Il Piede d’Oro abbraccia il Maggiore e il patrimonio borromeo

(domenica 10 giugno)

Stamane altra new-entry nel circuito 2018 del PdO con la ‘Corri sotto la Rocca di Angera’  

 

 

   

 

 

 

 

 

organizzata dal gruppo podistico del 7 Laghi Runners capitanato da Ugo Fantoni.
Dopo la tappa di domenica scorsa sul magniloquente lago di Comabbio, la carovana si dà appuntamento sull’altrettanto suggestivo e imperioso lago Maggiore, con il ritrovo sul lungolago locale.
Giunta alla quarta edizione, quest’anno l’evento sportivo patrocinato dal comitato genitori di Angera ‘cambia il vestito’ entrando nel circuito podistico, modificandone il tracciato da 5 a 10 chilometri, aprendo ad una seconda parte ‘country’. Favoloso scenario ai nostri occhi oggi che si divide fra il verde del prato i riflessi del lago, con cigni e anatre quasi a fare da spettatori al nostro passaggio, e l’azzurro del cielo con sullo sfondo la suggestiva cornice della Rocca !!

 

 

Dopo aver corricchiato avanti e indietro dalla partenza ai parcheggi e aver fatto compagnia a Fabio Casa, mi presento sotto il gonfiabile già prono per andare sotto la doccia ! … l’afa sale vertiginosamente, preludio di quello che saranno i 10 km di giornata !
Dopo il consueto spazio riservato ai bambini con il minigiro, alle 9 il via per gli “over” con il tradizionale contdown rallegrato dallo sparacoriandoli multicolore a salutare la partenza degli astanti .

 

 

Dal centralissimo pratone si procede dunque in direzione della passeggiata prospicente alla sponda per guadagnare, nel giro di poche centinaia di metri, le stradine che, con un andamento a zigzag, conducono verso il centro storico che attraversiamo per intero e attraversando il quale si sviluppano i primi chilometri del tracciato odierno di 10km effettivi.
Risbuchiamo così sulla strada e ripercorriamo al contrario il lungolago per indirizzarci così vero l’oasi della Bruschera che, ad eccezione di brevi passaggi su asfalto, farà da sfondo fino all’ultimo km nuovamente su asfalto e che riporta a percorrere il viale del lungolago precedentemente attraversato.

 

Ed è proprio il sole a gogo a fare da “spada di Damocle”  sull’incedere (.. e le prestazioni) odierno.
A rincarare il dispendio di energie e fiato (“dèsaparecido”) le ultime centinaia di metri con il ritorno verso il gonfiabile sono stati alquanto esasperanti … anche per i top con una sorta di doppio giro prima di tagliare l’arrivo.

Mi sto rendendo conto di non attraversare un periodo di buone sensazioni, e oggi una volta di più ne ho la conferma su di un tracciato in linea, dunque congeniale per un RESET, ma non ne capisco l’origine: ennesima occasione .. persa (ssobbb !!!) … e allora cosa fare ? Sapientemente “tirare i remi in barca”, non strafare e gestire i propri passi, e lasciare maggior spazio ad ammirare “di dentro” i luoghi attraversati e al divertimento offerto da questo momento di condivisione.

Complimenti all’amico Ugo e all’impegno del 7LaghiRunners che hanno saputo proporre un percorso ad hoc ed apprezzato per la loro ‘Prima’, nella cornice del lago Maggiore e della Rocca che sovrasta l’intera cittadina.

L’under 18 PGS sgambetta Luvinate per la finale provinciale

(mercoledì 6 giugno)

Dopo una prestazione poco convincente, che ha lasciato in bocca un gusto dolceamaro, l’under 18 PGS ribalta il risultato della semifinale d’andata di domenica scorsa scontro Luvinate pareggiando i conti (1-3) e vincendo il Golden Set (roba da cineteca: “prima” storica per Blu Volley dalla sua fondazione !).

Quella che infatti si presenta all’appuntamento per la semifinale di ritorno è una formazione che si potrebbe azzardare ‘rivoluzionata nelle ambizioni’, ed l campo ne dà dimostrazione !
Partito in sordina per le nostre ragazze, il primo set si rivolve dopo un accorato testa-a-testa sugli ultimi palloni dopo che la squadra di coach Giudici spreca un ghiotto vantaggio (22 a 17). Come detto, Luvinate capitalizza delle buone battute che colgono alla sprovvista le nostre (22-22), poi è pura lotta di furbizia fra chi delle due “spinge” di più, per il rocambolesco 23-25 finale.

Già dalla prima frazione Blu Volley mette in chiaro le sue intenzioni e la determinazione delle atlete lo dimostra chiaramente.
La squadra di casa “sente” il pressing avversario e ciò lo si vede verosimilmente dai diversi errori in battuta e imprecisioni sottorete che si registrano nella gara.

