alla palestra di Casciago dove va di scena un “clasìco“: il derby “varesotto” tra CSI Luvinate e San Carlo di Varese categoria under14, dunque una sfida … dai tanti risvolti. “Sfida testa-coda” a guardare la classifica del girone VA07, a tracciare forse due cammini diversi.
Benché parta al servizio, la squadra di casa inizia subendo inerme il pressing imposto da San Carlo subendo un secco break di 9 punti il quale di fatto spiana la strada alla formazione di Masala che presenta una squadra come sempre duttile; per contro, Luvinate non pare in grado di riaprire i giochi (4-25).
Ma con il secondo set, ecco Luvinate che “anima” il match: così dopo un inizio sfavorevole (2-3), meritatamente riesce a rimanere aggrappata alle avversarie e a mettersi avanti (3-3, 6-9). San Carlo, diversamente da quanto visto nel parziale precedente, procede a piccoli passi, mentre Luvinate cerca “il respiro” (9-6, 10-7, 11-8), anche se le ospiti non intendono mollare “la presa“, cercando di mantenere un gioco sì coeso ma non confusionario – in verità a tratti -, riuscendo a ribaltare momentaneamente il parziale (12-14) . Di nuovo sul pari, le locali non abbassano l’intensità di gioco, ,cogliendo il momento di “stallo” delle avversarie e capitalizzando delle buone battute per il finale 25-18.
Il rientro sul tartan vede ancora le locali ‘in spolvero’ (4-0), ma gli alfieri di San Carlo brillano ora (7-6, 15-9) mentre Luvinate spreca con evitabili ‘out’ delle buone occasioni di “rientro” (20-25).
La squadra di casa non ci sta ed anzi si mantiene ad alti ritmi giocando la palla (come in particolare si era già visto nel secondo periodo) alla stregua di San Carlo (7-3) poi si spegne qualcosa nelle dinamiche e determinazione delle giocatrici, aumentano le sbavature in campo, all’improvviso le parti si invertono e, contando su una buona seconda linea, peraltro sempre attenta e pronta in fase ricettiva (8-5, 9-14, 1-19). Il parziale procede con ambedue le formazioni che tra cambi e timeout cercano di rifiatare e rimescolare ma nonostante le mosse in campo non cambia molto, per il conclusivo 12-25.

Puntare su blog o sito web ?

(venerdì 30 marzo)

Una domanda che risuona tanto come il detto: ‘E’ nato prima l’uovo o la gallina?’.

Ovvero, nella fattispecie, è meglio aprire un blog o un sito web ? In effetti si tratta di due prodotti simili, stessa origine ma con sfumature diverse !

Se prima, esaltando uno sviluppo strutturale del codice, si puntava direttamente alla soluzione del ‘sito web statico’, allora la soluzione più pratica se non l’unica per farsi notare online.

Poi, con i primi anni Novanta, è iniziato il sopravvento del prodotto ‘blog’, soluzione più automatica e “dinamica” nel settore, strumento ideale per l’inbound marketing, “bacchetta magica mediante cui si realizza il content marketing  (contenuti utili, questa è la logica. Il blog diventa approccio preferito da tanti esperti di inbound marketing) e per tracciare una leading.

Da qui, la domanda ‘sorge spontanea’: meglio un blog o un sito web, anche con un’occhiata al posizionamento in Serp ?

Prima di mettere sulla bilancia i due strumenti, occorre definire cos’è l’uno e cosa l’altro. Un blog è un progetto web che nasconde due potenzialità: pubblicare periodicamente degli articoli, dei nuovi contenuti e allo stesso tempo aprire a commenti o interventi del pubblico, degli utenti che mostrano un “intento di ricerca” (da cui ottenere la fidelizzazione del pubblico). Per creare un blog solitamente si usa un CMS (Content Management System), soluzione ideale per ottenere in pochissimo tempo un progetto performante e in linea con i principi del blogging.

Ma “il blog” non deve essere pensato come un traguardo dell’informatica a sè stante. Infatti, il ‘sito web’ va considerato il genitore del blog (lo stesso si può dire per un e-commerce o un forum) ma in questo caso si guarda ad un concetto di “sito web statico”, cioè che non prevede aggiornamenti. Questo è l’elemento caratterizzante del sito web: esso viene pubblicato e non va avanti, non prosegue la sua attività con aggiornamenti. Le persone non trovano contenuti extra e non vengono generati articoli.