Il ritorno in campo vede le ospiti iniziare bene (0-3). Luvinate riparte 5-7 ma Blu Volley trova in giornata di grazia le sue torri (6-9) le quali soprattutto sugli attacchi da seconda linea non sgarrano un colpo e in battuta non lesinano affatto …. Nel prosieguo le locali pagano la poca precisione pregressa in ricezione e Blu Volley continua nel suo pressing (7-14).
A questo punto, il sestetto gialloblu si sfilaccia il che potrebbe favorire il rientro delle locali che però non lasciano trapelare continuità (10-14, 11-19) pur non volendo mollare un possibile aggancio: Blu Volley dal canto suo sa dove deve arrivare e non interrompe il suo cammino ( 12-21) per il finale 18-25.
Col terzo Luvinate intende riaprire la gara; peraltro, Emergono in ambedue i sestetti in campo le tossine delle energie messe in campo sinora . Le padrone di casa stavolta dall’inizio mantiene le redini , con il gioco che si intensifica gradatamente (5-3, .. poi 10-5). Blu Volley subisce ora il gioco avversario e, complice la giusta tensione emotiva, lasciando buchi nella sua metà campo (14-8 che diventa 16-8). Le ospiti quasi incantate dal gioco di Luvinate, con il prosieguo stavolta non riescono a rientrare: la musica non cambia e verosimilmente il divario per un possibile rientro diviene consistente ( 20-10) per il finale 25-11
Il quarto parziale è la fatidica “cartina tornasole” delle ambizioni di ambedue squadre, con il set a significare “rimettere in gioco tutto quanto”, il pareggio dei conti da una parte o il “verdetto” dall’altra. Ne segue un tempo abbastanza equilibrato (4-4) poi Blu Volley allunga (4-6) Nonostante il ritorno delle locali, Luvinate si dimostra ancora inefficace in battuta perdendo diverse possibilità di rientro in partita ( 5-7, 7-9) 7-11.
Blu Volley si rivela positiva in battuta in unto ad ogni turno corrisponde un cospicuo impegno (7-12 8-14) . Le locali provano a reagire cogliendo impreparata la difesa gialloblu (11-14) m non riesce ad andare oltre le lacune dimostrate (12-16), giocando ora “a cardiopalma”. Comincia ad affiorare tensione e paura di sbagliare fra le giocatrici a un Luvinate che tenta di rientrare approfittando di uno sbilanciamento delle nostre (11-14), corrisponde un nuovo allungo 12-16. All’ennesima palla che finisce in rete delle locali (3-17) la compagine di Cuveglio inizia a respirare (13-20, 14-21, 15-23 ). Vanno ora in scena azioni concitate e prolungate mentre un muro out consegna a BV il set: 18-25, e un epilogo insperato della gara: .. tutti rimandati !
Si va così al Golden Set, alias set di spareggio al 15, con la compagine della Valcuvia che, pur al servizio, perde subito la palla. L’opposto rimedia e da qui di nuovo in auge le torri tramite cui realizza un buon break (+5) per il 6 a 1. Luvinate tenta di reagire con azioni prolungate ma poco efficaci (-6, 3-7. Cambio campo sul 3-8, muro out per il 3-9 locali imprecise in ricezione 4-12, 6-13 . finale 9-15.

Benvenuti alla Camminata ‘GiocaGiugno’ nr 7

(martedì 5 giugno)

Pur non reputandomi un habitué delle serali (del resto meritevoli ! …), stasera partecipazione alla classica Camminata abbinata al ‘Gioca Giugno’ di Cocquio Trevisago, un contenitore che si sviluppa per un mese intero pieno di eventi, dimostrazioni, convivialità, tornei vari … che quest’anno arriva alla XXI edizione.
Visto l’andamento delle temperature nelle ore pomeridiane, c’è un pò d’apprensione per lo svolgimento dell’evento, ma per fortuna con l’avvicinarsi della partenza cala una leggera arietta che ridimensiona le sensazioni.

Da denotare anche una buona partecipazione a questa edizione: staccati più di 70 pettorali !

Ritrovo Walter, Vittorio, Fabrizio, Ombretta, Giovanni dell’Atletica 3V, reduci dalla trasferta in Slovenia per i campionati mondiali master di corsa in montagna, Gaetano Rega e il co-organizer Pasquale Buongallino in borghese, Fouad Touti, Marco Tiozzo, Matteo Raimondi, Antonio Rondinelli, Riccardo Luccherini.

 

 

Quello che più ti sorprende in queste garette è che più sono “di nicchia” (leggi locali) più inaspettatamente si ritrova gente (e amici con cui magari già si condivide la passione del running) di spessore, pronta a darsi battaglia in testa al gruppo sin dai primi metri.
Serale di quasi 6 chilometri che si snoda dal centro giovanile  Sant’Andrea di Cocquio per svilupparsi nei primi 2 parallela alla ferrovia, attraversando la frazione di San Bartolomeo,  e che poi propone un bel profilo altimetrico per la risalita attraverso campagne e boschi a Caldana (‘.. circa 1,5 km di ascesa davvero davvero impegnativa, con tratti in grado di impensierire anche il più incallito degli scalatori ! … Con i quadricipiti che stanno per esplodere, arrivo finalmente allo scollinamento ! …‘ – rubo la striscia dall’articolo del grande PlayB di qualche anno fa).
Nella seconda parte, dopo qualche centinaia di metri in falsopiano, di nuovo tuffo nei boschi con una improvvisa discesa (trovandomela innanzi non capisco se davanti ho un megapozza d’acqua o si tratta verosimilmente di un brusco cambio di piano) dove curare bene gli appoggi per il fondo in ciottolato; quindi di nuovo un tratto più o meno lungo su asfalto prima di svoltare a destra per un altro discesone “da bere tutto d’u fiato” per le ultime centinaia di metri.
Bella atmosfera quella offerta da questa serale di inizio giugno, non molto affollata devo dire e dunque affatto caotica, ripercorrendo un tracciato gradevole e affatto monotono !  

          

WordPress: l’importanza del campo tag

Oramai WordPress è il CMS per autonomasia – verrebbe da dire -, dimostrandosi facilmente gestibile da chiunque.
Se la sua dashboard (“scrivania”) è il “contenitore”, essa ci presenta direttamente i “pilastri” su cui si basa il CMS in considerazione detti campi (anzitutto la possibilità di tornare da qualsiasi punto ci troviamo alla ‘Home’, lo stato iniziale, articoli, media, galleria, pagine, aspetto, utenti, impostazioni, i plugin installati, …).

In particolare, posizionandoci sula palette ‘Articoli’ possiamo accedere alla relativa sezione che ci permette di visualizzare l’archivio vero e proprio, la lista completa  degli scritti,  come pure inserire nuovi contenuti.
Quali dei diversi campi siano visualizzati sulla pagina che abbiamo di fronte viene gestito invece dalla sezione ‘Impostazioni’, richiamabile sempre dalla dashboard iniziale (basta scorrere la barra laterale sinistra), e visualmente da un pulsante Impostazioni schermata che si trova  in alto  a destra della pagina iniziale ‘Bacheca‘ tramite cui possiamo decidere quali visualizzare, toglierne o aggiungerne di nuovi in base alle nostre esigenze. Troviamo così ‘Autore’, ‘Categorie’, ‘Hits’ – visite -, ‘Tag’, ‘Word’ – conteggio parole -,  ‘meta description’, …

Non tutte ci risultano chiare ad una prima occhiata e in particolare la nostra attenzione si ferma sulla voce ‘Tag’.
 Forse inconsciamente, la griglia così ottenuta e la disposizione degli elementi che noi scegliamo ci danno la possibilità di ‘spremerlo’ traendone il massimo vantaggio … in termini di visibilità !
Infatti, perché i contenuti che pubblichiamo periodicamente sul nostro blog trovino poi un buon riscontro in termini di posizionamento in serp, non è sufficiente ‘saper scrivere’ per poi  pubblicare dei nuovi contenuti.
A tal fine, si può dunque concludere che ci sono diversi accorgimenti che devono essere presi in esame e “capiti”, elementi che possono fare la differenza tra un blog che funziona e uno che arranca.
Per il CMS WordPress una importante funzione in questo senso è svolta dai tag. 
Il termine tag (: etichetta) sta ad indicare delle parole chiave che andiamo ad inserire in ogni articolo che scriviamo e andiamo a pubblicare. Se ai ‘non addetti’ l’importanza di questi elementi può sembrare poco rilevante, al contrario i tag si rivelano di fondamentale importanza affinché gli articoli che produciamo vengano trovati facilmente dagli utenti e dai motori di ricerca.
I TAG individuano le parole chiave, i termini correlati con il soggetto principale dell’articolo che abbiamo scritto, ciò di cui cioè si parla (mettere in evidenza elencandole le parole chiave del contenuto pubblicato è uno stratagemma per far capire l’argomento che è al centro del testo medesimo).

Per inserire i TAG in un articolo su WordPress bisogna inserirli manualmente dall’apposita sezione che si trova sulla destra, sotto le categorie.


Una volta inseriti i TAG per “etichettare” l’articolo appena scritto, avremo dato una notevole marcia in più al nostro pezzo. 
Bisogna fare attenzione nella scelta dei TAG da inserire, cercando di puntare solo su quelli che riescono a specificare il contenuto del post, senza eccedere.

 

Wp ci dà la possibilità d inserire nuovi tag per valutarne il possibile successo in termini di posizionamento della pagina, senza cioé attribuirli subito all’articolo.
L’ operazione è semplicissima da fare, basta cliccare nel comando TAG che si trova come sottosezione della sezione Articoli.

 A questo punto, ci troveremo nella pagina apposita dove poter creare un nuovo TAG, per valutare i risultati che da esso ne possono conseguire.

Nella videata, sotto la lista dei TAG più che abbiamo utilizzato troviamo l’apposita sezione ‘Aggiungi nuovo TAG’

Non dovremo far altro che inserire nella sezione Nome il nome del nuovo TAG da aggiungere. Nella barra Slug andremo a inserire l’url del TAG che vogliamo creare, inserendo /tag/nuovo-tag all’indirizzo base del blog.

Se il blog si chiama blog.example.it, e vogliamo inserire come TAG la parola SERVIZI WEB, nella sezione Slug dovremo riportare l’url in questo modo: blog.example.it/tag/servizi-web.

Facoltativamente, si può inserire poi una breve descrizione, quindi andiamo a cliccare sul pulsante azzurro Aggiungi nuovo TAG.

Automaticamente, il nostro nuovo termine va ad aggiungersi a tutti quelli già inseriti nei nostri articoli. Decideremo poi in futuro (a seconda dell’eventuale successo) se trasformarlo in una vera e propria Categoria oppure se eliminarlo del tutto.