Approfondimento: come creare un blog di successo

 

La differenza tra sito e blog è allora sostanziale. Col primo, solitamente riconducibile a un lavoro di poche pagine, si bada a creare una presentazione dell’attività/servizi e l’interesse per il posizionamento ai fini di una ricerca web è relativa; nel secondo, fermo stante il prodotto, mediante l’ausilio di determinate tecniche di scrittura, contenuti che vengono aggiornati e ottimizzazione SEO si vuole anche puntare al miglior piazzamento possibile per il sito in modo da renderlo appetibile.

 

Si è citato prima l’inbound marketing come risultato principe di una attività di blogging. Concretamente, può essere descritto come un processo definito da un funnel simile a quello riportato sotto e che porta il pubblico a raggiungere la landing page del sito tramite un lavoro “certosino” che attira proprio grazie ai contenuti, l’anima di un blog: quindi, se mancano quest’ultimi è difficile procedere.

Una bella under 14 mette paura a Luino

(domenica 25 marzo)

Bella partita quella andata in scena nel pomeriggio della domenica alla palestra di Gemonio dove la matricola ‘under 14′ di Vivi BluVolley’ e le ospiti di Cumdi Luino Volley.
Dall’approccio alla gara denoto che sarà una che si deciderà sul campo: ambedue le formazioni sono infatti alquanto precise nei fondamentali e nel mettere pallone a terra.
Sul campo dunque due giovani formazioni ma alquanto mature e corrette sportivamente parlando ! …
Risultato finale di 3 set a 1 per le ospiti, risultato che forse sta un pò stretto al sodalizio guidato da coach Cagliani.
Ls partita è essenzialmente scevro da azioni fallose: pochissime le infrazioni rilevate e prontamente sanzionate; diversi invece – devo dire – , soprattutto dalla parte degli avversari, gli errori in battuta.
Dopo una prima fase di studio (3-4, 4-7, 5-9) le ospiti allungano con la doppia cifra (6-10) ma Vivi non ci sta: pur costretta ad inseguire raggiunge il pari (11-11) ma con il capitano il sodalizio di Luino allunga nuovamente (11-16) mentre una buona coesione di squadra – quello che asetticamente ha fatto la differenza fra le due squadre – (14-16, 15-19) per il conclusivo 19-25.
Nel secondo le locali riescono capitalizzare un buon vantaggio (7-2) ma poi, pur mandando diversi palloni a rete da posto 1, le avversarie ribaltano il break negativo, complice alcune palle ‘inattive’ e altre che prendono di sorpresa la seconda linea di casa, per chiudere ancora 19-25.
I terzo potrebbe essere quello della ripresa per Blu Volley con la situazione che si sblocca al giro di boa (12-12, 18-13) e concludere 25-20.
Siamo così al quarto set: la squadra locale parte forte e vuole capitalizzare un buon break (+3, 10-7), vantaggio che vede poi frantumarsi (da 18-26 a 18-22); finale 20-25.

Bosto in spolvero cozza contro lo scoglio Dairago

(sabato 24 marzo)