Alti numeri sul lago di Comabbio

(domenica 3 giugno)

Oggi va in scena un “must” del circuito del Piede d’Oro, una gara/appuntamento che, entrata da pochissimi anni nel calendario stagionale, ha sempre il suo fascino con la cornice del lago di Comabbio;

    

se poi ci metti una giornata come quella odierna, che offre appieno di goderne, con i cigni e le anatre in bella mostra ! …. A Ternate va in scena la ‘Corri con Samia’, giunta alla 4^ edizione, undicesima tappa del circuito di podismo del varesotto, sull’inusuale distanza di 12 km e spicci.
Fortunatamente, visto lo spauracchio delle previsioni meteo dei giorni scorsi (!!), la mattinata si presenta abbastanza fresca e poco umida …. ma sono solo le 8 ! .. e infatti, la seconda parte sarà … ben baciata da sole.
Come consuetudine, giungo al ritrovo del parco Berrini di buonora: tra me e me penso una buona occasione per passeggiare un pò lungo il largo viale interno e godersi l’atmosfera …., prima di dare il via alle solite pratiche. A grappoli il viale antistante la partenza animata dallo speaker Andrea Basoli si riempie di tanti astanti e amici.
Ritrovo Ruggiero il segretario del gruppo e poi vedo sopraggiungere il resto della banda: Graziella, Gianluigi e moglie, Franco, Gianfelice, Giovanna e Osvaldo (??) . Nel frattempo noto che sotto al tendone  aumenta la lunghezza della coda per le iscrizioni giornaliere, preludio al ‘soldout’ che verrà raggiunta dalla manifestazione (1000 partecipanti, come diranno poi Marco Rampi – fautore del gruppo ‘Africa&Sport’ – e il sindaco di Ternate accorso per le premiazioni).

sdr

L’atmosfera si anima, gente di qua gente di là: primo fra tutti, il caro amico Massimo Riva “da quei di Malnate’, poi Arturo Barbieri a immortalare le nostre gesta,Giuseppe Bollini, Antonio Vasi, Simone Prina con famiglia al seguito. Ecco Mirco, il #maidomo Dante Morandi, Mauro Toniolo, Stefano Beltramello e Graziella Lella dell’Atletica Verbano, “#lostyloso” Riccardo Luccherini, Vincenzo Lo Presti dell’Atletica Arcisate, Ugo Fantoni e gli amici del 7LaghiRunners, Massimo Fontana della DiBi,Michele, Daniela e Paolo della Whirlpool, Samuele, Barbara e la banda della Podistica Mezzanese, Sergio, Alessandro e Franca dell’Aermacchi, Giuseppe Ramundo, Omar Spoti e famiglia, Fabio Casa con Diana e Ari, e poi ancora la “#belé” Lorena Castiglioni sorridente. Inaspettatamente trovo pure due compaesani: Christian Boscariol e Sergio Simioni.
Una manciata di minuti dopo le 9 va in scena lo “spettacolo” del minigiro, che calamitizza sempre la partecipazione anche di noi grandicelli e che oggi vede una buona partecipazione ….
Alle 9.30 è il nostro turno: anche quest’anno si procede in senso orario per affrontare il giro del lago, giusto un 200 metri per guadagnare l’uscita dal parco e … fuoco alle polveri (.. per gli audaci !!).
il tracciato si snoda quasi completamente a ridosso dello specchio d’acqua, completamente immerso nel verde che circonda l’habitat circostante, attraversando i comuni che vi si affacciano: oltre a Ternate, Varano Borghi, Corgeno, Mercallo e Comabbio.

Percorso impropriamente tranquillo o, capovolgendo l’espressione, che non presenta asperità di rilievo, fatta eccezione di qualche tratto che riporta a “quota sede stradale” e gli ultimi cinquecento metri che riportano nel parco.

Nella parte centrale la ciclopedonale del lago di Comabbio si congiunge con quella che invece va verso il lago di Varese.

Al terzo chilometro (prossimità di Corgeno) circa incontriamo come ogni domenica degli amici Aldo e Renato con l’EoloTime.

Suggestivi e “leggiadri” alcuni passaggi sull’itinere: il tanto verde attraversato, i ponticelli, …, l’incantevole pontile “sospeso” sullo specchio che ci accompagna alle ultime centinaia di metri
Le mie premesse erano di ritrovare con il percorso odierno il giusto passo, dopo le (s)faticaccie delle ultime settimane e a qualche strano malessere (nulladike!! ttraaa)  che hanno reso più complicati del previsto gli ultimi appuntamenti, ma purtroppo mi devo ricredere dopo poco: non tanto perché ‘manca fiato’ ma perché avverto continuamente una strana sensazione che mi porta a “bloccare il passo”, rallentare la frequenza !! …. ‘Oggi’ – ogni tanto mi ripeto – ‘va così !! …’
Importante è divertirsi – a prescindere dal risultato -, è una convinzione che ormai “umilmente” sostengo da diversi anni, ma ciò non toglie che ci si voglia mettere (comunque) in gioco, alla prova con sè stessi …. e oggi era una ghiotta occasione.

CEL – Certificato di Esecuzione Lavori all’estero: che cos’è ?

Previsto dal D.P.R. 34/2000, il CELCertificato Esecuzione Lavori – individua il documento rilasciato da un ente della P.A. o altro soggetto di diritto (committente o appaltante) all’operatore (appaltatore) che attesta le attività sono state eseguite ad opera a seguito di bando o affidamento diretto.

Mentre il certificato di regolare esecuzione può sostituire il certificato di collaudo, che viene emesso in prima persona dal direttore dei lavori con il benestare del responsabile dell’atto stesso, il certificato di esecuzione dei lavori è l’atto con il quale l’appaltante dichiara, a conferma della certificazione SOA ottenuta (attestazione della qualifica economica e tecnica del soggetto per la partecipazione a gare d’appalto), che i lavori eseguiti sono stati realizzati a regola d’arte e con buon esito. Per la sua natura giuridica e la sua formulazione si può concludere che il certificato di esecuzione di un lavoro pubblico è un documento amministrativo pubblico.

Determinante per l’iter è ottenere l’attestazione SOA

La SOA è una certificazione che autorizza l’impresa a partecipare ad appalti pubblici per determinate tipologie di categorie e importanza.

 

Ai sensi di quanto previsto dall’art. 84 del D.P.R. n. 207/2010 (Regolamento appalti), e recepito dal l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici con atto del 4 marzo 2013, le imprese con sede legale in Italia le quali hanno realizzato lavori all’estero e che intendono usufruire dell’attestazione di qualificazione da parte delle SOA, devono richiedere l’emissione del CELMAE alle sedi diplomatiche italiane negli Stati in cui hanno eseguito i lavori.

Gli uffici delle diplomazie italiane all’estero provvedono quindi a stampare il certificato per poterlo rilasciare alle imprese richiedenti.

Le SOA – Organismi di Attestazione autorizzati – sono tenute a verificare, all’atto della presentazione della documentazione da parte dell’impresa, che le informazioni riportate corrispondano con quelle presenti nel sistema informatico dell’Autorità.

Per la dimostrazione dei requisiti tecnici, l’impresa dovrà ottenere e consegnare alla prescelta SOA i CEL (Certificati Esecuzione Lavori) rilasciati dai propri committenti, controfirmati dalla Direzione Lavori. Qualora l’organismo di attestazione verifichi l’esistenza di certificati di lavori non idonei, deve darne comunicazione sia ai soggetti committenti, sia all’Autorità di vigilanza, per l’adozione dei provvedimenti del caso. Fino al loro inserimento nel casellario informatico, tali certificati non sono utilizzabili, pena l’addebito alla SOA di una sanzione pecuniaria fino a 51.000 euro.

Nel caso di lavori eseguiti all’estero da imprese con sede legale in Italia, il richiedente deve produrre alla SOA la certificazione di esecuzione dei lavori unitamente a copia del contratto e a qualsiasi altro documento comprovante i lavori eseguiti e se emesso del certificato di collaudo. In questo caso, i CEL dovranno presentare determinati requisiti:

  • LEGALIZZAZIONE: per lavori richiesti sia da appaltante pubblico sia privato, l’impresa appaltatrice utilizza la certificazione pubblica: perciò deve richiedere la legalizzazione che è rilasciata dalle autorità consolari italiane all’estero;
  • CERTIFICAZIONE TECNICO DI FIDUCIA CONSOLATO: per lavori eseguiti su committenza privata, per i quali nel paese di esecuzione degli stessi non è prevista una certificazione da parte di organismi pubblici, la documentazione necessaria, dalla quale risultano i lavori eseguiti, il loro ammontare, i tempi di esecuzione nonché la dichiarazione che i lavori sono stati eseguiti regolarmente e con buon esito, è rilasciata da un tecnico di fiducia del consolato;
  • TRADUZIONE UFFICIALE CERTIFICATA CONFORME: Alle precedenti viene allegata una traduzione certificata conforme in lingua italiana rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare o eseguita da un traduttore ufficiale;
  • CERTIFICATO SOLO ONLINE: il consolato italiano all’estero, una volta conseguita la certificazione, la trasmette al competente ufficio centrale del Ministero degli affari esteri che provvede ad inserirla nel casellario informatico.

Barriere architettoniche in edifici privati, in arrivo 180 milioni di euro

Seppur non in maniera coercitiva, negli ultimi anni un po’ tutti i comuni del territorio nazionale stanno mettendo in atto un adeguamento urbanistico finalizzato ad armonizzarsi con le esigenze dei diversamente abili, portatori di handicap o menomazioni quello che va sotto il nome di “abbattimento delle barriere architettoniche” , allineandosi così a quanto previsto alla lettera c) dell’art. 8 legge 104/1992.

Se però quanto è stato attuato “ai nostri occhi” ha interessato anzitutto gli spazi e gli edifici pubblici, da pochissimi giorni al centro dell’attenzione è passato il settore privato: dopo ben 15 anni di ‘azzeramento’ in materia, è stato rifinanziato il Fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche previsto dalla L. 13/89 per l’accessibilità agli edifici privati, vale a dire ‘finalmente è stato riaperto un ineccepibile rubinetto delle casse dello Stato’ a favore proprio dei disabili del nostro paese, riconoscendo loro o meglio riprendendo in considerazione un diritto sacrosanto. Misura prevista nel Fondo Investimenti della Legge di Bilancio 2017, i cui contributi possono essere richiesti dai cittadini portatori di handicap.

Pubblicato sul sito del Ministero delle infrastrutture, il decreto, emanato congiuntamente con il Ministero dell’Economia, che entra in vigore il 30 maggio, ripartisce i fondi previsti per il quadriennio 2017-2020.