Impegno oggi nella categoria secondo me più gravosa per il direttore di gara, dove cioé inizia veramente a tastarsi la presenza e la fermezza dell’arbitro. Forse sono di questo parere in quanto  non ho molta esperienza con quelle superiori. Per presenza intendo capacità di “vedere” il campo e le dinamiche di gioco a 360°; e, come dice un vecchio adagio, “Una cosa è dire, un’altra è fare” perché essere presenti a questo “livello” implica tener sott’occhio diverse componenti che potrebbero rivelarsi “critiche”.
Destinazione – si direbbe usuale – Varese Bosto per una gara di under 16 tra il sodalizio di Folgore ‘A’ opposto a Ost Dairago.
Gara forse scontata per quello che può essere l’epilogo considerando mnemonicamente i due pesi, o meglio a cui la squadra dell’alto milanese approcci con particolare meticolosità a fare bene in quanto non vuole perdere punti dalla prima piazza del girone ad un punto. Se come detto prima son quasi di casa a Bosto, non conosco molto le avversarie come squadra e gioco (anche se potrei immaginare …). Il riscaldamento dice infatti le due compagini ben rodate e corrette nei fondamentali, ma – si sa – le dinamiche e quant’altro sono ben diverse fra riscaldamento e gara ! …
Le due formazioni scendono in campo determinate a far bene e e in effetti procedono a braccetto studiandosi fin quasi alla doppia cifra (4-6, 5-8. 8-11) poi il gap si allarga (9-13, 12-19) per il conclusivo 13-25.
Secondo e terzo set che vedono la squadra ospite giocare sempre a testa alta, con determinazione abnegazione per rompere gli indugi ma nulla da togliere alle locali che nonostante il ritmo pressante imposto, pur fra diversi errori anche in servizio (come si registra per Dairago), spronate da coach Giadini, cercano di farsi trovare pronte su ogni pallone che arriva non lesinando neppure sugli attacchi da seconda line ma la retroguardia avversaria lo è altrettanto ! ….
Così Dairago chiude agevolmente pure gli altri due parziali 25-15 e 25-13.

Diamoci i title giusti

(venerdì 23 marzo)

Il meta tag title assume un ruolo cruciale nella realizzazione di un articolo e in generale di una pagina web. Infatti, è necessario discernere e “soppesare” con particolare attenzione le parole da utilizzare nei vari punti in cui esso deve apparire. Proprio per dare differente “peso” laddove inserito nell’articolo, secondo le regole HTML il tag <title> è “preformattato” in 6 dimensioni, da h1 – la più grande – ad h6 – la più piccola; questa diversificazione torna estremamente utile per l’ottimizzazione SEO della pagina: <h1> verrà così utilizzato per il titolo principale, <h2>/<h3> per i sottotitoli/sezioni e così via .

Inserito nella sezione <head> a livello di codice, va anzitutto ricordato che il tag definisce il titolo HTML che viene attribuito al documento/pagina, e che viene visualizzato nella ‘tab’ – la barra in alto – del browser, nonché nella serp di Google e nelle preview degli eventuali link social.

Il tag title è un elemento determinante per l’ottimizzazione di una pagina web perché ha un forte impatto sul posizionamento. Esso comunica a Google l’argomento principale della pagina, e pertanto assume particolare importanza in termini di SEO on page.

Occorre scegliere bene le keywords da inserire al suo interno. Per questa sua funzione, è opportuno scegliere un tag title efficace; un titolo cioè che non sia solo attrattivo per l’utente ma che sia finalizzato anche al SEO copywriting ovvero ad adoperare al suo interno le keyword trovate per ottenere un tag title persuasivo capace di attirare l’attenzione di chi legge.

 

E’ possibile definire un ‘prontuario’ per scrivere e poi inserire meta title in un articolo

Il meta title è fondamentale, questo è un punto chiaro. Cosa deve allora fare il “buon” blogger per usare, nel miglior modo possibile, questo contenuto strizzando l’occhio alla SEO optimization ? I punti importanti da non trascurare in questo senso sono:

  • Usa le keyword più rilevanti per quella pagina.
  • Non superare i 65 caratteri (circa) altrimenti Google taglia.
  • Inserisci un tag title diverso per ogni pagina.
  • Le keyword a sinistra hanno più rilevanza.
  • Niente termini generici tipo Home o Untitled Document nelle intestazioni.
  • Non fare keyword stuffing.

 

Scegliere un buon tag title non è facile perché si devono conciliare le esigenze del motore di ricerca con quelle degli esseri umani.

 

 

 

 

Ma non va dimenticato che gran parte del lavoro viene svolto dalla meta description, una stringa di testo che si trova sotto al tag title e che permette di definirne il contenuto. Tra tag title e meta description c’è sinergia, complicità, armonia.

Con un buon lavoro di persuasive copywriting è possibile creare un equilibrio tra questi contenuti: il tag title è immediato, sintetico, capace di attirare l’attenzione dell’utente ‘in cerca’; la description alimenta la curiosità, dà qualche informazione in più e invita il lettore a continuare il percorso.

 

Leggi anche qua: https://www.seochef.it/titolo-persuasivo-o-informativo/