Come previsto dalla seduta permanente della conferenza fra stato, regioni e comuni di metà febbraio, la normativa metterà a disposizione 180 milioni di euro per i prossimi quattro anni ripartiti fra le singole regioni, le quali provvederanno a loro volta a metterlo a disposizione dei comuni richiedenti al fine di contribuire alle spese sostenute dai cittadini.

Con la misura adottata si cerca di colmare una “farraginosa falla burocratica” dal momento che l’ultimo intervento di destinazione fondi al settore privato risale al 2003: pertanto, con questo atteso finanziamento si tenta anche di coprire i fabbisogni inevasi, tra l’altro più volte segnalati dalle Regioni al ministero competente.

La succitata legge 13 del 1989 è la principale fonte normativa in tema di barriere architettoniche e del loro abbattimento. Essa prevede che ai cittadini sia data possibilità di accedere, mediante domanda al comune di residenza, a contributi per eliminare le barriere architettoniche esistenti nelle loro case e negli edifici privati.

Per accedere ai contributi è necessario inoltrare domanda al comune di residenza in base a specifiche modalità e a condizione si rientri in parametri previsti dalla legge. In particolare, hanno diritto a presentare domanda i disabili con menomazioni o limitazioni motorie permanenti e i non vedenti nonché coloro i quali hanno a carico persone con disabilità permanente; i condomini ove risiedano le suddette categorie; i centri e gli istituti residenziali relativamente agli immobili destinati all’assistenza di persone disabili. Nell’accesso ai contributi hanno precedenza nell’assegnazione le persone disabili con certificazioni di invalidità totale e con difficoltà di deambulazione.

La domanda (comprensiva di una descrizione sommaria della spesa prevista) deve essere presentata direttamente al sindaco del comune di residenza entro il 1 marzo di ogni anno dal disabile o da chi ne esercita la tutela/potestà. Il contributo previsto sarà proporzionale, cioè in misura inferiore o minore al preventivo, alle spese effettive.

 

Dati alla mano, ad ottenere maggiori risorse è l’Emilia -Romagna, alla quale sono assegnati 29,3 milioni. Subito dopo ci sono le regioni Piemonte e Lombardia, beneficiarie rispettivamente di 25,7 e 25,3 milioni di euro. La Basilicata ottiene 15,2 milioni, la Campania 13,5, il Lazio 19,2. Inoltre, 11,3 milioni vanno alle Marche e 11 milioni all’Umbria. L’importo più basso è quello destinato alla Liguria, che ottiene 275 mila euro. Somme tra il milione e gli otto milioni sono distribuite alle regioni Abruzzo (4,4 milioni), Molise (1,1 milioni), Puglia (4 milioni), Sardegna (3,2 milioni), Sicilia (4,4 milioni), Toscana (2,9 milioni) e Veneto (8,4 milioni).

Benché non soddisfino del tutto i reali fabbisogni locali, le risorse destinate a ciascuna regione sono proporzionali al fabbisogno pregresso inevaso, comunicato dalle Regioni stesse al Mit.

 

APE – Attestato di Prestazione Energetica

L’A.P.E. (acronimo che sta per ‘Attestazione di Prestazione Energetica’) è il documento che definisce le caratteristiche energetiche di un edificio, di un’abitazione o di un appartamento. Prima del 2013 era sostituito dall’ACE. E’ un indicatore che, parametrizzato su una scala di 10 valori (lettere da A4 a G) sintetizza le prestazioni energetiche di un edificio. E’ tra i documenti utili ad ottenere il certificato di agibilità di un edificio.

L’obbligatorietà della redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica è stata introdotta il 1° luglio 2009 per la compravendita di immobili e dal 1° luglio 2010 in caso di locazione. In particolare, dall’inizio del 2012 sugli annunci immobiliari vanno inseriti gli indici di prestazione energetica.

La legge nr 90/2013 con la quale di fatto è diventato un documento obbligatorio ha confermato quando bisogna redigere l’Attestato. Si possono individuare sostanzialmente tre circostanze in cui è obbligatorio redigere il documento di Certificazione Energetica: compravendita, affitto, ristrutturazioni importanti.

Documento obbligatorio, al momento dell’acquisto o affitto dell’immobile, si rivela dunque essere un utile strumento per informare circa il livello di consumo energetico ed essere cartina tornasole in tema di edifici ad alto risparmio energetico, consentendo di valutare la convenienza economica del potenziale acquisto in relazione ai propri consumi energetici e di indicare opportuni interventi di riqualificazione energetica.

L’ APE è un documento che assumerà importanza “strategica” nei prossimi anni per due motivi, oramai imprescindibili:

  • Aumento del valore degli immobili caratterizzati da consumi energetici bassi;
  • Incentivazione alla costruzione di edifici ad alto rendimento energetico e a ristrutturazioni energetiche con conseguenti miglioramenti in termini di inquinamento da anidride carbonica CO2.

 

Responsabile a redigere questo documento è un ‘soggetto accreditato’ chiamato Certificatore Energetico il quale possiede competenze specifiche in materia di efficienza energetica applicata agli edifici (solitamente un tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti come l’architetto, l’ingegnere ed il geometra); per la tipologia dell’incarico, il certificatore ha delle responsabilità civili e penali molto importanti. Formazione, controllo e accreditamento di questi professionisti sono gestiti dalle Regioni con apposite leggi locali (nonostante più di cinque anni dall’obbligatorietà in materia, la metà delle Regioni italiane ancora non hanno adottato delle normative proprie, nel qual caso la legge di riferimento è quella nazionale: D.Lgs. 192/05).

 

La redazione del documento, che inizia sempre con un sopralluogo dell’immobile, abbraccia diversi parametri (caratteristiche delle murature e degli infissi, le caratteristiche geometriche dell’immobile, la produzione di acqua calda, l’aerazione ed il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto, eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile) mediante cui il certificatore, avvalendosi di specifici software, sviluppa una analisi energetica dell’immobile. Compila così il documento e rilascia la targa energetica che sintetizza le caratteristiche energetiche dell’immobile

L’ APE va poi conservato con il libretto della caldaia e consegnato al nuovo proprietario o al locatario.

L’attestato può essere firmato dal tecnico anche con la firma digitale, alcune Regioni utilizzano esclusivamente questo metodo per ricevere gli APE nel loro catasto energetico.

 

Non è possibile determinare a priori il costo dell’APE: il prezzo di una certificazione energetica per un appartamento si basa su una forbice fra i 150 € e i 250 € a seconda della città dove è sito e delle caratteristiche proprie dell’immobile.

 

L’APE non deve essere confuso con l’AQE (‘Attestazione di Qualificazione Energetica’). Differentemente dal primo, l’Attestato di Qualificazione può essere redatto dal costruttore o direttore dei lavori, e poi consegnato al comune insieme al resto della documentazione per il rilascio della dichiarazione di fine lavori (diversamente, l’APE  come visto è redatto da un Certificatore Abilitato).

Primariamente pensato per sostituire temporaneamente l’APE (ai sensi del d lgs 311/06), oggi l’AQE è un documento meno utilizzato del passato, viene richiesto solamente in fase di “fine lavori” dal direttore dei lavori. 

Il solleone di fine maggio manda in tilt Sumirago

(domenica 27 maggio)

Ho il piacere di chiudere in un caldo pomeriggio di fine maggio la serie dei campionati di federazione di Blu Volley (l’arrivo in palestra – primo pomeriggio – è infatti quasi apocalittico: sauna-nella-sauna !!).

Bella prova oggi nell’ultimo impegno del campionato primaverile del sodalizio ‘under 16’ che ospita al PalaGemonio la formazione Sumirago ‘BLU’, la quale verosimilmente è venuta in Valcuvia per confermare il trend positivo della squadra, benché il risultato non sia determinante ai fini dei piazzamenti nella classifica del girone.
E in effetti il primo set le vede giocare d’autorità come sanno (perentorio 15-25).
La “corazzata” locale si presenta nonostante ciò all’altezza della situazione e … della partita mettendo in scena, per quel che mi riguarda, una gara ‘ad hoc’, approfittando di un tangibile calo delle avversarie una volta incamerato il primo parziale. Si è assistito infatti ad una innegabile dimostrazione della loro duttilità a tutto campo e coesione del gruppo e di un buon gioco in fase di ricezione e rimessa in gioco. Il secondo set la vede segnare break positivi 8-5, 13-9 al giro di boa; lentamente ma vistosamente il sestetto di casa cresce, non lesina attacchi per cercare di cogliere alla sprovvista la difesa ospite la quale infatti non pare così impeccabile come in precedenza (18-11) e, complice forse il troppo impegno nel precedente, commettono parecchi errori a rete il che sicuramente non facilitano la rincorsa (25-15).
Il terzo è vissuto testa-a-testa: ambedue infatti cercano di giocare al meglio la palla, cresce la tensione per la paura di sbagliare avvantaggiando l’avversario; ma presto Sumirago nuovamente si sfilaccia lasciando cadere palle facili: al giro di boa le locali vantano un buon vantaggio (17-10) mentre Vivi aumenta l’intensità intuendo la fragilità delle avversari. Ospiti che cercano di rientrare nel parziale (21-14) ma peccano di concentrazione e determinazione necessarie: le nostre oramai paiono galvanizzate e .. inseguire una ‘chimera’ (25-16).
Da “cardiopalma” il rientro in campo con la panchina di Sumirago a spronare le giocatrici (10-17 al giro di boa). A questo punto è una eccellente prova di gruppo che consente alla squadra di casa di risicare punti pesanti e di segnare un break importante (8 punti da 14-18): si chiude quindi punto a punto (24-24) quando le ospiti recriminano su ace “out” ma che di fatto atterra visibilmente sulla linea di fondo; Vivi Blu Volley dunque ha l’occasionissima sul piatto d’argento per chiudere (27-25).

La ‘Camminiamo Insieme’ e le sue mille emozioni

(domenica 27 maggio)

“Non camminare davanti a me, potrei non seguirti. Non camminare dietro di me, non saprei dove condurti. Cammina al mio fianco e saremo sempre amici.” (Albert Camus).     
Questo il motto della manifestazione – ripreso poi dal sindaco della comunità – che ha fatto da sfondo ad una ennesima giornata di festa _____________ che è la ‘Camminiamo Insieme’ organizzata in maniera impeccabile dai tanti volontari dell’istituto Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago coadiuvati da Davide Passeri,  Claudio Pedroni, Claudio Binda ed Emidio Novali unitamente a protezione civile, giunta alla 16^ edizione e valevole come 10^ tappa del circuito del Piede d’Oro,. Di una vera festa si tratta parlando dell’appuntamento dell’istituto n quanto, riprendendo le parole di Davide ed Emidio congiuntamente con quelle del primo cittadino, la manifestazione partita in sordina anno dopo anno si è voluta proporre come occasione per accostare ad un classico appuntamento sportivo come quello del PdO un’opportunità di “outdooring”anche per gli ospiti dell’istituto di cimentarsi anche loro, su di un idoneo percorso, in questa giornata di sport, aiutati dai familiari e collaboratori.
Dopo svariate edizioni in cui il meteo,, in una maniera o nell’altra, ha guastato questo momento di festa aperta a tutti, stamane è stato annoverato “Scipione” – leggi sole a gogo – per fare da cornice alla manifestazione in tutto il suo splendore.

Appena arrivato un caloroso saluto a Emilio Sonzini, collaboratore da diversi anni della Sacra Famiglia e oggi uno dei volontari che spingeranno le carrozzine, come faranno ancheSimona Agnisetta e la moglie di Renato. Mi dirigo da Ruggiero per ritirare il braccialetto di giornata quindi alla spicciolata ecco arrivare gli altri del gruppo: Franco, Gianfelice, Silvio e Marcella, Giò e consorte e Pasquale, e i vacanzieri Antonio e Aureliana. Tanti poi gli amici che ritrovo: a cominciare da Massimo Riva, poi Giuseppe Bollini che sta facendo PR con Lorena Castiglioni (o viceversa), Omar Spoti e la sua band; poi Gianni, Francesca, il coriaceo Giorgio Montalbetti e gli altri del 7 Laghi Runners, Giovanni, Samuele e la PM, Giorgio e Paolo compaesani, Vincenzo Lo Presti , …. Mirco , Renato Pegorin , Clizia Rodari, Marco Negri dell’AV. Ritrovo il mitico Costantino che, alla faccia del profilo odierno, … vuol dire la sua !!

Dopo la fotona di rito sotto il gonfiabile, ecco partire il classico minigiro per i bambini completamente all’interno dell’istituto: non bastasse la calda atmosfera che già ci attornia, anche per cercare un pò di fiato mi accodo ai piccoli partecipanti, introdotti dallo speaker Andrea Basoli, i quali a loro volta seguono il Fiurash-apripista.

Percorso confermato in toto articolandosi lungo il territorio comunale di Cocquio Trevisago attraversando le varie frazioni e passando lungo stradine interne e sentieri che le uniscono, ad eccezione di due piccole varianti: una che, oramai giunti nella seconda parte del percorso, ci portava a correre parallelamente ai binari delle Ferrovie Nord con conseguente brusca risalita alla località San Bartolomeo rimpiazzata da un “passaggio in quota” e la seconda giunti ormai a ridosso della “passarella” finale all’interno dell’istituto, un dentro-fuori che ci porta ad attraversare un pò più sopra un pratone che ridiscende verso il cortile stesso.
Dopo una ultima settimana non al “top” e le ultime passate con pochi allenamenti nelle gambe, approccio a questa gara certo non una passeggiata con l’imperativo di gestirla, portandola “saggiamente” a termine.
Alle 9.30 la partenza dall’interno del parco: dopo il count-down e il successivo allegorico sparo di coriandoli a salutare i partenti, giù a manetta (…) – come l’impagabile OmarIX – per guadagnare l’uscita e poi la sede stradale che immette su un lungo rettilineo di 600 metri circa in dolce ma progressiva salita al termine di cui è posta la deviazione fra il percorso corto, che ridiscende verso il paese di Cocquio, e il lungo per il quale gli astanti procedono ancora in salita, più impegnativa, per qualche centinaia di metri, prima di buttarsi in uno dei pochissimi tratti dove è possibile recuperare .
Qui arriviamo all’Eolo Time degli amici Aldo e Renato, svolta a destra e si attacca la tremenda scalinata che risale dalla parte boschiva alla frazione di Caldana, dapprima con i suoi larghi gradoni e poi imperdonabile come sempre nella seconda parte, dove gli scalini si fanno più stretti e ripidi, aprendo peraltro ad una magnifica vista panoramica con il lago di Varese a fare da sfondo.
Attraversamento di strada ed eccoci sulle stradine interne della frazione soprastante prima di ridiscendere verso la provinciale e così passare dall’altra parte per perdersi poi nella “parte country” di Caldana: quindi diversi tratti in discesa per ‘riguadagnare quota’ glissando poi , gradevolmente, la parte che corre parallela alla ferrovia peraltro con una variante non meno impegnativa per quella che può essere la continuità del passo (“stringi i denti e vai !! .. non mollare!”).
Ecco dirigerci verso la casa comunale e quindi le ultime centinaia di metri che conducono a percorrere il perimetro del l’istituto prima di raggiungere il gonfiabile d’arrivo.

Giornata no per il sottoscritto “tirando le fila”. Meglio, poco convincente sin dall’inizio, portandomi poi “gli strascichi” sulla seguente scalinata; cercando poi di riguadagnare quanto perso nella seconda parte ma oggi – complice un mix fra caldo e una condizione poco accettabile non sono riuscito a ‘scuotere’ la prestazione odierna.